open letter to mark herman

my JHWH, tu hai visto? ora, che, mark herman, ha detto che, 1. i christian nazi sono una invenzione di Rotshchild, ed ha detto, anche, che, 2. gli italiani sono il popolo più umano del mondo! come, io ora, lol. io posso essere disumano? lol.

open letter to mark herman ] è con il cazzo, che, tu puoi trovare, nei motori di ricerca, queste tue notizie, perché, i satanisti, massoni, farisei bildenberg, Emma Bonino, comunisti, etei omosessali, che, hanno il controllo, di: CIA MOSSAD, NSA, Bush, FMi, FED, BCE, Spa, Kerry, Obama, OGM, Herman Van Rompuy, Merkel, gli aguzzini strozzini usurai, delle Banche Centrali Private Rothschild? hanno fatto terra bruciata, di queste tue informazioni! questo internet, è un cazzo nel culo, delle lobbies massoniche ed ebraiche, di hollywood, network tv, per quella umanità, che, tu vuoi testimoniare, al mondo di satana, che, ha rubato la sovranità monetaria ai popoli! Mark Herman si reca dopo la fine della guerra a Leopoli, nella speranza di incontrare qualche parente vivo, dove però deve tristemente prendere atto, che, [ la kabbalah di rothschild ha distrutto, in modo perfetto, il seme di Abramo! ] solamente, un cugino della numerosa famiglia, si è salvato, perché è fuggito, in Kazachistan, prima della terribile avanzata tedesca. il 18 aprile 1949, sei anni dopo, la rivolta del ghetto di Varsavia, in Israele viene fondato il Kibbutz Museo Beit, Lohamei Haghetaot ( il ghetto della casa dei combattenti). Mark è il fondatore, della sezione italiana del museo, ed è qui, che, il giorno dopo, il suo 86 compleanno, l'ho incontrato, dice Edda FOGAROLLO: il suo amore, e la sua stima, per l'Italia sono rimasti immutati. egli desidera rivolgere, a tutti gli italiani, questo prezioso saluto: " italiani vi amo moltissimo, siete molto umani, non conosco un popolo come voi!"  ... " è bello sapere, che, di fronte alla crudeltà di un esercito nazista, dall'altra parte del campo di battaglia, a Leopoli, dei soldati italiani hanno saputo mantenere, la loro umanità!"


Edda Fogarollo incontra Mark Herman in Israele (1^ parte). Rothschild e i suoi christian nazi del cazzo di satana Bush FMI-NWO [ italiani siete umani, edda fogarollo, interrvista: mark herman] da la vove di israele, EUN [ ecco l'esercito fascista di Mussolini, che, nasconde un Bambino ebreo, che, diventerà un partigiano in Italia! ] (( un amore inaspettato! Mark Herman di anni 14, spinto dalla fame e dalla sofferenza, lui va nell'accampamento militare italiano, lui va dai suoi aguzzini, che combattono per sostenere militarmente Hitler, )) ma, il comandante italiano fascista, spartisce i bambini ebrei, rimasti orfani, tra, i soldati per essere portati in salvo in Italia.. perché, il Maresciallo Badoglio ha distrutto l'alleanza tra Italia e Germania. Rispondi a  lorenzo scarola


Edda Fogarollo incontra Mark Herman in Israele (2^ parte) e i christian nazi di Rothschild.. Edda Fogarollo, presidente di Cristiani per Israele - Italia, docente di storia e didattica della Shoah, incontra Mark Herman in Israele il 16 ottobre 2013 nel suo Kibbutz nelle vicinanze di Haifa. Mark Herman, ebreo polacco di Leopoli, nato il 15 ottobre 1927. Leopoli, dopo la dichiarazione di guerra del 1 settembre 1939 e la spartizione della Polonia tra la Germania e la Russia, divenne città russa. In seguito, con l’offensiva nazista nota come Operazione Barbarossa (giugno 1941), la Germania di Hitler occupò anche quest’altra parte polacca russa. Man mano che l’esercito nazista avanzava, agli ebrei era riservata la morte. La famiglia Herman venne sterminata in due giorni, solo Mark si salvò, grazie all'aiuto dei soldati italiani in Russia. Dopo l'8 settembre 1943 il giovane Mark venne in Italia a combattere con i partigiani in Piemonte. Rispondi a  lorenzo scarola

Edda Fogarollo incontra Mark Herman in Israele (3^ parte) e i christian nazi di Rothschild. Edda Fogarollo, presidente di Cristiani per Israele - Italia, docente di storia e didattica della Shoah, incontra Mark Herman in Israele il 16 ottobre 2013 nel suo Kibbutz nelle vicinanze di Haifa. Mark Herman, ebreo polacco di Leopoli, nato il 15 ottobre 1927. Leopoli, dopo la dichiarazione di guerra del 1 settembre 1939 e la spartizione della Polonia tra la Germania e la Russia, divenne città russa. In seguito, con l’offensiva nazista nota come Operazione Barbarossa (giugno 1941), la Germania di Hitler occupò anche quest’altra parte polacca russa. Man mano che l’esercito nazista avanzava, agli ebrei era riservata la morte. La famiglia Herman venne sterminata in due giorni, solo Mark si salvò, grazie all'aiuto dei soldati italiani in Russia. Dopo l'8 settembre 1943 il giovane Mark venne in Italia a combattere con i partigiani in Piemonte. Rispondi a  lorenzo scarola


Rothschild, fariseo, coglione! io esoterista? è la tua ANSA massonica, che, ha messo la foto, con i manifestanti, europeisti, che, hanno la pistola in mano e sparano alla polizia! /2014/02/19/Kiev-nuovo-assalto-agenti-Maidan_10101662.html
lorenzo scarola

Marò: Amb. Mancini partito per Roma. Indi, tu ti sei messo nella merda, tu hai ucciso i tuoi pescatori cattolici, perché, tu sei il satanismo induista! tua ora è, una immediata soluzione del problema, anche perché, lo sanno tutti, il diavolo fa le pentole, ma, non fa i coperchi! ] Richiamato in patria per consultazioni dopo ennesimo rinvio. 19 febbraio, 09:16. #nEW DELHI, [ tu stai rischiando di prendere le bombe, anche, da Russia e Cina! ] L'ambasciatore d'Italia in India Daniele Mancini ha lasciato oggi New Delhi per Roma, dopo la decisione della ministro degli Esteri Emma Bonino di richiamarlo in patria "per consultazioni", dopo l'ennesimo rinvio della Corte Suprema indiana. L'ambasciata italiana nella capitale indiana è ora sotto la responsabilità dell'incaricato d'affari Gianluca Grandi. Anche, l'inviato governativo Staffan de Mistura ha lasciato oggi New Delhi diretto a Roma.
lorenzo scarola
Libano: forte esplosione a Beirut, 2 morti [ il cinismo di Sciiti (Iran, ricchi uomini del potere) e Sunniti ( arabia saudita, ricchi uomini del potere) alla presena del demonio dio idolo pietra alla Mecca, nelle inicazioni del falso profeta pedogfilo Maometta? è senza pudore, loro si baciano sulle labbra, come gay, eppure, fanno uccidere e massacrare i loro popoli, per metterla nel culo, ad Israele, ed a tutto il genere umano, perché, i dhimmi sono stupidi! è vero, per tutti i satana la vita umana, non è sacra! ] Vicino a centro culturale Iran, in roccaforte Hezbollah. 19 febbraio, 09:06. #BEIRUT, 19 FEB - Una forte esplosione è stata udita questa mattina nei pressi della periferia meridionale di Beirut, roccaforte di Hezbollah. Lo riferiscono testimoni sul posto secondo i quali ci sono almeno due morti. Secondo le prime testimonianze, l'esplosione è avvenuta nei pressi di un centro culturale iraniano nella parte sud di Beirut, poco lontano dall'ingresso dei quartieri dominati da Hezbollah, il movimento sciita filoiraniano.
lorenzo scarola

Pussy Riot show a Sochi. 18 febbraio, 16:59 Pussy Riot arrest [ è normale, che, le prostitute, sacrileghe e sataniste, abbiano le loro telecamere massoniche, "fanno cassa" ] le ragazze oneste, sappiano avere pazienza, arriverà anche, il loro momento nel Regno di Unius REI, che, sta per venire! [ ma, per le fabbriche di conigli islamici, quelle dark con il Burqa, le zombies, morti viventi? rivolgetevi al King SAUDI ARABIA!  ]
lorenzo scarola

Corea Nord: Ban turbato da rapporto Onu. Pyongyang migliori situazione diritti umani popolo. 19 febbraio, 00:37. #NEW YORK, [ Unius REI è seriamente preoccupato, perché, le bombe intelligenti, sono molto intelligenti! e gli aerei invisibili sono molto invisibili! cucinate quella testa di uovo marcio, nella sua padella atomica! ] Il segretario generale Ban Ki-moon, e' "seriamente preoccupato" per la situazione dei diritti umani in Corea del Nord, e "profondamente turbato" dalle conclusioni di un rapporto della commissione d'inchiesta Onu. In una nota, Ban sottolinea che tali diritti sono "valori universali" e spera che il dossier contribuisca a sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale sulle gravi violazioni compiute nel Paese comunista. Ban incoraggia infine Pyongyang a impegnarsi per una svolta.
lorenzo scarola
[ io vedo manifestanti anti governativi sparare, con pistole, contro la polizia!" ] Kiev, nuovo assalto agenti a Maidan. Ianukovich, 'passati i limiti'. Occupati edifici in altre città. 19 febbraio, 06:49. #KIEV, [ rispondete alle armi da fuoco, dei terroristi, fate finire nel sangue, questo grottesco colpo di Stato: USA UE NATO] Le truppe antisommossa hanno lanciato un nuovo assalto sulla Maidan, la piazza centrale di Kiev. I poliziotti hanno preso posizione intorno al monumento che si trova al centro della piazza intorno alle 4 del mattino (le 3 in Italia). I manifestanti hanno ripiegato su una posizione più arretrata e hanno costruito altre barricate. In altre città gli oppositori hanno occupato edifici pubblici e commissariati di polizia. Messaggio di Ianukovich: "hanno passato i limiti, saranno giudicati".
lorenzo scarola

19 febbraio, 01:06 #NEW YORK, [ kerry 322 Obama, voi siete due patetici coglioni! se, non c'è stato sabotaggio, cioè, danno materiale rilevante, tu non li puoi detenere! perché, la loro obiezione di coscienza, in una democrazia dei satanisti massoni, deve essere riconosciuta. altrimenti? vi mando a controllare, tutti i bidoni di acido solforico, dei vostri satanisti CIA MOSSAD, NSA.  ] Una condanna che fara' discutere in America. E' quella di 3 anni di carcere inflitta a una suora di 84 anni che con due pacifisti cattolici nel 2012 partecipò, a una protesta anti-nucleare. L'anziana religiosa, Megan Rice, lo scorso anno, era stata stata accusata di sabotaggio, dopo aver fatto irruzione, in un impianto nucleare a Oak Ridge, in Tennessee. Gli altri due attivisti dovranno scontare, in prigione 5 anni. La loro incursione rappresento', uno scacco per la sicurezza dell'impianto.
lorenzo scarola

Rothschild [ cerchiamo di capirci, la kabbalah, ti ha dato al cervello, gli alieni ti hanno traviato, il tuo equilibrio mentale vacilla, per colpa del tuo talmud segreto, pieno di nazismo, e di leggi razziali, che, Hitler ha copiato! presto tu, e tutta la tua maledetta famiglia, di farisei, voi vedrete i demoni, perché, quando una religione è piacevole a qualcuno? questo vuol dire che, la sua è una religione criminale! infatti, una vera religione, toglie da te, per dare algli altri, ed una falsa religione, toglie agli altri, per dare a te! devi dire queste cose al quel demonio islamico, saudita ottomano di Erdogan! ] tutti quelli, del tuo regno massonico, salafiti, usurai, predoni, assassini, comunisti, si riempiranno di tumori, ovunque, per colpa tua, nel loro corpo maledetto, allo utero, cervello, polmoni, ecc.. e poi, daranno la colpa a me! ed invece, la colpa è delle tue: 1. scie chimiche, e della merda, che, tu metti nelle 2. medicine, 3. chimica, e, 4. nei cibi OGM.. 5. ecc... soltanto, che, tutte le persone del mio Regno, sono protette, dai tumori, in modo divino, da Dio JHWH! ma, questo non vuol dire, che, io sono il responsabile dei tumori, che, vengono contro di voi, il vostro regno di merda Bildenberg, Spa, Banche Private Fondo Monetario, Banca mondiale, sistema massonico, falsa teoria delle evoluzione truffa! .. e voi? certo, voi non potete dire: "Gesù aiutami!" perché, non funziona così! ] [ e quando io ho detto a JHWH, perché non ripiamo di tuumori tutti i nostri nemici? Lui ha risposto: " non c'è bisogno di questo, loro si sono riempiti di tumori da soli! " ]
lorenzo scarola

problemi? tutta la LEGA ARABA dei nazisti, sharia, è un enorme problema, che, il nazista Rothschild Bildenberg, Spa, FMI, ha creato!  18 febbraio, 22:21
  ANKARA, [ ormai, la Turchia è andata perduta, per l'Europa! anche chi ha lo stomaco del satanista kerry, non la potebbe più digrire!  ] Il presidente turco Abdullah Gul ha annunciato di avere promulgato la controversa legge sul controllo di internet dopo che il governo gli ha assicurato che presenterà alcuni emendamenti sui punti che destano preoccupazioni. Voluta dal premier Erdogan, ma definita legge bavaglio dall'opposizione e criticata da Ue, Usa, Consiglio d'Europa e Osce, la legge era stata approvata pochi giorni fa. Inizialmente Gul aveva ammesso che la legge poneva "problemi", aggiungendo che si stava "lavorando".
lorenzo scarola

[ tra la castità, povertà, privazione, di Gesù, che, rinuncia al mondo, per ascendere, alla gloria della eternità. al luridume lussurioso di Maometto?, c'è sempre, un satana nella carne, dei lussusiosi, che, scendono all'inferno, del loro stupido e fallito compiacimento illuso! ma, abusare delle creature, per concedere alla carne, della corruzione, la libidine, del possesso, non porterà in paradiso, mai nessuno! ] islam che obbliga le bambine di 8 anni a sposarsi è una religione che calpesta la dignità umana e la decenza. verità e rivoluzione. Ripensiamo tutti a cosa abbiamo mangiato ieri sera, pensiamo proprio al pasto in maniera completa, se c’è stato un bicchiere di vino ricordiamocelo, se alla fine abbiamo preso un caffè ricordiamoci anche quello. Il nostro pasto di ieri è stato etico o non etico? C’è stato qualcosa di immorale? Noi l’abbiamo ritenuto non etico? Risposta:  probabilmente no. Bene, adesso immaginiamo il nostro pasto, immaginiamo di metterlo tutto in un frullatore e frullarlo in modo deciso, e ora immaginiamo di versarlo  in un biberon e darlo ad un bambino di due giorni, Se è molto affamato mangerà persino quello, potremmo ucciderlo con una gastroenterocolite oppure danneggiargli in maniera definitiva fegato e reni. Qui siamo in un punto fondamentale, una cosa può essere etica in una età e non etica in un’altra, tutto qui. Quindi il fatto che la sessualità “non è sporca”, cioè che sia etica tra adulti, non esclude che possa essere la cosa meno etica che esista. Prima della pubertà quando gli ormoni sessuali non ci sono, e anche subito dopo; la cosiddetta libertà sessuale, fino a che punto deve spingersi? L’affermazione che fanno molti che “anche il bambino ha diritto alla sessualità”, anche il governatore della Puglia pare l’abbia pronunciata un giorno, è un’affermazione folle. Il bambino ha diritto alla sensualità, il piacere dell’abbraccio, alla curiosità, e poi ha diritto a non essere toccato ed è un diritto inalienabile. Sono milioni i bambini e le bambine coinvolti nel traffico sessuale, che però, almeno in teoria, è ovunque vietato, ovunque un crimine. E questo è uno strepitoso risultato. In altre epoche lo sfruttamento sessuale del bambino era legale e autorizzato. L’imperatore Tiberio usava trastullarsi con piccoli schiavi, ed era criticato perché un vero uomo avrebbe dovuto preferire le loro madri, ma non è che qualcuno si sia posto il problema di proteggere i bimbi. Quindi anche davanti a queste cifre da paura, rendiamoci conto che l’umanità sta facendo passi avanti. È rendendoci conto dei progressi che si ha il coraggio di andare avanti. Se calcoliamo gli assassinati in numeri assoluti e in percentuale, su sette miliardi di creature umane, scopriremo che questa l’epoca meno violenta dall’inizio del mondo. E noi esseri umani, abbiamo diritto al giudizio. Noi che abbiamo avuto l’enorme fortuna di vivere in un sistema filosofico e religioso e dopo millenni di sangue e lacrime è arrivato al rispetto del corpo del bambino, dobbiamo affermare che il matrimonio della bambina prepubere non può e non deve essere accettato nel codice civile di nessuna nazione con la pretesa di essere una nazione civile. Il nostro compito non è proteggere le civiltà e nemmeno le religioni, che mai devono essere al di sopra delle critiche. Il nostro compito è proteggere l’individuo. Un individuo cui la sessualità è imposta contro la sua volontà e al di sotto della pubertà è un individuo i cui diritti elementari sono vietati. Anche l’intolleranza è come il colesterolo: l’eccesso uccide, ma la mancanza non è compatibile con la sopravvivenza. Quindi il mio impegno è questo: fare in maniera che nessuno stato abbia un diritto civile che permette il matrimonio a 8 anni, e questo non è un' eccezione all'impegno che aveva preso di escludere la politica da questa pagina facebook. Non politica, ma umanità. E poi non riesco ad essere felice completamente su un pianeta dove una bambina di 6 anni può essere venduta a un bordello ( illegalmente) e una di 8 possa essere legalmente venduta in sposa. Tra le istruzioni per essere felici c'è quella di battersi per la causa in cui crediamo. La depressione in cui è immersa la nostra epoca, nasce dalla perdita della religiosità e dalla sensazione di impotenza. Diamo per certo che riusciremo, non necessariamente prima della nostra morte, ma riusciremo, e non fermiamoci. Come diceva la buonanima di Gandhi, sii tu il cambiamento che vuoi nel mondo. Altre citazioni utili. Nessuno è tropo piccolo o insignificante: a volte basta un uomo, una donna o un hobbit per fare la differenza. (Il Signore degli Anelli, ovviamente) Meglio morire per qualche cosa che vivere per niente. ( Rambo. D’accordo, qui scendiamo un po’ di tono, ma la citazione è carina) Alla fine andrà tutto bene, e se non sta andando tutto bene è perché non siamo ancora alla fine. (Marigold Hotel) E dopo tutto questo spettacolare sfoggio di cultura cinematografica e non, dove accidenti andiamo a parare? Alla vita del Profeta Maometto. L’islam si basa su tre pilastri, 1)      quel gioiello di libro che è il corano, su cui c’è scritto, alla sura delle donne, che in quanto femmina valgo un bel po’ di meno, mentre da un’altra parte c’è scritto che in quanto infedele è giusto che mi ammazzino, mi scuserete se non sono un fan. 2)      La vita di Maometto. 3)      L’insieme dei suoi detti. Ed eccoci al punto 2. Maometto è il top dei top, the best of the best, il meglio del meglio e tutta la sua vita è quindi esemplare: esemplare significa che deve dare esempio, cioè deve essere imitata. Imporre una religione con la spada? Da imitare. Possedere schiavi? Da imitare. Lapidare l’adultera? Da imitare. Sposare una bambina di 8 anni? Come sopra. Da imitare. Giustamente la prima legge fatta dall’Ayatollah Khomeini appena preso il potere fu istituire la lapidazione e la seconda abbassare l’età matrimoniabile delle donne a 8 anni. Dato che imita l’esemplare vita del profeta il matrimonio con una bambina non è solo tollerato nell’islam, ma raccomandato. Come ricorda  il mio islamologo preferito sposare una bambina di 8 anni nell’islam “fa punti”, è come per un cattolico fare il barelliere a Lourdes, o per un buddista andare in monastero per un paio di anni. I matrimoni di bambine sono ormai sempre più diffusi anche in Europa, però non ne hanno ancora lapidata nessuna quindi, tranquilli ragazzi, è l’islam moderato. Nel frattempo, una sola domanda. Aspettiamo ancora un po’ per alzarci  in piedi e sbattere un pugno sul tavolo, o dite che il momento è venuto? Io credo che il momento sia venuto che gli uomini per bene si alzino in piedi per dichiarare che una religione che nel terzo millennio permette, anzi raccomanda, il matrimonio che non può che essere forzato di una bambina di 8 anni è una religione che calpesta la dignità umana e la decenza, ed è una religione che è destinata a scomparire. Prima di quanto pensiamo. di Silvana De Mari 11/08/2013
lorenzo scarola
chiese bruciano in Egitto: salviamo i cristiani sull'altra sponda del Mediterraneo e non rendiamoci complici nel suicidio della nostra civiltà. verità e rivoluzione. Le chiese bruciano in Egitto. Le chiese sono già bruciate in Nigeria. Le chiese sono già state distrutte in Siria. Nel 1967 è stata portata a termine la pulizia etnica: niente più ebrei sulle coste settentrionali e orientali del Mediterraneo, con l’unica eccezione dello Stato d’Israele. Entro il 2020 sarà terminata la pulizia etnica dei cristiani e il cristianesimo sarà stato cacciato definitivamente dalla costa orientale e settentrionale del Mediterraneo, rispettivamente la sua prima e seconda culla, con l’unica eccezione dello stato di Israele. A meno che il processo non si inverta. La cristianità copta è in questo momento il fulcro del mondo, è il fulcro della storia. Se la cristianità copta sarà sradicata dall’Egitto, vuol dire che sarà sradicata ovunque. E ora la mia domanda è: per quale motivo qualsiasi atto che non sia commesso da occidentali, è senza colpa e senza vergogna? Se fosse successo che Amsterdam si bruciassero delle moschee, non sarebbero tutti in piedi con il cuore in mano a urlare contro la violenza? Mentre le chiese bruciano in Egitto mi distrarrò a parlare di un argomento apparentemente irrilevante davanti alla tragedia che sta succedendo. Nella laica Turchia di Erdogan, dove regna l’islam moderato, è stata vietata la teoria di Darwin. La teoria di Darwin è appunto una teoria. Molti la condividono e molti no, ma non è pensabile non conoscerla. Il divieto di insegnarla è gravissimo. La domanda è: ma dove sono i nostri intellettuali? Dove sono tutti coloro che passano il tempo a vomitare odio contro il cristianesimo, accusato di tutti i mali contro l’umanità e contro la scienza? Dove sono le femministe mentre persino nella “laica” Turchia dove vive l’islam “moderato” i diritti delle donne diminuiscono di giorno in giorno? Mentre le chiese bruciano, vorrei parlare degli intellettuali europei. In un interessante libro intitolato “Allegro non troppo” l’economista Carlo Maria Cipolla analizza le leggi universali della stupidità umana. Il numero degli imbecilli, ci informa, è sempre approssimato per difetto, vale a dire in ogni contesto umano gli imbecilli sono più numerosi di quanto avevamo preventivato. La parte più interessante del libro è la definizione di imbecille. Il malvagio è colui che fa il proprio interesse danneggiando gli altri. L’imbecille fa il proprio danno e quello altrui. La scrittrice Oriana Fallaci chiamava giustamente collaborazionisti coloro che stanno favorendo l’invasione islamica dell’Europa e la sottomissione all’islam degli attuali abitanti dell’Occidente, vale a dire noi, e delle successive generazioni, i nostri e i figli nostri nipoti. Imbecille però è secondo me, in accordo con la definizione di Cipolla, un termine migliore. Che l’islam  voglia invadere e sottomettere l’Europa ce lo hanno dichiarato i grandi capi politici e religiosi dell’islam stesso, e lo hanno sottolineato i piccoli minuscoli capi politici e religiosi sempre dello stesso islam, inclusi quelli che vivono in Europa, dal gran Muftì di Londra agli imam di Milano. Il Gran Muftì di Londra, lo stesso gentiluomo che spiega che per un islamico è vietato festeggiare il Natale anche solo dicendo Buon Natale,  ci spiega che nei paesi democratici è sufficiente avere la maggioranza della popolazione per avere il potere: se la popolazione musulmana ha una natalità tripla di quella non musulmana prima o poi la supererà in numero. Caspita: ha ragione! Per inciso, per evitare di creare imbarazzo il governo inglese ha dato il divieto quattro anni fa a tutti i suoi funzionari di augurare buon Natale: si dice buone feste d’inverno. Il Gran Muftì di Sidney, lo stesso gentiluomo che spiega che se una donna non porta il velo è giusto sia violentata, ci spiega che quando i musulmani saranno la maggioranza sarà democraticamente inevitabile che la sharia diventi legge dello Stato. Caspita: ha ragione! Quindi, applichiamo le regole di Cipolla. Una persona che vuol fare il mio danno a suo vantaggio, levarmi la mia terra, l’unica che ho, per impormi le sue regole, è malvagio, forse non troppo simpatico, ma non uno stupido e segue linee logiche. E potrei facilmente fermarlo. Il mio tragico problema sono gli imbecilli: coloro che quest’invasione stanno favorendo e finanziando. Mi secca un po’ far parte dell’unica civiltà che passerà alla storia come l’assembramento di assoluti idioti che ha favorito, incoraggiato, finanziato anche a costo di una crisi economica spaventosa, la propria invasione. Il partito laburista britannico ha ufficialmente riconosciuto che la propria dissennata politica multiculturalista aveva come unico scopo di farsi un magazzino di voti certi così da battere sicuramente l’opposizione. Ha favorito l’ingresso nel Regno Unito di un’immigrazione non integrabile e l’ha immediatamente dotata di cittadinanza. Il risultato sono le periferie periodicamente in fiamme, l’alterazione irreversibile del tessuto sociale, così che le regole precedenti, quelle della popolazione originaria per intendersi, non aveva più alcun valore. Dove le leggi e le regole del popolo di accoglienza sono modificate, non sia ha più un processo di migrazione ma un processo di colonizzazione (lo stesso è avvenuto in Germania, Francia, Svezia, Spagna, Norvegia, Olanda e soprattutto Belgio). Di una simile evenienza si è reso conto anche Richard Dawkins. Ma chi accidenti è costui? Un intellettuale inglese fanaticamente ateo, che ha passato tutta la sua carriera a sparare sul cristianesimo. Perché tanto, a sparare sul cristianesimo, non si corre alcun rischio e si hanno solo vantaggi. Qualche giorno fa Dawkins all’University College London, dove si era recato per una conferenza, si è trovato di fronte un’aula con un’alta presenza di alunni di fede islamica, motivo per cui era stata divisa fra maschi e femmine: così esige la sharia, la legge islamica. Dawkins ha detto che non avrebbe avallato questa “segregazione sessuale” e ha definito l’islam una religione sessuofoba. È stato violentemente contestato dagli studenti islamici, e questo è comprensibile, ed è stato violentemente aggredito da tutti gli intellettuali della Gran Bretagna, e questo è al di là di ogni comprensione. La conferenza non l’ha tenuta. Due anni fa a Londra avrebbe dovuto tenersi una conferenza su “diritti umani e sharia”. La violenza dei contestatori islamici ha impedito che cominciasse. Non sono più state organizzate conferenze su questo argomento. Da anni in Gran Bretagna è vietato l’ingresso ai coraggiosi intellettuali Bat Ye’or e Robert Spencer, che scrivono contro l’islam, mentre chiunque spari sul cristianesimo e sull’Occidente è osannato. L’Occidente cortesemente si allinea all’autocensura, scambiandola per cortesia, mentre è sottomissione all’arbitrio. Lost in translation, persi nella traduzione. Le civiltà sono diverse una dall’altra. La nostra cortesia viene scambiata per dhimmitudine, abbietta sottomissione, riconoscimento della nostra inferiorità  rispetto la sobria superiorità islamica. Una persona che parla con la faccia calma in Occidente può essere visto come un forte. Nell’islam è sempre visto come un debole. Chi ha la faccia deformata dall’ira in Occidente e visto come una persona poco lucida, nell’islam come una persona che ha sicuramente ragione. Per la cronaca: sto scrivendo questo pezzo usando un programma di dettatura. Il mio computer scrive islam maiuscolo e cristianesimo minuscolo. La Microsoft si è adeguata. Per quale motivo il numero degli imbecilli è sempre approssimato per difetto? Per il meccanismo della dissonanza cognitiva. Piuttosto che sentirmi cattivo, sbagliato, in dissonanza cognitiva con i miei principi, altero la percezione della realtà. Il bispensiero di cui parla George Orwell.  Una volta date informazioni sbagliate, se su queste informazioni si fa un ragionamento corretto, si arriva a conclusioni sbagliate. Da quando un bambino è piccolissimo viene accompagnato ad avere orrore del razzismo, e questo sarebbe bello ed encomiabile se si fosse data la definizione corretta di razzismo: invece si assumono due pesi e due misure a secondo di chi commette l’azione. Il razzismo invece stato interiorizzato come qualsiasi azione di disapprovazione di un occidentale verso non occidentali. C’è quindi una ripugnanza pavloviana, basata sui riflessi condizionati, per una persona occidentale a disapprovare non occidentali anche davanti all’evidenza. Nel terrore di essere razzista, cioè cattivo, si dà la propria approvazione al più violento sistema teocratico della storia.
Ora credo che il momento sia venuto di dimostrare al professor Cipolla che la dissonanza cognitiva può essere vinta e che alla fine la ragione vince. Impariamo a mandare all’inferno i nostri intellettuali che adottano due pesi e due misure.
L’islam si pone come obiettivo di spazzare via la cosa più preziosa che possiede l’Occidente e che non esiste in alcun paese musulmano, ovvero la libertà di pensiero e di espressione. L’islam sta cercando di imporre all’Europa le proprie regole. Come il defunto comunismo, l’islam considera la generosità, l’apertura mentale, la tolleranza, la dolcezza, la libertà delle donne e dei costumi e i valori democratici come segni di decadenza. Sono debolezze che sfrutta volutamente grazie a degli “utili idioti”, buone coscienze imbevute di buoni sentimenti, per imporre l’ordine coranico nel mondo occidentale. Difendiamo la nostra cultura, le nostre tradizioni. E' la nostra terra, perché se la perderemo dovremo riconquistarla, con sangue, sudore e lacrime. La Storia non fa sconti. C’è un’unica possibilità di non finire in una guerra civile: che i colonizzatori si trasformino in immigrati, che vengano integrati. Questo può essere possibile se il loro numero non è troppo alto ma soprattutto se noi ci assumiamo il dovere di integrarli, cioè di dire ad alta voce che la libertà è meglio della tirannia, che il perdono è meglio dell’odio, che il lavoro libero è meglio dello sfruttamento, che l’armonia tra uomo e donna è molto più divertente della situazione padrone-schiava. Infine che un Dio che vuole dei figli non è solo più giusto ma anche più vero di uno che voglia dei servi. Diceva Oriana Fallaci: l’islam si ferma per via religiosa, non per via laica. Aveva ragione. La democrazia non può nascere nell’islam, il potere deve essere la sharia, cioè la legge di Allah, perché la democrazia vuol dire potere al popolo, e nell’islam il popolo non vale nulla, sono servi di Dio. Quindi perché la democrazia possa esistere e vivere e prosperare occorre che tutti siamo figli di Dio. Se proprio c’è qualche ostinato laico, può anche essere figlio del caso. Ma niente servi. Solo uomini liberi. E donne uniche padrone della propria vita e del proprio destino. Lo facciamo questo miracolo?
di Silvana De Mari 15/08/2013
lorenzo scarola
agli occidentali che vietano di criticare l'islam: ricordatevi che dopo Gerusalemme vogliono conquistare Roma, considerata la quarta città santa dell'islam! verità e rivoluzione, Levy Strauss fondatore della moderna antropologia giudica l’islam un sistema inferiore, perché inchioda per sempre gli islamici alla mancanza di pensiero libero e la mancanza di compassione. Levy Strauss, fondatore della moderna antropologia, afferma che la violenza insita nel Corano è strutturale atroce e non risolvibile. Levy Strauss fa queste affermazioni negli anni ’60, anni in cui sembra che l’islam possa evolvere verso la laicità, anni in cui questa è l’impressione. Levy Strauss  afferma che è appunto un’impressione. Laicità e tolleranza sono per l’islam una situazione di equilibrio instabile: si formano saltuariamente in qualche luogo dove il desiderio di libertà degli uomini riesce ad affiorare, ma alla prima crisi si torna all’integralismo, che è l’una forma stabile dell’islam. Negli anni '60 Levy Strauss poteva scrivere queste cose senza avere la scorta perché era uno di quei periodi di relativa tolleranza. L’affermazione che nessun comportamento di nessuna popolazione (purché non occidentale) possa essere giudicato è uno dei caposaldi del terzomondismo sessantottino, ed è uno degli elementi dell’etnocidio (distruzione della civiltà) occidentale, primo gradino del genocidio che potrebbe cancellarci dalla superficie del pianeta, quando saremo una minoranza, come sta succedendo  ai cristiani del nord Africa o è già successo ai buddisti dell’Afghanistan. Tutti i  successi, scientifici, tecnologici, ma anche etici, la maggiore compassione, della civiltà giudaico-cristiana vengono cancellati, anzi criminalizzati. Chiunque pensi che la lapidazione vada combattuta è razzista, quindi siamo tutti razzisti. Tutti colpevoli. Noi siamo sempre colpevoli. Anche delle colpe dei nostri antenati. Quando parliamo di quanto oggi l’islam sia atroce, ed è un nostro problema non perché diamo giudizi, ma perché viviamo oggi, l’islam colpisce noi, oggi, ci ricordano l’Inquisizione del '500 e lo schiavismo. Qualcuno di voi ha personalmente posseduto schiavi? Avete mai processato eretici? Ne avete bruciati nel cortile di casa vostra? L' antropologia babbea, quella pauperista terzomondista, ha sostituito il concetto giudaico-cristiano di responsabilità personale con il concetto islamico di responsabilità tribale, ma solo se i colpevoli siamo noi. Abbiamo avuto schiavi, quindi per l'eternità siamo colpevoli ed è giusto che i dannati della terra vengano a saldarci i conti. Chiunque di noi poteva trovarsi sulle Torri gemelle o nella metropolitana di Londra. Chiunque di noi è sotto attacco ora perché colpevole a prescindere. Io non ho mai fatto del male a nessuno, non sono colpevole di niente e se uno mi odia, mi difendo con tutta la forza che ho. Ribaltiamo il concetto. Posso uccidere o almeno picchiare tutte le persone di origine turca che incontro per la colpa di aver conquistato Costantinopoli e distrutto la popolazione cristiana dell'Anatolia? Posso invocare il terrorismo contro di loro? Posso essere io in collera per le perdita di Costantinopoli, terza città santa della cristianità, per la perdita (Algeria) dei luoghi dove Sant'Agostino ha parlato, dei luoghi (Turchia) dove San Giovanni ha scritto il Vangelo e forse l'Apocalisse (non  siamo certi sia dello stesso autore), dei luoghi (Siria) dove San Paolo è stato illuminato e dove sorgevano le 300 chiese più antiche?  I maledetti arabi musulmani hanno distrutto il Santo Sepolcro: posso irritarmi e saldare il conto a suon di bombe? O almeno considerare guerrieri di una guerra giusta  con l'etica del loro tempo, i i crociati che sono andati a saldare i conti? Hanno ammazzato ebrei innocenti e questo mi ferisce come fossero stati miei parenti di primo grado,  anche civili, ma porca miseria, nel 1100, la guerra si faceva così!   Giudico il loro comportamento, ma relativamente alla loro etica, non posso applicare la mia, il relativismo vale anche per i crociati,  e i crociati ne hanno ammazzati meno degli altri e se gli arabi non volevano veder crepare le loro donne e i loro bambini ammazzati da gente incazzata, bastava che la piantassero con le guerre di conquista e distruzione. Non mi pento delle crociate. Sono un crociato e un sionista. Quando Osama Bin Laden parla di crociati e sionisti: Io: a me l'irritazione per la perdita e la distruzione dei miei luoghi santi non mi spetta mai? Agli ebrei nemmeno. Noi non ci incazziamo mai, secondo le antropologhe babbee, malate di un razzismo totale, noi occidentali il sistema limbico (dove nasce l'incazzatura) non ce lo abbiamo. Gli africani che infibulano le figlie non hanno l'emisfero razionale e il libero arbitrio e la capacità di cambiare, secondo queste stolte, e noi non abbiamo il sistema limbico, non ci incazziamo mai. L'arabo, il jihadista, il palestinese è in collera. E solo collera. Dato che è incazzato, questo giustifica tutto, anche il giulivo sterminio di bambini. I palestinesi, i protagonisti delle periferie europee in fiamme, i terroristi delle Torri gemelle, di Londra, Madrid, Mumbay eccetera, tutti  pensano con la collera, sono arrabbiati e quindi giustificati. La gente che è solo sistema limbico, che trasforma la collera in omicidio, a casa mia ha un disturbo border-line di personalità e va messa sotto tutela. Non è un adulto degno di gestire uno Stato. Signori, potrei irritarmi io, perché il sistema limbico fa parte anche del mio sistema, e chi lo rinnega sempre e completamente, rinnega la propria umanità. E perché nessuno sputa in faccia a Clinton quando spiega che la Jihad è in collera per la perdita di Gerusalemme, città non nominata nemmeno una volta nel Corano, dove Maometto non è mai stato in vita sua, che qualche fantasioso cretino, purtroppo con enorme seguito, dichiara città santa dell'islam per motivi che continuano a restarmi oscuri. Qualcuno mi spiega perché una città non nominata un'unica volta nel Corano è una città santa dell'islam? Nel Corano c'è scritto che Maometto è stato assunto al cielo nella moschea "più lontana". Che la moschea lontana sia la Spianata del Tempio di Gerusalemme è un'interpretazione. Peraltro questa interpretazione ci dice quanto Maometto fosse lontano da Gerusalemme. Infatti di Gerusalemme, agli arabi non gliene è mai importato nulla. Come il bambino tra le due madre di re Salomone. Purché non ce l'abbiano cristiani ed ebrei, fanno la terza guerra mondiale, ma quando ce l'hanno Gerusalemme la fanno decadere. Sia Voltaire che Mark Twain ci raccontano come, sotto l'Impero ottomano, fosse rovine e polvere, poco più di un villaggio di pastori. Quando nasce lo Stato di Israele, il settore orientale di Gerusalemme è occupato dai giordani, che cacciano gli ebrei dal quartiere dove erano da tremila anni con una violenza terrificante, distruggono tutto il quartiere, incluse sinagoghe millenarie, e impediscono l'accesso agli ebrei, che non possono nemmeno accedere al Muro del pianto. Gerusalemme è l'unica città santa degli ebrei, il Muro del pianto è l'unico luogo santo, insieme alla Spianata del Tempio, il cuore del giudaismo, dove l'islam tiene i suoi  piedi, con la costruzione della moschea con la cupola d’oro, e dal quale i palestinesi tirano sassi sugli ebrei in preghiera (ma sono arrabbiati e allora giustificati. Sono arrabbiata anche io. Posso far saltare un bus scolastico a Istanbul, che in realtà è Costantinopoli occupata dai turchi?). La Giordania non aveva Gerusalemme come capitale quando aveva Gerusalemme. C'è qualcuno tanto idiota da credere che Gerusalemme valga qualcosa per l'islam? L'islam vuole Gerusalemme, come prova di forza, poi la butta via quando ce l'ha, la fa morire di stenti e polvere, perché così dimostra la superiorità della Mecca e Medina. Gli ebrei sono andati a Babilonia cantando Gerusalemme possa cadere la mia mano, il mio occhio se ti dimenticherò. Gli Ebrei sono andati davanti alla camere a gas dicendo ai bambini: ci rivedremo a Gerusalemme. Mille anni prima della nascita di Roma, duemila anni prima della nascita di Maometto, Gerusalemme era la capitale degli ebrei. E' anche la città santa della cristianità, e quindi voglio che sia sempre sotto unico controllo israeliano, perché solo gli israeliani hanno la forza e la volontà di proteggere me, pellegrina, quando sono andata a mettere il mio mazzetto di lavanda del mio giardino nell'orto del Getsemani (la mia mamma ci teneva). Gerusalemme non è città santa dell'islam, è santa affinché appartenga all'islam, questa è la dizione corretta. Come Roma. Devono appartenere all'islam come prova che ha vinto. Le vere città sante sono La Mecca e Medina. Soprattutto nella delirante teoria che Gerusalemme sia la terza città santa dell'islam, ci sono anche informazioni sulla quarta, che è Roma, e che in teoria appartiene all'islam e noi la occupiamo arbitrariamente. Dopo Israele, ci siamo noi. Se la folle volontà di monsignor Cappucci si avverasse, se Israele fosse distrutta, il fronte saremmo noi. L'esercito israeliano combatte anche per noi italiani, dopo Israele c'è l'Italia, perché il profeta Maometto è l'erede di Abramo e Cristo. Noi, occidentali, ebrei e cristiani,  siamo sempre, tutti, colpevoli Sarà stato un atto di giustizia quando ci annienteranno. La collera giustifica tutto? Gli israeliani, già ebrei, non sarebbero quelli che a un filo di incazzatura avrebbero anche diritto, dopo secoli anni di persecuzioni atroci? Incluso il genocidio degli ebrei dell'Arabia commesso da Maometto. Quello se lo dimenticano tutti. Non considerare criminale un profeta che ha distrutto un popolo, non è un po' scortese verso quel popolo? un pochino?. Bene signori, una citazione di  George Bernard Show, comunistiello anche lui, però scriveva bene: “Se una tigre mi aggredisce, io non la giudico, in nulla. Non me ne ritengo superiore. Mi limito a ucciderla, perché vivo meglio in un mondo dove la tigre non c’è. Se la tigre ha un paese d’origine, aggiungo, ce la rimando, come unica alternativa al sopprimerla, al suo paese di origine e se questo paese è povero perché la tigre è troppo disfunzionale per produrre ricchezza, non sono problemi miei. Non perché giudichi la tigre, ma perché così campo meglio io”.  di Silvana De Mari 17/08/2013
lorenzo scarola

orrore dei genitori islamici che istigano i propri figli al terrorismo suicida. verità e rivoluzione. Il nostro cervello funziona grazie all’integrazione dei due emisferi. L’emisfero sinistro, quello razionale, funziona per via logica, è analitico, processa un solo pensiero alla volta, pensiero di cui siamo coscienti. L’emisfero destro funziona invece per via analogica, è sintetico, processa multipli elementi nello stesso istante. Addirittura in neurobiologia ci si riferisce ai due emisferi come a due cervelli, il cervello sinistro e quello destro, l’ingegnere e il poeta. Nelle fiabe ci sono inconsce ma straordinarie intuizioni sul funzionamento della mente umana, intuizioni di cui gli anonimi  autori non erano probabilmente del tutto coscienti, ma che ci permettono di spiegare la storia.
Hänsel e Gretel e Pollicino ci raccontano la realtà del cannibalismo. Nelle grandi carestie prima di morire di fame si mangiano i cadaveri, e i bambini muoiono per primi o sono più facili da acchiappare. Poteva succedere che il corpo di un bambino diventasse cibo, come rischia di capitare ad Hänsel, Gretel, Pollicino e i suoi fratelli. La Guerra dei Trent’anni ridusse la Germania a un tale livello di barbarie e carestia che la sopravvivenza fu spesso possibile solo grazie al cannibalismo: il fantasma di questa immane tragedia è rimasto intrappolato nelle fiabe. I tedeschi sono sopravvissuti mangiando cadaveri durante la Guerra dei Trent’anni e gli ucraini hanno cercato di farlo durante la carestia imposta da Stalin. E oggi? Oggi il corpo dei bambini viene mangiato dalle associazioni criminali che li trasformano in organi da trapiantare. In Cina, cellule cerebrali di feti di cinque mesi sono trapiantate a pazienti occidentali affetti da sclerosi laterale, perché ritardi la progressione della malattia. Mia madre è morta di sclerosi laterale, so cosa vuol dire, ma trovo lo stesso agghiacciante l’idea di questi feti fecondati al solo scopo di un aborto al quinto mese, quando la madre è già in grado di percepirne i movimenti e loro sono in grado di riconoscerne la voce, e di provare il dolore della morte. Cannibalismo del corpo del bambino, suo sfruttamento totale, è il mito osceno del bambino terrorista suicida. In entrambe le fiabe la violenza comincia nella casa del padre: questi, invece di usare la propria vita, il proprio corpo, il proprio sangue per sfamare i figli, invece di morire pur di portare a casa una moneta e una patata, li lascia in un pericolo mortale. In Pollicino c’è un altro punto fondamentale: volendo uccidere i Pollicino e i suoi fratelli l’orco uccide le sue stesse figlie. Chi stermina i bambini odia la vita, quindi finirà per sopprimere i propri. Il nazismo dopo aver sterminato i bambini ebrei, ha sterminato i propri. Il mito del bambino guerriero è un mito proprio di tutti i totalitarismi. Nei popoli perbene a combattere ci vanno gli uomini, dopo aver chiuso i bambini a doppia mandata da qualche parte perché vivano un po’ di più. Nel ghetto di Varsavia contro i carri armati ci sono andati gli uomini. Quando i carri armati sovietici entrano a Berlino i bambini di 11 anni vengono mandati a combatterli. Durante la rivolta d’Ungheria contro i carri armati sono stati mandati gli uomini. In Vietnam spesso combattevano giovanissimi se non bambini. Quando in una fotografia vediamo da un lato il bambino con il sasso in mano e dall’altro il carro armato, vuol dire che c’è un popolo talmente criminale da permettere che i padri restino sicuro mandando a rischiare i propri figli. Vuol dire anche che chi guida il carro armato è una persona perbene, che farà di tutto per non fare male quei bambini. Anche il mito del piccolo balilla palestinese è superato in orrore dal bambino terrorista. Chi vuole uccidere i bambini degli altri, non ha nessuna difficoltà a uccidere i propri. La fiaba di Pollicino è moderna come non mai. Il terrorismo non ha una valenza militare, solo una valenza emotiva e mediatica. Il terrorismo non esisterebbe se non fosse approvato in Occidente dalla follia degli intellettuali, parola dalla etimologia sempre più impenetrabile. Palestinesi ballavano per le strade mentre le Torri gemelle bruciavano: c’erano anche bambini in quel luogo. I palestinesi, gli arabi israeliani, reagiscono spesso con gioia alla notizia di attentati dove sono molti i bambini uccisi. Un bambino di 10 anni a Milano ha raccontato  al suo iman il suo sogno. Fare l’astronauta? Il poliziotto? Il pompiere? Diventare un grandissimo medico? Scoprire un nuovo antibiotico anzi tre? Questi sono sogni e vanno bene per i bambini cristiani e per quelli ebrei, anche per quelli shintoisti buddisti induisti e sick. Sono sogni che vanno bene per un bambino che non abbia complessi di inferiorità. Nell’islam, nella crisi dell’islam, c’è uno stramaledetto complesso di inferiorità. La mancanza di scoperte scientifiche negli ultimi 8 secoli ha creato  il timore che mai e poi mai ci sarà  capacità di fare l’astronauta o lo scienziato, allora viene fuori il mito del terrorista. Ovviamente approvato. Il terrorismo è il mito di una civiltà che ha un complesso di inferiorità terrificante, tutto qui. Lo spiega bene il filosofo  Hans Magnus Enzensberger  nell’imperdibile saggio” Il perdente radicale”. La perdita della scienza, dopo i tempi d’oro di Avicenna e Averroè, è conseguente alla lettura integralista del Corano come parola diretta di Allah con la negazione del libero arbitrio e del concetto di causa ed effetto. La mela cade non perché ci sia la forza di gravità, ma per la volontà di Allah, che fino a questo istante l’ha fatta cadere verso il basso, domani potrebbe farla cadere verso l’alto o di lato. Studiare la legge di gravità è una scortesia verso Allah, che domani potrebbe far cadere le mele in altro modo, o far girare i pianeti in un altro senso. Senza la possibilità di pensiero filologico non si forma il pensiero filosofico. Dove non c’è pensiero filosofico non c’è pensiero scientifico, economico, finanziario. Da questa mancanza di pensiero scientifico economico-finanziario, e anche artistico, letterario e musicale, nasce il complesso di inferiorità. Qualsiasi sacerdote, rabbino, monaco buddista, e così via davanti ragazzina di 10 anni che ha come massima aspirazione morire uccidendo si sarebbe precipitato a cercare di dissuaderlo. Invece un autorevole dignitario islamico invitato a Milano a predicare per la festa della fine del Ramadan, Al-Bustanij, ha entusiasticamente approvato il progetto: così racconta tutto fiero in un’intervista. Gli israeliani sono tutti cattivi. Chi muore uccidendoli fa un favore al Dio dei musulmani. Lascio il giudizio etico alla coscienza di chi legge, anche perché chi un giudizio etico sulla vicenda l’ha espresso è stato minacciato da Piccardo di essere denunciato per istigazione all’odio razziale. Solo una nota di psicologia. Se qualcuno annuncia il suicidio, il terrorismo suicida è un suicidio, e ne ottiene entusiastica approvazione, ha anche un’informazione tragica sulla propria mancanza di valore. Se anche i propri genitori hanno approvato l’idea, il messaggio ultimo è che della sua vita non importa niente a nessuno perché è un irrilevante fastidio. Questo è il messaggio tremendo che i genitori palestinesi o semplicemente islamici, il loro imam, quelli che inneggiano al terrorismo suicida, danno i loro figli. Perché un uomo o un bambino diventano terroristi suicidi? Ricordate la seconda storia che si raccontano, quella di Caino e Abele? Alla base del terrorismo suicida c’è l’odio irrisolvibile dei figli non amati per i figli amati. di Silvana De Mari 19/08/2013
lorenzo scarola

[ Erdogan saudita in Egitto ]Papa Francesco, la cristianità è sotto attacco! Abbiamo bisogno di uomini di coraggio e di fede! Basta con la ricerca del dialogo con chi ci massacra! verità e rivoluzione. Gentilissimo Papa Francesco, come sta? Spero bene, dopo aver dormito questa notte in un bianco letto pulito, all’interno di una casa sulla cui porta nessuno ha fatto la croce per segnalare che quella è la casa da bruciare. In Egitto le case di cristiani sono segnate da una croce indelebile perché poi i Fratelli Musulmani possano bruciarle. Sono certa che lei avrà fatto un’ottima prima colazione, deve essere bello mangiare in pace dopo aver dormito in pace, una sensazione che molti cristiani in questo momento non hanno. Le scrivo per farle i miei più vivi complimenti per le sue ultime parole, quelle in cui spiega che la cosa più importante è il dialogo. Io credevo fosse la verità! Io credevo che la cosa più importante fosse la dignità umana, il diritto alla libertà, perché solo se è libero l’uomo può avvicinarsi a Dio, seguendo la libertà dell’obbedire, oppure allontanarsi da lui, seguendo la libertà di andare all’inferno, che deve comunque essere un diritto costituzionale. Io credevo che la cosa importante fosse non essere perseguitati, non sentire le urla dei propri figli e delle donne, e invece no: la cosa importante  è il dialogo. Il villaggio era pieno di cadaveri. In un cortile c’erano un gruppo di donne (armene) ancora vive. I soldati (turchi) si divertivano a frustarle. Poi uno ebbe l’idea di prendere un tamburo e farle danzare. «Danzate, donne, danzate quando sentite il tamburo». Urlavano i soldati mentre le fruste schioccavano sulle schiene di quelle poverette, lacerandole. «Scoprite il seno e danzate. Danzate finché siete vive». Urlavano i soldati. Uno di loro è andato a prendere una tanica di cherosene e l’ ha versato addosso alle ragazze. «Danzate urlavano tutti, danzate fino a che siete vive e sentite questo aroma più dolce di ogni profumo.» Poi hanno appiccato il fuoco. I poveri corpi si sono contorti fino alla morte. E io, ora, io che sto raccontando questo, come potrò mai, ditemi, levarmi quei poveri corpi dagli occhi? Racconto di una testimone tedesca, Isola di Hectamar, Turchia, 1915. Gli armeni, quindi, incluse le donne di Hectamar furono dei babbei, nel senso etimologico di impediti della parola. Non dialogarono. Avessero dialogato tutto si sarebbe risolto. Le successive righe riguardano la sorte dei bambini ebrei gemelli. Anche gli ebrei non dialogarono. Avessero dialogato tutto questo non sarebbe successo.  Le parole Male, Abominio, non le nominiamo. Dividiamo la responsabilità al 50% tra nazisti e ebrei, che non hanno dialogato. O la diamo tutta agli ebrei che non dialogarono? I gemelli erano studiati da Menghele, per capirne "il segreto". Se i tedeschi fossero riusciti ad avere parti gemellari in continuazione, sarebbero stati numerosissimi e avrebbero conquistato il mondo prima. La demografia come arma di guerra è fondamentale per tutti i tipi di nazismo, tedesco, palestinese, islamico in generale. Chiunque non sia completamente idiota, anche in quegli anni, capiva che la cosa da studiare era l'ovulazione della madre, non il corpo dei gemelli, ma Menghele, come molti crudeli, era anche completamente idiota. Dopo essere stati selezionati sulla banchina dei treni erano sottoposti ad una doccia per poi essere condotti nell'ambulatorio medico. Gli esami iniziavano dalla testa, non sottoposta alla rasatura, che veniva misurata accuratamente anche per più giorni. Successivamente tutto il corpo veniva esaminato a raggi X. Solitamente poi era applicato loro una specie di tubo al naso che insufflava nei polmoni un gas provocando una tosse violenta. L'espettorato era raccolto ed esaminato. Infine i bambini erano fotografati, con particolare attenzione ai capelli e ai peli delle ascelle. Il giorno successivo, di mattina presto venivano condotti in una stanza nella quale vi era un tino con acqua calda e una serie di tavole. Costretti ad immergersi nel tino, venivano poi legati ad una tavola in modo che i capelli ricadessero all'esterno. Una parte dei capelli veniva strappata in modo da estrarne anche la radice. Dopo questa operazione erano reimmersi nel tino parecchie volte e l'operazione veniva ripetuta diverse volte. Quando il numero di capelli raccolti era stata ritenuta sufficiente, i bambini erano completamente rasati, depilati e nuovamente fotografati. La fase seguente consisteva nel praticare clisteri di due litri seguiti da esami rettali e gastrointestinali senza alcuna anestesia.
Il giorno dopo era la volta di un esame urologico con prelevamento di tessuti dai reni, dalla prostata e - nei maschi - dai testicoli, senza alcuna anestesia. I bambini venivano legati e imbavagliati durante questi prelievi chirurgici. Dopo tre settimane di esami i due gemelli venivano uccisi simultaneamente con un'iniezione al cuore; i cadaveri venivano dissezionati e gli organi interni inviati al professor Verschuer all'Istituto di ricerca biologico-razziale di Berlino. Questi procedimenti rappresentavano la norma, ma Mengele stava conducendo sui gemelli studi suoi in relazione a progetti condotti da Verschuer e dai suoi collaboratori. Uno di questi riguardava le anomalie dell'apparato visivo. Mengele si interessava particolarmente alla eterocromia, uno scoloramento dell'iride dell'occhio causato da atrofia del pigmento. Questa patologia presenta e comporta una colorazione dell'iride chiara, blu acqua ad un solo occhio. Mengele si interessava ai casi di eterocromia soprattutto nei gemelli. Il suo obiettivo era trovare il modo di influire sul colore degli occhi trasformandoli da scuri ad azzurri e per far questo iniettava nell'iride metilene blu. Il risultato erano atroci sofferenze, cecità e nessun cambiamento. Interessante notare che questi esperimenti non avevano alcuna base scientifica. Dopo l'eliminazione dei gemelli, i loro occhi venivano espiantati e inviati a Berlino alla dottoressa Karin Magnussen. A Berlino, Verschuer ed il suo assistente, il biochimico Gunther Hillmann, si interessavano allo studio delle proteine del sangue e inseguivano il sogno di riuscire a trovare una differenza sostanziale tra il sangue degli ebrei e quello degli ariani. Per questo Mengele si impegnava nell'operare prelievi di sangue da inviare a Berlino. Spesso il prelievo di sangue era totale e terminava soltanto con la morte del bambino. E ora arriviamo a noi, Santità, al suo gregge o a quello che ne rimane. Qui sotto l’elenco enormemente approssimato per difetto, è della settimana scorsa, di chiese, case e negozi cristiani bruciati in Egitto. Questa notte è arrivato un sms da padre Nader, dalla Siria: pregate per noi, ci stanno massacrando. Tranquillo Santità: gli abbiamo risposto spiegando che deve dialogare. Le sue parole trovano conferma anche nel Vangelo. Gesù Cristo tacque davanti a Pilato, avesse dialogato, tutto sarebbe andato meglio. Avesse dialogato anche prima, trovando una sana posizione di equilibrio, il giusto compromesso, ascoltando anche gli altri senza questa pretesa così poco postmoderna che solo lui era la Verità e la Via, le cose Santità, si sarebbero aggiustate, non è vero? Anche San Pietro e San Paolo era gente di scarso dialogo, assoluta incapacità a trovare un compromesso, questa becera pretesa che la Verità fosse la loro e che gli altri andassero salvati all’errore. Il dialogo, consiste nel trovare un accordo, Santità, tra quello che sto dicendo io e quello che sta dicendo il mio antagonista, non uso il termine nemico, so che lei sussulterebbe davanti a un termine così desueto e duro. Se il mio antagonista dice che Gesù Cristo era un profeta il cui unico scopo era preannunciare la venuta di Maometto, qual è il punto di dialogo? In quale punto dei Vangeli sta scritto che Gesù ha preannunciato la venuta di Maometto? Scusi Santità: io capisco che la verità può essere arrotondata, che ci sono varie sfumature, ma che tutto e il contrario di tutto sia contemporaneamente vero e falso, mi sembra contrario al principio di realtà, che è un termine colto per dire che è un’idiozia. O una vigliaccata. La cristianità è sotto attacco, Santità.
Abbiamo bisogno di uomini di coraggio. E di fede. Non ci sono altre strade, se non il coraggio e la fede. Qui sotto l’elenco enormemente approssimato per difetto, è della settimana scorsa, di chiese, case e negozi cristiani bruciati in Egitto
 Chiese cattoliche e conventi
• 1. Chiesa francescana e scuola (strada 23) - Bruciata (Suez)
• 2. Monastero del Santo Pastore e ospedale - Bruciati (Suez)
• 3. Chiesa del Buon pastore; monastero del Buon Pastore - Molotov e attacco (Asuit)
• 4. Chiesa copta cattolica di san Giorgio - Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 5. Chiesa dei gesuiti - Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 6. Basilica di Fatima - Attacco - Heliopolis
• 7. Chiesa copto-cattolica di san Marco - Bruciata (Minya - Alto Egitto)
• 8. Convento francescano (suore del Cuore immacolato di Maria) - Bruciato (Beni Suef, Alto Egitto)
• 9. Chiesa di santa Teresa - Bruciata (Asuit, Alto Egitto)
• 10. Chiesa francescana e scuola - Bruciati (Asuit, Alto Egitto)
• 11. Convento di san Giuseppe e scuola - Bruciati (Minya, Alto Egitto)
• 12. Chiesa del Sacro Cuore dei copti cattolici - Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 13. Convento delle suore di santa Maria - Attacco (Il Cairo)
• 14. Scuola del Santo Pastore - Attacco (Minya, Alto Egitto)
Chiese ortodosse ed evangeliche
• 1. Chiesa anglicana di san Salvatore - Bruciata (Suez)
• 2. Chiesa evangelica di St Michael - Circondata e saccheggiata (Asuit, Alto Egitto)
• 3. Chiesa copto-ortodossa di san Giorgio - Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 4. Chiesa di Al-Esla - Bruciata (Asuit, Alto Egitto)
• 5. Chiesa avventista - Bruciata; il pastore e sua moglie rapiti (Asuit, Alto Egitto)
• 6. Chiesa degli Apostoli - Bruciata (Asuit, Alto Egitto)
• 7. Chiesa del Santo rinnovamento - Bruciata (Asuit, Alto Egitto)
• 8. Centro diocesano copto ortodosso di Qusiya - Bruciato (Asuit, Alto Egitto)
• 9. Chiesa di san Giorgio - Bruciata (Arish, Nord Egitto)
• 10. Chiesa di san Giorgio ad al-Wasta - Bruciata (Beni Suef, Alto Egitto)
• 11. Chiesa della Vergine Maria - Attacco (Maadi, Il Cairo)
• 12. Chiesa della Vergine Maria - Attacco (Mostorod, Il Cairo)
• 13. Chiesa copto-ortodossa di san Giorgio - Attacco (Helwan, Il Cairo)
• 14. Chiea di santa Maria di El Naziah - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto)
• 15. Chiesa di santa Damiana - Saccheggiata e bruciata (Fayoum, Alto Egitto)
• 16. Chiesa di san Teodoro - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto)
• 17. Chiesa evangelica di al-Zorby - Saccheggiata e distrutta (Fayoum, Alto Egitto)
• 18. Chiesa di san Giuseppe - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto)
• 19. Scuola francescana - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto)
• 20. Centro diocesano copto-ortodosso di san Paolo - Bruciato (Gharbiya, Delta)
• 21. Chiesa copto-ortodossa di sant'Antonio - Bruciata (Giza)
• 22. Chiesa copta di san Giorgio - Bruciata (Atfeeh, Giza)
• 23. Chiesa della Vergine Maria e del padre Abramo - Bruciata (Delga, Deir Mawas, Minya, Alto Egitto)
• 24. Chiesa di san Mina di Abu Hilal Kebly - Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 25. Chiesa battista di Beni Mazar - Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 26. Chiesa di Amir Tawadros - Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 27. Chiesa evangelica - Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 28. Chiesa di Anba Moussa al-Aswad- Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 29. Chiesa degli Apostoli - Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 30. Chiesa di santa Maria - Tentativo di incendio (Qena, Alto Egitto)
• 31. Chiesa copta di san Giorgio - Bruciata (Sohag, Alto Egitto)
• 32. Chiesa di santa Damiana - Attaccata e bruciata (Sohag, Alto Egitto)
• 33. Chiesa della Vergine Maria - Bruciata (Sohag, Alto Egitto)
• 34. Chiesa di san Marco e centro comunitario - Bruciati (Sohag, Alto Egitto)
• 35. Chiesa di Anba Abram - Distrutta e bruciata (Sohag, Alto Egitto)
Istituzioni cristiane
• 1. Casa del p. Angelos (pastore della chiesa della Vergine Maria e del padre Abramo) - Bruciata (Minya, Alto Egitto)
• 2. Proprietà e negozi di cristiani - Bruciati (Arish, Nord Egitto)
• 3. 17 case cristiane attaccate e saccheggiate (Minya, Alto Egitto)
• 4. Case cristiane - Attaccate (Asuit, Alto Egitto)
• 5. Uffici della Fondazione evangelica - Bruciati (Minya, Alto Egitto)
• 6. Negozi, farmacie, hotel di proprietà di cristiani - Attaccati e saccheggiati (Luxor, Alto Egitto)
• 7. Libreria della Bible Society - Bruciata (Il Cairo)
• 8. Bible Society - Bruciata (Fayoum, Alto Egitto)
• 9. Bible Society -Bruciata (Asuit, Nord Egitto).
Edifici di proprietà di cristiani bruciati
• 1. 58 case
• 2. 85 negozi
• 3. 16 farmacie
• 4. 3 hotel (Alto Egitto)
• 5. 75 autobus e auto.  di Silvana De Mari 22/08/2013
lorenzo scarola

bambini uccisi dal gas di: Kerry ERDOGAN Sauditi salafiti, in Siria e i bambini uccisi dall'aborto in Occidente: riscattiamo l'etica per salvare l'insieme dell'umanità
verità e rivoluzione. I bambini stanno morendo in Siria. Uccisi dal gas. Le foto sono bizzarre. I bambini sono morti da soli, mentre erano soli in casa. Non ci sono foto di cadaveri adulti. Non ci sono foto fatte nelle case e nelle strade con i morti crollati nella stanze o nei corridoi, e qualcuna delle foto è comparsa su Internet qualche ora prima dell’attacco. Assad avrebbe attaccato con i gas in un momento in cui vinceva su tutti i fronti, bombardando la periferia di Damasco, che non è schierata con i suoi avversari. Questo non ci permette di affermare che le foto sono false: il padre di Assad ha compiuto sui suoi sudditi bombardamenti ben più gravi e ben più folli, le foto potrebbero limitarsi ai bambini perché è stato ritenuto utile fotografare loro, la notizia che le foto sono comparse su Internet prima dell’attacco sarà vera? Se non possiamo affermare che le foto sono sicuramente  false, possiamo affermare che ci sono dubbi sulla loro autenticità e questo, l’esistenza del dubbio, è inoppugnabile. Il dubbio c’è, forse è un dubbio sbagliato ma il dubbio c’è e la prudenza e il buon senso imporrebbero di non precipitarsi, tanto più che precipitarsi vuol dire schierarsi con quelli che i bambini li sgozzano, e le bambine cristiane le stuprano, vuol dire andare a cacciarsi in un ciclopico nido di calabroni con il rischio, per non dire la certezza, non solo di farsi male, ma di fare inutilmente male, far crollare il pessimo verso l’ancora peggio. La Siria sarebbe ulteriormente martirizzata, l’intervento, come sempre succede, sarebbe vissuto anche da quelli che dovrebbero essere “gli alleati” come infedeli e cristiani su sacra terra islamica, aumenterebbe la violenza contro i cristiani , considerati alleati degli invasori. Anche quando l’intervento occidentale è stato richiesto da “alleati” islamici, ha sempre scatenato violenza e revanscismo a livelli parossistici. L’Iran potrebbe attaccare, come ha già annunciato e Israele potrebbe venire coinvolto in una conflitto da cui sta disperatamente cercando di tenersi fuori. Eppure lui, il meglio del meglio, il premio nobel per la pace (le minuscole non sono un errore) Barack Hussein Obama ha deciso di intervenire. Obama ha un nome di battesimo parecchio strano per un cristiano: continuo a chiedermi chi è il prete cattolico o il pastore protestante che ha battezzato con un nome del genere. Ha un ancora più bizzarro affetto per i Fratelli Musulmani, che sostiene e ha sostenuto al di là di ogni logica. Passerà alla storia per aver abbattuto in Libia una stinta dittatura laica per sostituirla con una scoppiettante, pirotecnica guerra civile permanente tra integralisti e più integralisti: grazie a lui l’islam integralista ha completato la sua conquista del Sahara e un ambasciatore degli Stati Uniti d’America e tutti i suoi collaboratori sono stati massacrati, picchiati a morte dopo essere stati sodomizzati. Complimenti signor presidente. Mentre la deliziosa first lady mostra bicipiti, tricipiti e deltoidi facendo le flessioni in tv, coltiva l’orticello biologico della Casa Bianca e si scaglia contro i grassi, Obama si è deciso per la guerra. Le foto dei bambini lo hanno sconvolto. Le foto sono impressionanti, ma anche dimenticando i forti dubbi che le accompagnano, le guerre non si cominciano sull’emotività. Le guerre si fanno non quando sono giuste, ma quando sono sicuramente giuste e si ha la certezza di poterle vincere e in tempi molto brevi. Quando queste condizioni non ci sono, la guerra è una follia e uno che la decida in fretta è un folle. Tanto più che Obama non lo considererei esattamente un difensore dei diritti dei bambini, non l’ho mai visto molto impressionato dalla loro morte. Non si è certo impressionato per la morte dei bambini periti l’11 settembre. Ce ne erano moltissimi sugli aerei. Obama è andato alla commemorazione solo l’11 settembre del 2008. Era candidato alla presidenza. Andò alla commemorazione insieme all’altro candidato, il repubblicano John Mc Cain, ben più vecchio di lui, uscito storpio dalle torture subite in Vietnam. Eppure Mc Cain lo sopravanza, lo supera, Obama è annoiato, gira la testa di lato, rallenta: tutti segni nel linguaggio non verbale di disinteresse assoluto. Gli anni successivi non si è più preso il disturbo di commemorare l’11 settembre. Obama non va a commemorare lo sbarco in Normandia. Dei bambini ebrei ancora vivi salvati dagli eserciti alleati e di quelli che non sono stati salvati, gli interessa qualcosa? Agghiacciante la sua espressione di disinteresse durante la sua visita al Memoriale della Shoà di Yad Vashem a Gerusalemme. Levate l’audio e osservate l’espressione, magari anche al rallentatore. Il linguaggio non verbale, le espressioni e le cosiddette microespressioni, le espressioni inconsce che si tengono per periodi inferiori al secondo, non mentono.
A Obama di quei bambini non importa un fico. E a proposito di bambini: grazie anche a Obama, due settimane fa a Wichita, Kansas, ha riaperto i battenti la più famosa clinica per gli aborti d’America, la Women’s Health Care Services. Il nome indica che si prendono cura della salute delle donne. Nel 2009 il suo fondatore, il dottor George Tiller, era stato assassinato da un attivista pro life. La  stampa liberal ha salutato la riapertura della clinica come  un “gesto di coraggio” e cinguettato che senza Obama alla presidenza non sarebbe stato possibile e hanno ragione. Senza Obama non sarebbe stato possibile, bisogna riconoscere che in effetti ci vuole un notevole coraggio a riaprire una clinica, questa è la specialità del luogo, dove si pratica la tecnica dell’aborto a nascita parziale. Oltre la 24esima settimana il bambino nascerebbe vivo e forse anche vitale. Per non avere grane legali è necessario quindi ucciderlo prima. La tecnica tradizionale per gli aborti tardivi, quella usata in Cina, consiste nell’iniettare soluzione ipersalina nell’utero: il feto muore per disidratazione. Ci sono però effetti collaterali: qualche volta il feto sopravvive e nasce lo stesso, un po’ secco e asciutto, come un’acciuga sotto sale, ma vivo.
Una Testimonianza da Far Tremare i Polsi
Inoltre tutto questo sale finisce nel sangue della madre, con rischi gravi di scompenso cardiaco, renale, coma e morte, che sono tutti incidenti irrilevanti se il soggetto è una suddita cinese recalcitrante, meno brillanti se  è una cittadina statunitense pagante. Il dottor Tiller, quello ucciso dal fanatico pro life, è il genio che ha scoperto e regalato al mondo l’“aborto a nascita parziale”. E’ la tecnica dell’aspirazione del cervello del bambino partorito soltanto a metà, perché altrimenti sarebbe omicidio. Il medico afferra con una pinza i piedi del feto e porta fuori dall’utero prima le gambe poi il corpo, tranne la testa. A quel punto esegue un’incisione alla base del cranio per aspirare il cervello, poi completa il parto. Almeno mille aborti all’anno in America avvengono così. Ma non è facile. Un attimo di distrazione ed esce anche la testa. Non tutti sono bravi come il defunto e compianto Tiller. In questo momento sotto processo è un tale dottor Gosnell, di Filadelfia, città dell’amore fraterno, anche lui esperto in aborti tardivi, ma meno bravo di Tiller. Quando si sbagliava e i feti nascevano vivi, provvedeva con un’immediata sezione del midollo spinale e finalmente l’ammasso di cellule moriva.
Se siete scandalizzati e sconvolti, rassicuratevi. Almeno questi bambini, perché di bambini si tratta, sono morti in pochi istanti. In Italia anche  noi facciamo aborti alla 24 settimana di feti che nascono vivi. La condanna a morte avviene dall’ecografia. È stato vista un’atresia dell’esofago, che alla fine non c’era nemmeno e che è risolvibile chirurgicamente, è stato visto un labbro leporino, che in effetti c’era e anche questo è risolvibile chirurgicamente. Da noi l’aborto eugenetico è vietato, prima o poi qualcuno citerebbe Hitler e pare brutto, fa nazista. Si chiama aborto terapeutico: uno psicologo dichiara che l’idea di avere un feto fallato nella pancia le crea disagio psicologico, ed è fatta. Quando il feto nasce vivo, noi siamo buoni, non lo ammazziamo. Lo lasciamo morire da solo, in una scatola metallica di freddo, disidratazione e disperazione, con il suo pianto si affievolisce sempre di più. L’ultima volta è successo a Rossano e il feto ci ha impiegato 22 ore a morire. Sarebbe stato un bimbo robusto, con il labbro leporino operato e robusto. Che accidenti c’entra tutto questo con la Siria in fiamme, l’Egitto in fiamme, le chiese nigeriane in fiamme? Che accidenti c’entra tutto questo con i morti e le fosse comuni? C’entra, è lo stesso processo. Non è l’islam che avanza, è l’islam che occupa il vuoto che dentro il cristianesimo ha lasciato un processo di ateismo suicida che ha distrutto la più elementare compassione, quella di una madre per i suo bambino. La propaganda può tutto, incluso convincere una donna che ci sia qualcosa di più importante della vita che porta, che esista qualcosa cui valga la pena di sacrificare quella vita. In Francia e in Canada è possibile predicare che una donna non può uscire di casa senza il suo tutore legale
http://louyehi.wordpress.com/2013/08/28/quebec-la-femme-ne-sort-de-la-maison-quavec-la-permission-de-son-tuteur-nader-abou-anas-bientot-a-montreal/
mentre è inquisito per violenza contro le donne il ginecologo che, in silenzio, senza dire una parola, regalava scarpine da neonato alle donne che attendavano di abortire.
http://www.ioamolavita.it/?m=201306
Peraltro cosa distingue un feto di sei o sette o otto mesi da un neonato? Nulla. Quindi deve essere lecito sopprimere anche il neonato: si chiama aborto postnatale.
http://www.left.it/2013/01/24/bioetica-disumana-l%E2%80%99aborto-postnatale/8472/
Ha fatto scalpore che ne abbiano parlato, ma in realtà lo si fa già, da anni nelle civili Olanda e Svezia per i neonati con la trisomia 21 o la spina bifida scampati alla diagnosi renatale. Per fortuna non è ancora disponibile la diagnosi prenatale di miopia e tendenza alla pinguedine: sarebbe un’ecatombe. Perché prendere il prodotto fallato se si può avere quello perfetto? Ognuno di noi è unico e irripetibile, e nessuno spiega alle madri, ma forse la dizione corretta è proprietarie dell’utero, che quello è il loro bambino, che potrebbero rimpiangerlo, che l’aborto, sempre, è un suicido differito, che l’ammasso di cellule che stanno espellendo ha un sistema nervoso centrale sicuramente in grado di fargli sentire l’orrore della morte e che se fosse lasciato lì prima o poi sarebbe diventato una creatura umana. L’aborto deve essere permesso: non posso costringere una creatura umana a tenerne un’altra dentro di sé, ma deve essere accompagnato dalla verità. Non è un ammasso di cellule, ma un’altra creatura umana. Deve essere combattuto con tutti i mezzi meno il divieto legale. Deve essere impensabile quando il feto sia vitale, cioè in grado di sopravvivere. L’aborto è una scelta, certo, a le scelte devono essere documentate. Perché non ci è permesso mostrare le fotografie di feti abortiti? La censura è sempre un annientamento della libertà. Ogni intervento chirurgico e medico deve essere accompagnato dalla dichiarazione degli effetti collaterali. Ma la frase “signora, potrebbe rimpiangerlo”  non può essere pronunciata, pena l’accusa di violenza. La donna non deve essere spinta ai sensi di colpa, ci dicono. Se non mi sento colpevole, nessuno può spingermi a provare colpa.  Facciamo un esempio a caso: ho ricevuto qualche invito a sentirmi colpevole per la mia mancanza di rispetto per il Papa. Ringrazio commossa, potete risparmiarvi la fatica. Se non mi sento colpevole, chi mi accusa di una colpa che non sento mi irrita o mi annoia, peraltro riconosco che accusarmi di quella colpa fa parte della normale liberà di parola. Se ci sono frasi che non posso ascoltare senza sentirmi in colpa, allora, forse è perché non c’è innocenza. Se una donna non può ricevere scarpine da neonato, senza sentirsi in colpa, è perché le scarpine sono indecenti, o perché fanno risuonare una colpa che esiste? E che se esplode diventa devastante, perché è reale. Le donne devono avere il diritto di abortire, certo, e tutti quelli che sanno che non è etico devono avere il diritto di dirlo, devono avere il diritto di cercare di dissuaderle. Tutti hanno diritto a una difesa, non solo i cuccioli di foche. Il feto umano, con il suo sistema nervoso in grado di provare dolore, in grado di provare l’orrore della morte, non lo difende nessuno. Prima recuperiamo l’etica, la compassione che neghiamo per le persone umane per rovesciarla sugli animali: se il bimbo di Rossano fosse stato un cucciolo di foca, si sarebbero precipitati a migliaia a salvarlo, adottarlo e assisterlo. La grande scrittrice Oriana Fallaci aveva intuito che l’islam poteva essere fermato solo per via religiosa, non per via laica. L’islam riempie con la sua ferocia uno spazio vuoto lasciato dal nulla etico. Riempiamo il vuoto. Ristabiliamo l’etica. Gli altri ci seguiranno. La Siria si salverà da sola. Hanno bisogno della nostra etica non delle nostre bombe. Di bombe ne hanno già abbastanza delle loro. E’ l’etica che serve.
E allora alla fine tutto avrà un senso. Noi ci stavamo suicidando. Lo scontro con l'islam  venuto a svegliarci da un materialismo insulso, sguaiato e livido.
Alla fine tutti saranno salvati. di Silvana De Mari 29/08/2013
LorenzoJHWH Unius REI

[149/6dic] [ il teatro mortale, la vittima sacrificale, la scena del crimine, l'omicidio di #Israele, è stato preparato.. lui il simbolo dell'Occidente morirà, per il complotto: #salafita, #farisei, #Spa, #FMI. ] #Yemen: #al-Qaida rivendica attentato, Per colpite, sale controllo, #droni degli #Usa. 06 dicembre, #Yemen: #al-Qaida rivendica attentato, #ROMA, #Al-Qaida ha rivendicato, l'attentato #kamikaze, al #ministero della #Difesa, a #Sanaa, in #Yemen, che ha provocato, la morte di 52 persone. Lo riferisce, Al #Arabiya. Il portavoce, di al-Qaida nella #penisola #araba, al #Mallahem, ha rivendicato, su twitter, l'attacco, spiegando, che, l'obiettivo era il #ministero della #Difesa, perché, ospitava le sale di controllo, da cui, gli #americani ( #satanisti, #farisei #anglo-americani, del #Fmi-Nwo), guidano i #droni. Gli #Usa ritengono, il ramo #yemenita di #al-Qaeda, il più attivo del mondo, e hanno intensificato, gli attacchi, dei #droni... siete dei criminali, TOTALI! Un animale ferito, diventa più pericoloso, e feroce! Quindi, questo è l'effetto, il risultanto, che, la #Lega #ARABA, da un lato, cerca di ottenere, cioè, ottenere, la allenza Occidentale, ma, dall'altro, cerca, di pugnalare, alle spalle, #USA, #NATO, #UE, mostrando, ai popoli islamici, che, sono gli Occidentali, gli aggresori cattivi! La verità, è che, #farisei #talmud, #Kabbalah, e #sharia #imperialismo, hanno messo gli israeliani in una trappola che, loro non riescono a vedere. stanno facendo un gioco sporco e mortale, contro #Occidente, per far scrivere, la parola "fine", contro, la civiltà, ebraico-cristiana! Quindi esiste un complotto segreto, di #666, #322, #sharia, contro, #Israele!
Lorenzo Scarola
[5] king Saudi Arabia -- per me, la mia fede, non è qualcosa, da vendere al mercato! io credo, che, la fede debba essere una conquista personale, per poter strappare la propria vita alla morte eterna!! ma, nessuno che possa essere un uomo cattivo come te può avere la fede.. tu hai soltanto una credenza religisa che è un progetto imperialistico per ditruggere il genere umano... Eih ragazzo, ma, non credi tu, di essere già troppo vecchio per queste cose, in ogni modo?
Mr Universal Metafisico

[92] non so perché, chi cancella i commenti, sulle pagine di: /theyearinreview/discussion ] [/israelnationaltv/discussion ] poi, lui non cancella i commenti, anche, sul mio canale? 187AudioHostem 666 youtube master ----- in questo modo, tu non riuscirai mai, a convincere Rothschild, di essere il mio nemico!
[90]@Benedetto XVI ---- lorenzojhwh Unius REI, L'albero della conoscenza del bene e del male viene proibito, solo perché, la mente umana essendo di ordine inferiore (cadrebbe necessariamente nell'inganno, nel tentativo di gestire) il male sovrumano, e al bene divino. Solo la rivelazione o solo nella umiltà, in obbedienza alla legge naturale, della morale fondamentale, ovvero, dell'imperativo categorico: "fai il bene ed evita il male" apre, ad una metafisica , che sola può salvare l'umanità e affratellarla, in vincoli di giustizia (non fare il male) e di verità (non mentire)! ma, gli angeli ribelli, erano anche invidiosi, che, Dio scendesse tutti i pomeriggi nel paradiso terrestre per giocare, con creature così inferiori a loro.. aumentò, la gelosia degli angeli, quando Dio comunicò loro, che, il Cristoo di natura divina, era un uomo, e che, quindi solo gli uomini e non gli angeli, avrebbero potuto partecipare alla sua natura divina!

[89]@Benedetto XVI -- ecco perché, Dio Padre, un solo JHWH, ha fatto incarnare la sua  PAROLA, IL VERBO,  in Gesù di Betlemme, cioè, il discendente di Davide.. Perché, tutti coloro che avranno il coraggio di pagare, il prezzo terribile della divinità, possano diventare divini come lui, veramente, in comunione con un solo SANTO SPIRITO! Ma questa è la verità, andò perduto un terzo delle stelle del cielo, cioè di angeli divenuti demoni, (Apocalisse), adarono perduti i due terzi delle stelle della terra, cioè, gli uomini.. ed ora tutti loro i perduti, sono in attesa della disintegrazione (seconda morte: Apocalisse)... tuttavia, Dio nella sua infinita, bontà, ha dato ad Unius REI, la possibilità di dire una sua, ultima parola, in loro favore, cioè, in favore dei condannati disraziati.. ma, per il male, che, loro hanno fatto, ai martiri cristiani, e a tante persone innocenti... io li odio, io non trovo in me oggi, amore per tutti loro!

[88]@Benedetto XVI -- proprio perché umani, Adamo ed Eva, cioè, tutti noi, dovevamo dipendere da Dio, per la conoscenza soprannaturale del male, e per la conoscenza divina del bene.. quindi, tutti noi insieme ad Adamo ed Eva, siamo stati presi, da un sentimento di Gelosia... ed abbiamo costretto Dio, a dimostrare a noi: "fino a qual punto, tu mi ami?" ovvero: "perché non condividi, con me, la tua divinità?" Quindi, per amore di gelosia, di amore, come Lucifero, anche, tutti noi tutti, abbiamo tradito, nel Paradiso Terrestre, JHWH, personalmente, per essere decaduti, tutti noi terrestri dalla nostra celeste natura! ma, invece, di essere subito buttati nell'inferno, noi abbiamo avuto dalla misericordia di Dio, la possibilità di poter ricevere i :" tempi supplementari ", in questa valle di lacrime. in questi momenti terreni, terrestri, noi possiamo riscattare la nostra anima dall'inferno, passando attraverso, la grande tribolazione, perché, questo mondo, è caaduto sotto il controllo, dominio, di demoni farisei, massoni, comunisti, ed islamici, ecc..

[87]@Benedetto XVI --- cosa significa questa parola di Dio? ["Mangia liberamente di tutti gli alberi del giardino, ma non mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male, perché nel giorno in cui ne mangerai di certo morirai!" Genesi 2, 16-17 "O Adamo, abita tu e la tua compagna, questo giardino e mangiatene abbondantemente e dove volete, ma non vi avvicinate a questo albero, che non abbiate a diventare degli iniqui!" Sura 2,35. ] quindi anche Adamo, pur esserdo una umana creatura perfetta, dotato di una umana scienza infusa, non era idoneo, nella sua mente umana, immacolata a discernere tutto il male (il soprannaturale) e tutto il bene (il divino).. ecco perché, (A)Caino era l'uomo carnale (inferno), (B)Abele era l'uomo spirituale (6 paradisi: 1. solo paradiso: terrestre, in modo dottrinale, per musulmani, testimoni di Geova, più, cinque paradisi celesti, per i santi, martiri, ecc..) (C) Gesù di Betlemme l'uomo divino.. quando io in fede ho preso la mia posizione sul Trono di JHWH, ed io ho pagato il prezzo della fede, per questa scelta, poi, io sono diventato un uomo divino 5 anni fa.. con una difficilissima e dolorosissima, ascesi spirituale, che, è durata più di 40 anni,  cioè, per uscire dall'uomo carnale, e superare lo stesso soprannaturale, uomo spirituale! tuttavia, l'uomo divino, non è più perfetto moralmente dell'uomo spirituale
lorenzo scarola 
11 settembre 2001 sarà ricordato come l'inizio della fine dell'islam (dedicato a Oriana Fallaci). verità e rivoluzione. Breve storia dell’11 settembre. L’11 settembre 2001 è cominciata la quarta guerra mondiale, la terza per fortuna è stata fredda e il comunismo è imploso da solo, raggrumato sulla propria follia. Questa è una guerra potenzialmente planetaria, su fronti multipli cui si aggiunge il fronte del terrorismo, che ha come scopo dichiarato la nostra distruzione, l’annientamento di crociati e sionisti, cioè di tutti i cristiani e tutti gli ebrei che rifiutano di sottomettersi all’islam. Una guerra di aggressione all’Occidente condotta con tecniche non convenzionali, che sono il terrorismo, il ricatto economico, il ricatto morale, la demografia con conseguente invasione del territorio e la violenza psicologica. Nessuna di queste armi potrebbe nulla contro l’Occidente se l’Occidente fosse compatto e fiero dei propri valori e della propria storia. Il bizzarro signore che in questo momento è presidente degli Stati Uniti e andato per anni ad ascoltare i sermoni di tale reverendo Wright, musulmano nero convertito al cristianesimo, il quale ha affermato che gli USA l’11 settembre sono stati giustamente puniti, questo deve essere il motivo per cui Obama fino ad ora non è mai andato alle commemorazioni. L’11 settembre è il giorno in cui l’islam è stato sconfitto nella sua corsa alla conquista del mondo. L’11 settembre 1683 l’assedio di Vienna è stato rotto, frantumato. In quella data è cominciata una battaglia durata due giorni, si è conclusa in giorno dopo e l’esercito cristiano ha sconfitto quello ottomano, molto più forte, numeroso e agguerrito. L’esercito mussulmano non poteva essere sconfitto perché era il più forte militarmente, non doveva essere sconfitto in quanto era il volere di Allah, o come accidenti si scrive, che l’islam conquistasse l’Europa e la asservisse. La vittoria cristiana a Vienna determinò il crollo non solo della potenza militare ottomana, ma segnò anche il crollo della certezza. Dopo Vienna fu riconquistata l’Ungheria, poi la Serbia, l’islam cominciò ad arretrare sempre di più, fino a che Napoleone arrivò alle piramidi, l’impero britannico alle città sante. L’islam non aveva conquistato il mondo cristiano. Il mondo cristiano lo aveva messo in ginocchio. Le armate del Profeta avrebbero dovuto passare nella storia di vittoria in vittoria fino alla conquista di tutto il mondo, e invece erano state clamorosamente prese a calci nei denti. Si poteva esprimere in termini più salottieri, ma così è chiaro e facciamo prima. E in ginocchio nel fango e nello sterco di capra ci stava tutta una civiltà, clamorosamente  arretrata al suo esotico permanente medioevo. A questo punto tutto l’islam si pose la domanda: perché non avanziamo? Perché la cristianità ci sovrasta? La risposta fu: perché non abbiamo applicato integralmente le disposizioni del profeta. Se saremo più rigidi e ligi, cioè più integralisti ci arriderà la vittoria. Questo è lo schema da cui, sempre, è nato  l’integralismo, quello wahhabita in Arabia Saudita, quello dei Fratelli Mussulmani in Egitto e quello khomeinista in campo sciita. L’integralismo permette inoltre la quadratura del cerchio e la risoluzione del complesso di inferiorità dovuto al disastro scientifico e tecnologico. Il compito dei popoli da asservire sono le scoperte scientifiche, il compito dell’islam è asservire i popoli. Qualcuno dette la risposta inversa: perché dobbiamo modernizzare e questo è il modernismo islamico, il quale però si è sempre scontrato con il divieto coranico alla filosofia: dove non esiste pensiero filosofico il pensiero scientifico è solo imitativo. La modernità islamica ha dato luogo ad alcune dittature di tipo nazional socialista, come il partito Baath siriano e quello iracheno e il suo più duraturo esperimento è quello turco di Ataturk, che in questi anni sta mostrando il suo fallimento davanti all’integralismo. Nel frattempo la civiltà giapponese, indocinese, coreana, indiana e cinese risolvono il loro gap in poche generazioni e si avviano a far parte del mondo moderno, mentre l’islam inchioda all’arretratezza tutti i suoi sudditi, con le sole eccezioni dell’uso di Internet, del cellulare e delle armi.
L’islam cominciò a cercare alleati. Il suo alleato storico sono stati i due totalitarismi, in primo luogo quello nazista.
Il nazismo ha due anime, tedesca e islamica. Adolf Hitler 22 novembre 1941 Berlino. L’odio contro gli ebrei, l’odio contro la cristianità, l’odio contro la democrazia, la libertà, la volontà e il diritto a voler essere felici accomuna nazismo e islam sempre come alleati totali. Il 22 novembre del 41 l’alleanza fu fatta con il Gran Mufti di Gerusalemme, uno dei grandissimi criminale del XX secolo. in cambio di una fatwa che schierò al suo fianco tutto l’islam mediorientale, incluso Iraq ed Egitto, Adolf  Hitler si impegnò alla distruzione del popolo di Israele rinunciando a tutti i precedenti progetti di espulsione, Himler fondò la tredicesima divisione SS, mussulmana, bosniaco palestinese ed entrambi i compagni di merenda, Hitler ed Himler si scusarono con il Gran Mufti perché questa sciocca Europa giudaico cristiana quel famoso 11 settembre 1683 aveva fermato l’islam impedendo l’islamizzazione dell’Europa, che invece secondo i due sarebbe stata una gran bella cosa.
Ma Hitler viene sconfitto. E il popolo di Israele ricostruisce la propria patria, un paese piccolo, senza una goccia di petrolio, desertico nella parte meridionale, che pure viene considerato dall’enorme islam la pietra dello scandalo, l’insopportabile perdita. Israele vince la guerra del 48, la guerra dei sei giorni, quella del Kippur, ma perde la guerra mediatica. Un Occidente impazzito di antisemitismo ed odio di sé giustifica il terrorismo palestinese, lo ama, lo finanzia. L'allenza questa volta è tra islam e comunismo. Il terrorismo nero quello rosso e quello verde, nazista, comunista e islamico, si intrecciano e si sostengono. L’11 settembre 2001 sionisti e cristiani sono stati puniti, come ha latrato Osama Bin Laden, mentre i nostri intellettuali, parole dall’etimologia sempre più impenetrabile, si sono divisi in due gruppi: quelli che hanno dichiarato che gli Usa l’11 settembre se lo sono fatto da soli, per la gioia infernale di distruggere se stessi, la propria economia, e mandare i propri figli ventenni a morire, e quelli che hanno detto che l’11 settembre lo ha fatto qualcun altro, ma gli Usa se lo sono meritato. Mentre 3000 persone morivano, mentre i pompieri di New York andavano a morire il presidente degli scrittori siriani, un tizio in giacca e cravatta che presumo faccia parte dell’islam moderato pronunciava la storica frase: “Oggi il mio orgoglio di musulmano risorge e gode”. Osservate i metri cubi di complesso di inferiorità: il suo orgoglio di musulmano non ha potuto riempirsi della scoperta delle particelle subatomiche, e nemmeno degli antibiotici, bisogna accontentarsi di un paio di romanzi mediocri e del terrorismo per essere contenti di qualche cosa.
L’11 settembre tutti noi, cristiani e sionisti, mettiamo tutti una candela alle nostre finestre e cantiamo Amazing Grace. Amazing Grace è il gospel scritto dall’ex schiavista Newton che Martin L. King fece risuonare quando pronunciò il discorso I have a dream. E il suo sogno era la fratellanza tra gli uomini. Anche Arafat aveva un sogno: Noi vi sgozzeremo tutti e sgozzeremo i feti nelle madri (Algeri, 1985) Tornando a M. L. King e ad Amazing Grace: la canzone è risuonata, sola spontanea, anche l'11 settembre quando la bandiera americana, la bandiera della nazione di cui Martin L. King faceva parte, la nazione di cui era fiero, veniva issata. Per la cronaca Martin L. King era, ovviamente, repubblicano. E ora anche noi abbiamo un sogno: un mondo libero dove ognuno sia l’unico proprietario della propria fede religiosa, del suo corpo, del suo destino, del suo diritto di cercare la felicità. Che i nemici della felicità siano sconfitti. La dizione è di una meravigliosa donna afghana. E concludo con le parole di una meravigliosa donna somala, Hirsi Alì. Tra qualche secolo i libri di storia parleranno di come le teocrazie sono scomparse e l’islam è stato sconfitto. Non so come questo succederà, ma so la data che tutti i libri di storia scriveranno per indicare la data in cui il processo è cominciato: 11 settembre 2001. Si lo so, sembra un delirio. L’islam avanza ovunque, negli Stati Uniti il ridicolo burattino Obama si è inchinato davanti al re dell’Arabia e ha pronunciato un farneticante discorso al Cairo i cui danni si faranno sentire per decenni, la sharia è sul suolo europeo. Israele è sotto minaccia nucleare.
Sembra che l’islam sia al massimo della sua potenza, vero? Sembra che l’11 settembre di Osama Bin Laden abbia vinto, non è così? E invece no. Hitler lanciò il suo attacco all’Unione Sovietica un decennio troppo preso, prima di aver sconfitto l’Inghilterra. Il massimo del suo splendore fu l’inizio del disastro. L’attacco dell’11 settembre è stato lanciato un ventennio troppo presto, quando ancora tutto e possibile. Grazie all’11 settembre sempre più persone stanno capendo, stanno reagendo, stanno ritrovando la fierezza di sé stesse, della propria storia, delle radice ebraico-cristiane. Tranquilli ragazzi, ce la faremo. Alla fine le culture di vita vincono su quelle di morte. Alla fine va tutto bene. E a voi, pompieri di New York, sempre, il nostro ringraziamento per aver mostrato al mondo cosa è il coraggio di salvare, a voi eroi del volo 93 che avete mostrato al mondo il coraggio di battersi, a voi vittime innocenti che prima di buttarvi nel vuoto avete chiamato coloro che amavate per l’ultima dichiarazione d’amore, grazie per aver mostrato cosa vuol dire appartenere ad una cultura di vita. A voi il nostro ricordo, le nostre lacrime, la luce delle nostre candele e quella delle nostra anime, la nostra fierezza. Silvana De Mari. Questo articolo è dedicato alla memoria della grande giornalista e scrittrice Oriana Fallaci, che dopo l'11 settembre ha fatto risuonare la sua voce forte e chiara e giusta al di sopra di un esercito di dhimmi e di vili.
di Silvana De Mari 10/09/2013
Mr Universal Metafisico

[91] anche gli "ribelli Seleka"? sono islamici, anche loro! ed ovviamente, fanno il massacro dei cristiani! ed è grave che i media massonici, nascondano questa verità, tutti complici della LEGA ARABA, e della sua perversa religione. Corea del Nord, 80 persone giustiziate in pubblico perché leggevano la Bibbia e guardavano film sudcoreani
Novembre 12, 2013 Leone Grotti. Il regime comunista ha riunito nella città orientale di Wonsan 10 mila spettatori allo stadio per assistere alla fucilazione di un gruppo di otto uomini e donne. Ottanta persone sono state giustiziate lo scorso 3 novembre in sette diverse località della Corea del Nord. Tra le accuse considerate così gravi da meritare la pena di morte l’aver guardato canali televisivi e film sudcoreani, ormai sempre più disponibili nei mercatini illegali, il possesso di Bibbie e aver visionato materiale pornografico. La notizia è stata diffusa dal giornale sudcoreano Joong Ang Ilbo.
ESECUZIONI IN PUBBLICO. Secondo il quotidiano, che avrebbe raccolto la notizia da disertori del regime comunista guidato con pugno di ferro da Kim Jong-un, le esecuzioni sono avvenute come sempre in pubblico: nella città orientale di Wonsan sono stati radunati 10 mila spettatori allo stadio per assistere alla fucilazione di un gruppo di otto uomini e donne. CRISTIANI PERSEGUITATI. I cristiani sono costantemente perseguitati in Corea del Nord. Nel terribile campo di concentramento per prigionieri politici di Yodok, 6 mila persone sono state rinchiuse solo perché cristiane o perché possedevano una Bibbia. Pochi mesi fa, studiando le immagini dei satelliti, alcuni analisti hanno scoperto che la popolazione delle persone rinchiuse nei campi di concentramento si è ridotta in modo notevole.
Come riporta il Corriere della Sera «nel campo 22 c’erano 30 mila prigionieri, sembra che 7-8 mila siano stati rilasciati. Ne mancano all’appello 20 mila. Forse liquidati».
INDAGINE ONU. In questi mesi l’Onu sta conducendo la prima indagine mai realizzata sulle violazioni dei diritti umani in Corea del Nord. Il rapporto si basa sulle testimonianze dirette di chi è riuscito a scappare dalla dittatura comunista. Il giudice a capo dell’indagine, Michael Kirby, non ha rivelato molti dettagli ma tra i casi più terribili che l’hanno mosso fino alle lacrime ci sono quelli di una donna costretta dagli aguzzini comunisti ad annegare il proprio figlio.
La testimonianza più importante di quali trattamenti disumani sono riservati ai prigionieri a Nord del 38mo parallelo è quella di Shin Dong-hyuk, nato e vissuto tutta la sua vita in un gulag prima di scappare e raccontare al mondo quell’orrore.
@LeoneGrotti

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Centrafrica. «I ribelli saccheggiano e torturano, ma devono preoccuparsi perché la gente non ne può più»

Ottobre 16, 2013 Leone Grotti
La testimonianza di padre Aurelio Gazzera, missionario attaccato dieci giorni fa a colpi di arma da fuoco: «Loro sono filo-musulmani e quando si vendicano, lo fanno sui cristiani»
Saccheggi, ruberie, rapimenti, torture. Le violenze dei ribelli Seleka, che vanno avanti senza sosta dal colpo di Stato del 24 marzo scorso, rischiano di far piombare il Centrafrica in un vortice di «scontri settari tra cristiani e musulmani». A raccontare la situazione del secondo paese più povero del mondo a tempi.it è il missionario padre Aurelio Gazzera, che pochi giorni fa è stato attaccato a colpi di arma da fuoco dai Seleka mentre si trovava nella sua auto.
Il nuovo governo ha detto che i ribelli sarebbero stati disarmati.
Nessun ribelle è stato disarmato, qualche tentativo è stato fatto ma hanno armi dappertutto. Dieci giorni fa mi hanno sparato all’uscita di Bangui, quindi la situazione non è affatto sotto controllo.
Si legge di scontri anche tra cristiani e musulmani.
Sta crescendo un movimento di scontento e di disperati che reagiscono in modo violento a tutti questi attacchi e soprusi. Spesso qualcuno colpisce i musulmani, perché loro in genere sono stati protetti dai ribelli mentre i cristiani sono stati attaccati, quindi c’è il rischio che cresca la tensione interreligiosa. Come a Garga.
Cos’è successo a Garga?
Dei disperati che non ne possono più di violenze e furti si sono ribellati e hanno ucciso alcuni musulmani e alcuni ribelli della zona, ricca di miniere d’oro e quindi molto controllata dai Seleka, che sono qui solo per rubare. I ribelli si sono poi vendicati e secondo testimoni che ho sentito hanno ucciso almeno 40 persone, ma forse le vittime arrivano a 100. Purtroppo i Seleka sono filo-musulmani e quando devono vendicarsi colpiscono soprattutto i cristiani. Ma questo succede dappertutto.
Ci sono stati scontri anche a Herba.
Sì, la cosa positiva è che lì non ci sono scontri settari. È accaduto che un allevatore, che si è unito ai ribelli, è entrato nel villaggio e ha preteso soldi da un giovane, che non gli doveva niente. Il giovane è stato ucciso, la gente del posto ha protestato e in cambio i ribelli hanno ferito due persone, derubato le case del villaggio e poi ne hanno bruciate duecento. Su un totale di circa trecento case.
È vero che i cittadini hanno formato dei gruppi di auto-difesa?
Sì, c’è qualcosa ma sono pochissimi. Questi ribelli dovrebbero preoccuparsi perché la gente non ne può più, se fossero intelligenti si darebbero una calmata ma non capiscono niente e continuano a rapire le persone, torturarle e derubarle. La settimana scorsa si è verificato uno dei casi più gravi proprio a Bozoum, dove mi trovo io.
Può raccontare cosa è accaduto?
Un certo Assan ha accusato Yatere Patrick, un ventenne che di lavoro ripara moto, di avergli rubato la moto. L’uomo ha fatto intervenire la Seleka, che ha arrestato Patrick e i suoi due fratelli e li ha imprigionati dal 29 settembre fino al 6 ottobre. In questa settimana sono stati torturati (vedi foto a fianco), legati e picchiati. Uno di loro ora non muove più il braccio sinistro. Per essere liberati hanno dovuto pagare 150 euro. Poi si è scoperto che la moto l’aveva rubata qualcun altro. Il problema è che i ribelli non sono controllabili.
Il governo non riesce a fare niente?
No, è assolutamente inadeguato, non hanno nessun contatto con la realtà. Quando mi hanno sparato a Bangui, sono andato a incontrare il ministro della Sicurezza e questo, invece di scusarsi per il comportamento dei ribelli, mi ha accusato di averli provocati. La gente che è in questo governo vuole solo sbarcare il lunario e passa da un governo all’altro per guadagnare soldi.
Le chiese e le diocesi vengono ancora assaltate?
Nell’ultimo mese ci sono stati due attacchi. Ora invece niente. La situazione però resta fragile anche se qualcuno dei ribelli inizia a capire che prima o poi la storia girerà in un altro senso e che quindi è meglio se se ne vanno.
@LeoneGrotti
centrafrica
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lorenzo scarola

guerra globale ai cristiani: dal 2000 ogni anno 100 mila martiri. verità e rivoluzione. Da ieri è reperibile su Internet The Global War on Christians  di John Allen (edizione Random House) Bisogna sapere l’inglese, però potrebbe valere la pena. Se siete a corto di quattrini potete scaricare gratis il primo capitolo. Il libro parla di quello che Allen definisce il segreto più custodito del terzo millennio, il massacro sistematico dei cristiani. Ci sono stati i Gulag, e dei morti cristiani abbiamo perso il conto: i seminaristi erano costretti a diventare le puttane del campo, cioè subivano decine di stupri al giorno. Il fatto che avessero portato una sottana li faceva ritenere idonei. Il fatto che in quanto cristiani non potessero suicidarsi, rendeva particolarmente funzionale la scelta. Il sacerdote don Gallo ha sventolato sull’altare della sua chiesa una bandiera rossa con la falce e martello, la stessa bandiera dei Gulag, della Cora del Nord. I cristiani in quanto tali sono stati uccisi nella guerra civile spagnola, nei lager nazisti, nei lagoi cinesi. Che Guevara ne massacrò un bel po’, tra sacerdoti cristiani e pastori protestanti, insieme gli omosessuali in campi di sterminio sull’ingresso c’era scritto “il lavoro rende uomini.” Il libro di Allen finalmente parla dei massacri attuali. “La persecuzione dei cristiani è la storia religiosa più drammatica di questo inizio XXI secolo. I cristiani sono senza dubbio il gruppo religioso più perseguitato del pianeta”., spiega Allen, John Allen cita i numeri del demografo Todd Johnson, secondo il quale dal 2000 a oggi, ogni anno ci sono stati in media centomila morti cristiani. Secondo il centro per lo studio del cristianesimo del Gordon- Conwell Theological Seminary nel Massachusetts, ogni ora undici cristiani vengono uccisi in qualche parte nel mondo per la loro identità. “Il mondo sta assistendo alla nascita di una nuova generazione di martiri cristiani”, spiega Allen. “La carneficina in corso su vasta scala è tale che essa rappresenta non solo la più drammatica storia cristiana del nostro tempo, ma forse la principale sfida ai diritti umani”. Ovviamente è bene intenzionati paladini del politicamente corretto Allen la mette giù dura: non c’entra un accidente conflitti locali. C’è una precisa volontà di sradicare con il ferro col fuoco, e con il dolore, la cristianità della superficie del pianeta, di calpestare i due più elementari diritti, il diritto alla vita e il diritto alla fede religiosa, di milioni e milioni di creature umane  calpestate, migliaia di chiese secolari e plurisecolari distrutte. Ancora più sconvolgente della crudeltà contro i cristiani e l’assoluta indifferenza di tutto il mondo occidentale alla loro distruzione, incluse le gerarchie ecclesiastiche, in articolare quelle cattoliche. Il Vaticano è del tutto indifferente al dolore e alle persecuzioni, non solo nel senso che non le ricorda e non le compiange se non in poche imbarazzate battute, tese a non offendere nessuno, ma nel senso che non sta organizzando nessun tipo di aiuto e soccorso, né lo sta chiedendo alle nazioni, né alle nazioni sta chiedendo un’azione diplomatica in favore delle minoranze perseguitate. Stiamo ricevendo lettere dei cristiani in fuga dalla Siria. Sono lettere drammatiche. Queste persone raccontano le atrocità cui hanno assistito, raccontano di chiese secolari bruciate. Sono rifugiati in Libano, a ottocento metri d’altezza e sta per arrivare secondo inverno che passano su quelle montagne, ammassati nelle aule di una scuola di un vescovado. Hanno bisogno di denaro, per comprare tutto, dal latte in polvere alla speranza. Immagino che dovremmo rispondere che i veri problemi sono la disoccupazione dei giovani e il fatto che i vecchi siano abbandonati: queste le due priorità dell’umanità in questo momento secondo il signore che siede sul trono di Pietro nel suo dialogo con lo gnomo del pensiero Eugenio Scalfari. Aggiungiamo poi quanto sia disdicevole il desiderio di denaro, spediamo la lettera e ce ne andiamo a dormire nei nostri lettini puliti come Bergoglio.  Allen spiega l’indifferenza assoluta al problema. “Immaginate se i corrispondenti di guerra alla fine del 1944 avessero raccontato la battaglia delle Ardenne senza spiegare che si trattava di un punto di svolta nella Seconda guerra mondiale. O se i giornalisti economici avessero raccontato il tracollo di Aig nel 2008 senza dire che ha sollevato domande sui derivati e sui mutui sub-prime e che poteva presagire una grande implosione finanziaria? La maggior parte delle persone direbbe che i giornalisti non sono riusciti a fornire il giusto contesto per comprendere la notizia. Eppure, questo è ciò che abitualmente i media fanno quando si tratta di persecuzione contro i cristiani in tutto il mondo. Per questo la guerra globale contro i cristiani resta la più grande storia mai raccontata dei primi anni del XXI secolo”. Secondo la Società internazionale per i diritti umani, un osservatorio laico con sede a Francoforte, “l’ottanta per cento di tutti gli atti di discriminazione religiosa nel mondo oggi sono diretti contro i cristiani”. “Ma nel complesso, la guerra ai cristiani resta il segreto meglio conservato al mondo”, scrive Allen. “Nell’ambiente laico diversi fattori si intersecano a spiegare l’indifferenza verso la persecuzione globale dei cristiani. In primo luogo, i laicisti sono sorprendentemente ignoranti su argomenti religiosi. C’è poi una ostilità verso il cristianesimo, inclini a vederlo come un agente di repressione, non la sua vittima. A evocare la ‘persecuzione religiosa’ convengono le immagini delle Crociate, dell’Inquisizione, delle guerre di religione, di Bruno e Savonarola, dei processi alle streghe di Salem. E’ l’ora per il pensiero laico di superare ‘Il Codice da Vinci’”. Ma il vero motivo è ancora più profondo, dice Allen, ovvero la persecuzione anticristiana “cade esattamente nel punto cieco dell’occidente”. Le vittime sono “troppo cristiane” per eccitare la compassione di sinistra, “troppo straniere” per interessare alla destra. “I liberal celebrano i martiri dei regimi di destra in America latina, ma non sono disposti a riconoscere la realtà di odio anticristiano nella Striscia di Gaza controllata da Hamas, o il modo in cui regimi di sinistra fanno spesso dei cristiani i loro primi obiettivi”, scrive Allen. I cristiani sono morti squallidi, poco cool, ricordano l’odore di  minestrina degli oratori, la loro morte non infiamma nessuno. Non infiammano i ragazzotti con i jeans sdruciti, non infiammano  i manager in giacca e cravatta. A loro non sembra minimamente interessati nemmeno le gerarchie ecclesiastiche. I cristiani muoiono nel ferro  e nel fuoco. Coloro che credono nello Spirito Santo non smettano di pregarlo perché trasformi i dementi in saggi e in coraggiosi i vili. di Silvana De Mari 27/10/2013

Mike2020able

jews Talmud exposed    >     on   YT

Lorenzo Scarola

[4] Benedict XVI @ ---- lorenzojhwh Unius REI , The tree of knowledge of good and of evil, is forbidden, because the human mind , being of, lower order , to, actually , superhuman , and , divine ( necessarily would fall into the deception , and in an attempt of, manage) evil superhuman , and , to the Divine good . Only the revelation or only in humility , in obedience to natural law, the moral principle, namely , the categorical imperative : "do good and avoid evil " opens a metaphysic , which alone can save humanity and , affratellarla be constraints of, justice (do evil) and , of, truth ( do not lie ) ! but the rebellious angels , they were also envious that God came down every afternoon in paradise to play with creatures so inferior to , their .. increased , the jealousy of the angels when God told them , that the Christ, of, God, it was an, man , and that , therefore , only men , and not the angels , they could participate , at its divine nature !

[5 ] @ Benedict XVI - that's why , God the Father, an, only YHWH , has made ​​his incarnate Word , the Word, in Jesus of Bethlehem, that is, the descendant of, David .. Why , all those who have the courage of, pay the terrible price of divinity , can become divine , like him, really , in communion with an, only HOLY SPIRIT ! But this is the truth , was lost , an, the third of the stars of heaven, that is , of, angels became demons (Revelation ) , adarono , lost two-thirds of the stars of the earth , that is , men .. and now, all of them lost, are , waiting for the disintegration (second death Revelation ) ... However , God in his infinite goodness , has given to Unius REI , the possibility of, say its the last word in their favor , that is, in favor of, condemned wretches .. but , for the evil , that they have done , to the Christian martyrs , and , to, many innocent people ... I hate them , I do not , I find it in me today , no love for all of them !

[6 ] @ Benedict XVI - precisely because humans, Adam and Eve , that is, all of us , we had to depend on God for the supernatural knowledge of evil, and for the divine knowledge of good .. therefore, all of us , along with Adam and Eve, we were taken , from an, of feeling , Jealousy ... and we have forced God , to, to prove , we will: " up to , what point , do you love me ? " or "why , not, share with me your god? " So , for love, of, jealousy , of, love, like , Lucifer , too, all of us all , we have betrayed , in the Earthly Paradise , YHWH , personally , to be forfeited , all of us earthlings , our heavenly nature! but , instead , of, be immediately thrown in hell ( as we deserved because of the sudden , a jealousy of love) , we have had by the mercy of God, the possibility of, in order to receive , the " time additional " in this valley of, tears. in these moments land , land, we can redeem our souls from hell , passing through the great tribulation , because this world is , fallen under the control , domination, of, demons , Pharisees , Freemasons, Communists , and Islamic , etc. ..

[7 ] @ Benedict XVI --- what does this word of God ? [ "Eat freely of, all the trees of the garden, but not , eat from the tree of knowledge of good and of evil, for in the day that you eat of it , you shall surely die ! " Genesis 2 , 16-17 " Oh, Adam, lives and you , your partner, and this garden and eat plenty and where you want, but not , you get close to , this tree , which , not, have to , become the wicked " Sura 2.35 . ] And also Adam, while esserdo a perfect human creature , endowed of a human infused knowledge , not, was fit , in his human mind , to immaculate , discern all the evil ( the supernatural ) and all the good ( the divine ) .. that's why , (A) Cain was the carnal man (hell ), (B ) Abel was a spiritual man (6 havens : 1. paradise only : terrestrial , so doctrinal , for Muslims , witnesses of Jehovah , more , five heavenly paradises , for the saints, martyrs , etc. ..) (C) of Jesus , Bethlehem divine man .. I have faith in when I took my position on the Throne of YHWH and I paid the price of faith, for this choice, then , I macaws, became an, divine man , 5 years ago .. with a very difficult , and , painful , spiritual asceticism , that is , more of life , 40 years old , that is, to exit carnal man , and , overcome , the same supernatural , spiritual man ! however, the divine man , could also not be more perfect moral , spiritual man , because his is specific , one of, have found its location , on the throne of God, in the heart of Christ ! .. is therefore , normal that this faith will improve his Christian life


[ le stragi islamiche in Europa ! ] Abbiamo la certezza che la strage di Bologna, fu opera del terrorismo palestinese con cui l’Italia aveva stretto un patto. Ma per paura lo Stato ha incolpato i fascisti. verità e rivoluzione. Ho apprezzato moltissimo l’articolo di Giancarlo Matta. Finalmente qualcuno parla della matrice islamica delle stragi in Italia. Su alcune di queste stragi facciamo ipotesi, su Bologna possiamo dire che abbiamo una certezza. Dove la  certezza è riconosciuta sono i due attentati di Fiumicino,1973 e 1985, 45 morti in totale, mai ricordati da nessuno, forse non erano persone ma ologrammi. Il dirottamento dell'Achille Lauro e l'assassinio di Leon Klinghoffer, buttato in mare legato alla sua sedia a rotelle e i cittadini italiani su cui, davanti alla Sinagoga di Roma, un commando palestinese aprì il fuoco: Stefano Tachè di due anni è ucciso, innumerevoli i feriti. I palestinesi non hanno alcuna difficoltà a sparare sui cittadini italiani: per loro siamo carne da macello. Cominciamo da Bologna. Bologna: trent’anni fa i nazifascisti palestinesi causano la strage della stazione. Bologna è stata una strage nazifascista, ma è il nazifascismo palestinese, non quello nostrano il responsabile. Le  due persone che hanno detto la verità, Cossiga e Giuseppe Valerio Fioravanti non sono state ascoltate. Non sono nemmeno state menzionate. Nemmeno per dire: ma guardate cosa stanno farneticando questi due impuniti, non sono comici? Il silenzio è assoluto. Perché i governi tacciono? Nell’ultimo governo Prodi erano presenti anche Rifondazione Comunista e il Partito Comunista Italiano e anche loro hanno  mantenuto il silenzio, Quindi, contrariamente a quanto sostenuto sul Manifesto, non sono stati i fascisti, né i Massoni e non è coinvolto nessun servizio segreto di un paese occidentale altrimenti i comunisti avrebbero parlato. Inoltre se fosse dimostrabile che è stato un paese occidentale, all’Italia spetterebbe un risarcimento in denaro enorme, in quanto coinvolta in un atto di guerra non prima dichiarata. L’Italia accetta la testimonianza di Izzo, caccia sulle spalle di Fioravanti che ha già 4 ergastoli, un quinto ergastolo e lo ringrazia di non aver fatto troppo chiasso mettendolo fuori dopo venti anni e qualcosa. Lo schema di tutti i governi è: facciamo finta che sia stato Fioravanti e non ne parliamo più, perché se la verità viene fuori è una catastrofe per tutti e nessun governo se ne può assumere la responsabilità. La pista palestinese, l’esplosivo era dei palestinesi che lo stavano spostando insieme a Carlos, era a Bologna un suo uomo Krams. L’esplosivo è esploso per errore (Cossiga), oppure per punire l’Italia non abbastanza servile con i palestinesi (Commissione Mitrokhin). Carlos è un terrorista nero, rosso, verde, fascista, comunista e islamico, la cui moglie avvocato, ha difeso Klaus Barbie, gerarca nazista detto il “boia di Lione” e la “banda dei barbari” (gruppo di
islamici che per 23 giorni hanno torturato a morte un ragazzo ebreo a Parigi). La pista palestinese  ha senso perché: 1) Nessuno ha rivendicato la strage. È possibile si sia trattato di un errore. Non è l’unica strage non rivendicata, potrebbe far parte di una generica strategia della tensione. Indizio debole. 2) Non erano in molti, e Fioravanti non era tra questi, a disporre di quel quantitativo di esplosivo. L’esplosivo non si vende al supermercato. Occorre un grosso gruppo con molto denaro e grosse reti per avere grandi quantità di esplosivo. I palestinesi erano praticamente gli unici in quel periodo a corrispondere a questi requisiti. 3) Commissione Mitrokhin: a suo avviso l'attentato fu palestinese, non accidentale ma punitivo. I primi a parlare di pista palestinese. Indizio medio. 4) Ne parla Cossiga, che è uno dei pochi che conosce la verità in quanto ex-presidente della Repubblica. Prova inoppugnabile. 5) Cossiga ne parla e non viene denunciato da nessuno, ma le sue parole vengono fatte cadere nel vuoto. Nessun governo può permettersi la verità. Quindi la verità è qualcosa che deve rispondere a questo criterio. Se detta, causa una catastrofe a tutto il paese. Nessun governo se lo può permettere. 6) lo stesso Carlos, attualmente in carcere in Francia, ha riconosciuto che l’esplosivo era il suo. E solo la pista palestinese risponde a questo schema.
Nessun governo può parlare perché chi parla si becca l’attentato. Moro fecce il suo patto sciagurato per evitare attentati ai cittadini italiani, soprattutto se non ebrei. Chi minaccia attentati ricatta tutti. Chi dice la verità è considerato un provocatore dal
terrorismo islamico, e palestinese, che si scatena con rappresaglie contro innocenti. Il bellissimo discorso del Papa a Ratisbona è stato pagato da una suora italiana uccisa in Somalia e qualche decina di cristiani uccisi in Nigeria e i nati servi, la lista ve l’ho già data, hanno scritto che la “colpa era del Papa”. I nati servi hanno un addestramento meraviglioso a considerare la libertà di parola una provocazione. Hanno scritto sui loro giornali che il fatto che il Papa si sia permesso di battezzare Magdi Allam di persona è una provocazione insopportabile ed è lui il responsabile del terrorismo islamico. I nati servi odiano chi è libero. Il governo che dice la verità non sarà applaudito dai fascisti di sinistra che fischiano i ministri a Bologna perché loro preferiscono la menzogna della pista fascista, e si troverà di fronte i parenti delle vittime della nuova strage. Nessuno vuole la responsabilità di una nuova strage. Noi siamo persone responsabili. Il ricatto del terrorismo, “se parli ammazzo degli innocenti”, paralizza chiunque. In questo caso, però, c’è un secondo problema. Riconoscere che Moro aveva dato il permesso di spostare armi ed esplosivo ai palestinesi, dimostra che eravamo alleati di chi faceva la guerra ad Israele. Cioè noi abbiamo commesso atti di guerra contro Israele, senza una dichiarazione di guerra. Una roba di questo genere, se ufficiale, ci mette fuori dalla comunità internazionale. Vuol dire crediti bloccati e boicottaggio internazionale dei nostri prodotti, a meno di non subire un processo che stabilisca il risarcimento allo Stato di Israele, un risarcimento di guerra. Nemmeno la Somalia e l'Iran riconoscono il loro sostegno al terrorismo ufficialmente. Quindi il massimo che si è potuto  fare, il massimo, è stato far dire la verità a Cossiga, ufficiosamente, perché almeno la verità sia detta e ascoltata. Da chi è in grado di ascoltarla. Se su Bologna c’è un silenzio imbarazzato, su altre stragi c’è una certezza assoluta: i due attentati di Fiumicino, l’Achille Lauro, la sparatoria davanti, alla Sinagoga di Roma, il fuoco aperto su una folla piena di bambini di cui uno, di due anni resta ucciso. A Israele, oggi, debbo dell'ottimo vino, degli ottimi cosmetici, dei prodotti agricoli straordinari, dei magnifici libri, aiuti concreti a ogni mia catastrofe, terremoto o inondazione,  e la speranza molto forte che tra pochissimo il diabete di tipo 2 sia debellato. Ai palestinesi che sono tanto infelici e la loro infelicità deve pagarla il mondo, devo parecchie stragi ufficiali (Fiumicino), qualche morto sfuso, ma tanto erano ebrei (Achille Lauro, Stefano Tachè di due anni ammazzato per divertimento davanti alla Sinagoga di Roma, con la santa benedizione di Berlinguer, Lama e Pertini) e qualche strage ufficiosa: quella alla stazione di Bologna, ringraziando i palestinesi di Abbas e Carlos. La mia domanda è estremamente banale. Perché questo Stato dove gli imprenditori si suicidano regala ogni anno 6 milioni di euro ai palestinesi? Non voglio mantenere i palestinesi, perché è sbagliato finanziare questo popolo ufficialmente nazista, mentre ce ne infischiamo delle sofferenze di tibetani, sudanesi e somali. Stavo dimenticando i cristiani. I centomila cristiani uccisi ogni anno. Qualcuno anche nei territori palestinesi. Non voglio finanziare i palestinesi perché  ho il diritto detestare un aspirante Stato che vieta l’ingresso agli ebrei. Perché gli arabi musulmani possono vivere a Haifa e gli ebrei non possono vivere a Betlemme? Perché un aspirante Stato razzista, nazista e terrorista è finanziato con il denaro italiano, quindi anche mio? I vili che si sono tappati le orecchie resteranno nella menzogna.
Abbiamo pagato lacrime e sangue per la vigliaccheria verso il terrorismo.
Abbiamo pagato un tributo spaventoso. Ora è il momento del coraggio. Se dobbiamo attraversare lacrime e sangue, meritiamocelo, combattiamo il terrorismo, facciamolo a testa alta, per salvare la libertà nostra e dei nostri figli. di Silvana De Mari 

Mike2020able
2 mesi fa

Evil jews did 911 not Muslims     >    on   YouTube .

[6] King Saudi Arabia - for me, my faith is not something to sell at the market! I believe that faith should be a personal achievement, so as to get their lives, against to eternal death! but, no one, that would be, a bad man, like you, can have faith .. you have only a religious belief, which is a project of imperialism for satana, to destroy the human race ... Eih boy, but you do not believe you, you are already too old for that stuff, anyway?

rinnegando il cristianesimo l’Europa ha perso Dio e la propria identità, aprendo la strada al totalitarismo islamico. verità e rivoluzione. Rinnegando il cristianesimo l’Europa ha perso Dio, ha perso la capacità di dare un senso alla morte, ha perso la preghiera e quindi la possibilità di produrre endorfine, ha perso la propria identità. E quindi ha aperto la strada ai totalitarismi. Avevamo il posto di figli di Dio e lo abbiamo rinnegato. Siamo diventati i bambini dell’orfanotrofio, alla costante ricerca di un nostro Dio da scambiare per un nuovo padre. I totalitarismi garantiscono dal dolore della mancanza di un’identità, che è un dolore intollerabile, e garantiscono l’illusione della superiorità che è uno dei maggiori piaceri esistenti in natura. Il secolo ventesimo ha visto un primo scontro tra i sistemi democratici e liberali e il nazifascismo, che garantiva un’identità e una superiorità genetica. Il secondo scontro è stato con il comunismo sovietico e cinese: la superiorità morale. In questo momento lo scontro è con l’islam ed è uno scontro mortale, da cui i popoli liberali e democratici usciranno annientati se non ritroveranno la loro anima: la difesa dei diritti dell’individuo e solo dell’individuo, la difesa dei diritti spirituali dell’individuo, non dei suoi capricci. Uno Stato decente non “difende le religioni”, tutte, messe tutte sullo stesso piano, indipendentemente dal fatto che rispettino o contraddicano i diritti dell’uomo. Uno Stato decente combatte le religioni che opprimono l’individuo. Dove il coraggio di combattere per l’individuo è perso, allora non resta ai popoli che avevano avuto il privilegio di creare il concetto stesso di libertà, che il destino di diventare un popolo di schiavi o un popolo di morti. L’assassinio del regista olandese Theo Van Gogh, la distruzione della vita dello storico francese Robert Redereck, le vicende delle vignette danesi, l’impossibilità di vedere film come Submission o Obsession dimostrano come la libertà dell’Europa è già stata calpestata con gli scarponi chiodati dall’islam, e delle infinite schiere dei suoi aspiranti servi. La creazione di corti islamiche in Inghilterra che applicano la sharia e che condannano i mariti islamici che massacrano di botte le mogli a “seguire in moschea un corso sulla gestione della rabbia”,  dimostra come il fatto che il concetto che la legge sia uguale per tutti si è inginocchiato davanti all’islam. Nessuno si illuda: stiamo subendo un processo di colonizzazione. Questa colonizzazione si avvale di quattro pilastri: la demografia (data la maggiore natalità e l’immigrazione tra quaranta anni l’Europa sarà a maggioranza musulmana, e quindi, come ci ricordano il Gran Mufti di Londra e quello di Parigi, vigerà la sharia); la coercizione e la minaccia fisica (il terrorismo, le minacce e gli omicidi di chi osa opporsi all’islam. Ho l’onore di essere tra i minacciati); il vittimismo e la criminalizzazione della vittima. È l’Occidente che è cattivo e non sottostà al dovere di amare e rispettare l’islam, questa religione così intelligente e spirituale. Uno Stato democratico applica le stesse leggi a tutti i suoi cittadini e questo è tutto. Uno Stato democratico non è il paradiso, non è la Giustizia assoluta e nemmeno la felicità. Uno Stato democratico è uno Stato che applica le stesse leggi, fatte dalla maggioranza, a tutti e basta. Per uno Stato democratico che i suoi cittadini o le loro religioni siano in contrasto con quelle leggi, deve essere di interesse uguale a zero. La vita delle donne che credono (cioè islamiche) è dolore. Aisha, terza moglie del profeta Maometto, sposata quando lei aveva otto anni e lui 50. Questa bambina stuprata è riuscita a farci arrivare la sua voce. Per lei la vita è stato dolore e basta. Chi crede nell’islam crede nel diritto di un cinquantenne di mettere le mani sulle cosce di una bambina di otto anni, divaricarle e penetrare con il suo pene nella vagina troppo piccola di lei, coprendo con il suo peso, la sua puzza di cinquantenne, la sua bocca sdentata e il suo alito, il corpo di bambina. Dato che il profeta Maometto ha sposato una bambina, il matrimonio con bambine di 8 anni è permesso, o raccomandato come nelle parole dell’ayatollah Khomeini, in quasi tutti i paesi islamici. La frase di Aisha è riportata dai commentatori islamici perché le donne dell’islam capiscano che il dolore della loro vita è la norma. Persino la moglie preferita di Maometto ha avuto una vita che è stata dolore e solo dolore. E loro che si aspettano? L’islam ritiene che questo stupro sia giusto? I margini di dialogo davanti a un uomo di 50 anni che introduce il suo pene nella vagina di una bambina di 8 anni e che crea una religione, sono dannatamente limitati: o si è favorevoli e si diventa complici del carnefice, anzi dei carnefici, o si è contro. Contro fino alla morte, senza se e senza ma. Gli ebrei sono maiali. Affermazione è presente e ripetuta nell’islam. Maometto sterminò gli ebrei dell’Arabia per il rancore di non averlo riconosciuto come Messia. L’accusa agli ebrei era di aver ingannato lo stesso Dio scippandogli il titolo di popolo eletto che invece toccava agli arabi. Nella loro comica e cosmica ignoranza della storia la maggior parte degli intellettuali, termine di etimologia ignota, perché mi sembra poco verosimile che possa derivare dalla parola intelletto, fanno risalire l’antisemitismo islamico all’esistenza dello Stato di Israele. Idioti. È il contrario. È lo Stato di Israele che è stato creato come unico ratio per salvare gli ebrei dall’islam. “L’islam è una religione creata da un leader colpevole di genocidio, osceno e pedofilo”: per questa affermazione un ragazzo afghano di 23 anni è stato messo a morte. Noi abbiamo il diritto di ripetere questa affermazione? Noi abbiamo il dovere di ripetere questa affermazione. È sufficiente un’unica pecora nera perché l’affermazione che tutte le pecore sono bianche sia falsa. È sufficiente un solo dissidente, e nell’islam ce ne sono migliaia che vanno verso la morte pur di dire la verità su Maometto e l’orrenda religione che ha creato, che l’affermazione “ è la loro religione, è la loro civiltà” sia falsa, l’osceno belare degli utili idioti, innamorati del proprio ombelico, che dopo essersi schierati per decenni dalla parte dei carnefici sovietici e cinesi, ora si scherano giulivi come fringuelli dalla parte dei carnefici islamici. Chi afferma che “ le religioni vanno rispettate”, sta calpestando con gli scarponi chiodati la vita e il martirio di Mohamed Taha e di tutti i dissidenti islamici, giganti del coraggio e del pensiero. Le religioni vanno rispettate, ci rispondono. Socrate e Gesù Cristo sono andati a morte per essere rifiutati di rispettare la religione del sommo Giove che mette le corna alla moglie. L’idiozia che le religioni vanno rispettate, tutte, senza che sia necessario dimostrare che sono rispettabili, non è il verbo, ma l’affermazione di un pugno di burocrati dell’Onu nel 1994. Peraltro questa regola non si applica mai al cristianesimo. “Opere d’arte” come Piss Christ  (Criss http://it.wikipedia.org/wiki/Piss_Christ) , un barattolo di urina dell’autore in cui è immerso un crocifisso, sono permesse, amate, amate e pagate migliaia di dollari. Antisionismo è normalmente accompagnato da profanazioni alla religione ebraica. Chiunque tocchi l’islam, a cominciare da Oriana Fallaci o Magdi Cristianio Allam, si trova di fronte l’indignata protesta dei nostri intellettuali. L’affermazione sul necessario rispetto alle religioni è stata creata per difendere le religioni totalitarie, l’islam, e il fiume di quattrini che sta arrivando dall’Arabia Saudita non è certo marginale nella schieramento delle anime candide. Il nazismo ha due anime, tedesca e islamica (affermazione fatta da Adolf Hitler a Berlino il 22/11/1941). In quella terribile data Haj Amin al-Husseini, il Gran Mufti di Gerusalemme, la più alta autorità sunnita, dichiarò che il nazismo e l’islam avevano gli stessi valori e gli stessi nemici, affermazione discutibile per quanto riguarda l’islam laico e tutti i tentativi di riforma a cominciare da quello del sudanese Mohamed Taha, ma purtroppo innegabile per l’ islam integralista, wahhabismo sunnita e il khomeinismo sciita. In cambio dello schieramento di tutto l’islam, Siria, Giordania, Iran, Iraq e Egitto a favore di Hitler, il progetto iniziale dell’espulsione degli ebrei fu sostituita dallo sterminio, uno sterminio completo come quello compiuto dal profeta Maometto sulle tribù israelite dell’Arabia, ree di aver rifiutato di riconoscerlo come Messia. La soluzione finale risale al febbraio del 1942. In tale occasione fu anche fondata la XIII divisione SS, la divisione bosniaco-palestinese, per intenderci erano quelli che andavano a massacrare i partigiani serbi con il Corano sotto braccio e seguivano la prescrizione (è contenuta nella Sura 9 di segare gambe e braccia ai nemici dell’islam). Sempre nella stessa occasione Hitler e Himler si scusarono con il Gran Mufti di Gerusalemme, perché questa ignobile Europa giudaico-cristiana aveva osato fermare l’islam a Vienna. A proposito di Vienna, qualcuno ricorda la data in cui l’assedio fu spezzato? L’11 settembre. Certo. L’11 settembre 1683 il monaco italiano Marco d’Aviano con 80000 uomini spazzò via l’assedio di Vienna: 300.000 tra cavalieri e fanti. Non è un caso che la tecnologia, dalla vaccinazione al cellulare, dall’energia atomica alla resezione epatica secondo Tong Tan Tun, si sia sviluppata dove le religioni rispettano la libertà dell’uomo (giudaismo, cristianesimo, buddhismo), dove ci sono dei margini per il pensiero e la rielaborazione filologica. Solo dove la filologia è permessa si sviluppa la filosofia. Senza filosofia non c’è pensiero scientifico, senza pensiero scientifico non può esserci pensiero tecnologico. Il Corano è dettato, non ispirato. Non è permessa nessuna rielaborazione filologica. Il Corano si impara a memoria e basta. L’islam vieta le narrazioni (l’unica che è riuscita a formarsi, nonostante i divieti, Le mille e una notte, è attualmente vietata nella maggioranza degli stati integralisti), vieta il pensiero scientifico, perché la realtà appartiene a Allah ed è una mancanza di rispetto esplorarla. Vieta la musica (Allah il misericordioso verserà piombo fuso nelle orecchie di coloro che in vita avranno ascoltato musica). Islam vuol dire sottomissione. L’islam vieta la libertà.
L’ identità islamica è fortissima e totalitaria. Chi è islamico, è islamico e basta.
“Noi li sgozzeremo tutti, li sgozzeremo tutti fino all’ultimo bambino. Noi sgozzeremo anche i feti nelle madri” ( Yasser Arafat, Algeri 1985). Martin Luther King ha affermato che tra tutte le forme di razzismo la più ignobile e la più atroce, ancora più ignobile e atroce del suo popolo in catene, era quella che negava il diritto all’esistenza del piccolo Stato di Israele, perché senza quello stato gli ebrei avrebbero continuato a essere soggetti a genocidio. Nel '400 a Costantinopoli la popolazione cristiana era il 100%. All'inizio del secolo scorso la popolazione residua cristiana in tutta l'Anatolia era il 30%. Il genocidio degli armeni e le successive persecuzioni hanno portato attualmente la popolazione cristiana in Turchia allo 0,6 %. Chi ricorda che la Siria è la seconda culla della Cristianità? Le trecento chiese più antiche sono in Siria. Mentre andava in direzione di Damasco, San Paolo è stato illuminato. Costantinopoli è una delle tre città sante della Cristianità. Il Nordafrica è una delle culle della Cristianità: Sant'Agostino è nato in Algeria, che allora era verde, il granaio dell'impero. La sostituzione del maiale con il maledetto montone, che desertifica perché il suo morso strappa l'erba, e il taglio delle foreste per fabbricare le navi dei pirati saraceni (quelle che per 10 secoli, dal nono al diciannovesimo secolo hanno depredato le coste dell'Europa meridionale e in particolare dell'Italia Meridionale, facendo schiava la mia gente), hanno causato la desertificazione. Pakistan e soprattutto Afghanistan sono le culle del buddismo. In Afghanistan la originaria popolazione, gli azara, che hanno i caratteri somatici simili ai cinesi, islamizzati a forza, sono tutt'ora gli esseri inferiori rispetto alla popolazione pasthun, gli arabi con i caratteri semiti. Gli ultimi due buddhisti erano in pietra, risalivano al terzo secolo dopo Cristo e li ha fatti saltare Osama Bin Laden, così si è esercitato per le Torri Gemelle. Il Bangladesh era la culla dell'induismo, ma di induisti non ce ne sono più. Gli islamici ne hanno massacrato solo mezzo milione: gli altri dieci milioni circa sono diventati profughi e il mondo non li ha visti perché era troppo impegnato a guardare i palestinesi. Quando un popolo colpevole di genocidio è sconfitto e umiliato, è stato scelto il male minore. Chiunque affermi che l’islam rispetti le donne e che possa essere una religione di pace è molto disinformato o sta mentendo. Il motivo per cui combatto l’islam e lo combatto con tutte le mie forze e lo combatterò fino alla morte (che nel caso di uno che combatta l’islam non è un evento né teorico né lontano) non è solo la volontà di difendere la mia libertà e quella della mia terra. Io combatto per loro, gli uomini e le donne che vivono sotto questo tallone che soffoca qualsiasi libertà, qualsiasi narrazione, qualsiasi scintilla di pensiero scientifico. Odio l’islam con tutte le mie forze e amo ferocemente gli uomini e le donne dei popoli dove questa religione impera, e anche per loro sono disposta a morire. Amo quei popoli e odio la religione ignobile e crudele che uccide la loro libertà e il loro pensiero. Non c’è nessuna contraddizione. Termino con una citazione di Karl Popper in "Congetture e confutazioni" del 1985, mentre sta trattando della differenza tra "verità" e "certezza  scrive:
"In breve, la mia tesi è che noi, che viviamo in Occidente, nell'Europa occidentale ed in America, viviamo nella migliore società della quale si abbia storicamente notizia. Non ho mai riscontrato, né ho sentito qualcuno che potesse ragionevolmente sostenere il contrario". Questo meglio è dovuto al fatto che non siamo dittature e soprattutto che non siamo teocrazie. Nell’islam non è pensabile che il potere religioso e quello statale siano separati. È successo solo in Turchia e in Persia ai tempi dello scià e se succedesse di nuovo vorrebbe dire che non c’è nessun rischio per la libertà del mondo e che possiamo rasserenarci. Ma è difficile, perché Maometto è un capo politico e militare e perché nel Corano è specificato che l’islam deve sempre avere il comando politico. A un islamico (uno veramente credente, cioè, non uno dei milioni di individui che sono venuti in Occidente per liberarsi dei loro mullah e per vivere in pace) è consentito vivere sotto le leggi infedeli, solo se si sta adoperando con tutte le sue forze per conquistare militarmente o politicamente il paese. E torniamo a Popper. Che cosa ha dato la forza all’Europa e all’America di creare i valori di giustizia e libertà? Il cristianesimo, la spiritualità biblico evangelica, la legge di Mosè, la parola di Cristo. La salvezza del mondo passa dalla nostra. La nostra passa dal recuperare la nostra anima. di Silvana De Mari 09/12/2013

La Chiesa e i governanti relativisti che vogliono a tutti i costi le moschee prestino ascolto alla disperazione della madre di un mancato terrorista islamico suicida
Editoriale. Hayet Saadi, un’insegnante tunisina di scuola elementare, e suo marito ingegnere agricolo, cominciarono a preoccuparsi circa un anno e mezzo fa quando il figlio Aymen, di appena 16 anni, cominciò a frequentare assiduamente la moschea cinque volte al giorno. A casa lui cominciò a parlare di Jihad, intesa come guerra santa islamica, di partire per la Siria per combattere al fianco dei ribelli che vogliono prendere il potere scalzando il regime di Assad. Lo scorso 30 ottobre la polizia circondò ed assaltò l’abitazione della famiglia Saadi a Zaghouan e procedette alla confisca del computer e del cellulare di Aymen, prelevando il padre al commissariato. Quel giorno un terrorista suicida si era fatto esplodere in uno stabilimento balneare a Sousse, mentre Aymen era stato bloccato un attimo prima che si facesse esplodere tra un gruppo di turisti al mausoleo del fondatore della Repubblica tunisina, Habib Bourghiba, a Monastir. La storia raccontata ieri dall’International New York Times, illustra il ruolo delle moschee gestite dai salafiti, intransigenti esecutori del verbo coranico, nel lavaggio di cervello dei giovani tunisini. Si stima che ci siano migliaia di giovani tunisini trasformati in aspiranti terroristi suicidi dopo la ribellione che ha rovesciato il potere del presidente laico Ben Ali, enfaticamente ribattezzata la Primavera araba, andati a combattere in Siria, Iraq, Libia, Algeria e Mali per dare il loro contributo alla riesumazione della Umma, la Nazione islamica. Aymen ricevette l’ordine di farsi esplodere al mausoleo Bourghiba da un dirigente della rete del terrorismo islamico in Libia, dove si era recato per poter proseguire in Siria attraverso la Turchia.
La Tunisia era considerato il Paese più laico di tutto il Medio Oriente, dove per non frenare la produzione durante il mese del digiuno islamico, il Ramadan, Bourghiba si mostrò in televisione mentre beveva, così come è stato il Paese dove le donne hanno goduto di diritti civili paragonabili a quelli vigenti in Europa. Ebbene, dopo la proliferazione delle moschee sin dall’epoca di Ben Ali ma soprattutto dopo l’avvento al potere degli integralisti islamici di Ennahda, la Tunisia si è trasformata in una delle principali “fabbriche” che forgiano aspiranti terroristi suicidi islamici che vanno a espletare la loro Jihad ovunque nel mondo. Lancio un appello alla Chiesa cattolica, alle varie Chiese cristiane, ai nostri governanti europei ed italiani relativisti che si ostinano a volere le moschee costi quel che costi nel nome della concessione acritica e automatica del diritto alla libertà religiosa: prestate ascolto alla disperazione della madre di Aymen, che a 17 anni è stato bloccato un attimo prima di farsi esplodere dopo aver subito un lavaggio di cervello in moschea, convincendolo che il suo suicidio e l’omicidio del maggior numero di nemici dell’islam gli avrebbero spalancato le porte del Paradiso islamico. È la realtà che ci dimostra che non è affatto vero che tutte le religioni sono uguali, che non è affatto vero che cristianesimo e islam, Gesù e Maometto, Vangelo e Corano, chiese e moschee siano la stessa cosa. Diciamo No alle moschee, mobilitiamoci per arrestare l’invasione islamica al fine di salvaguardare il diritto inalienabile alla vita e alla libertà di tutti noi, compresi i musulmani che non si sottomettono all’atrocità dell’ideologia del Corano e di Maometto. di Magdi Cristiano Allam 20/12/2013


burqua zombies one! il ritorno dei morti viventi, horror sharia dark
lorenzo scarola

Facciamo il presepe per salvaguardare la nostra civiltà dall'invasione islamica
No islam. Ricordo ancora quando mio padre mi portò a Napoli a vedere il Museo di Capodimonte, con i preziosissimi presepi, alcuni molto piccoli contenuti in una conchiglia. Bellissimi, certo, ma non commoventi. Mi commuovono molto di più i presepi autarchici e ruspanti delle case, con i giocattoli dei bambini in mezzo ai pastori, la boccia del pesce rosso che fa lo stagno. Il presepe è la rappresentazione del cambiamento che c’è stato nel mondo, la frase  "Pace in terra agli Uomini di Buona Volontà", per la prima volta compare nella storia. Buon Natale per tutti e pace in terra agli uomini di buona volontà. Che cos'è il Natale? Il momento che divide il mondo in un prima e in un dopo. Il mondo è cambiato. Prima di questa data non c'era l'idea teorica che il bambino, la donna, lo sconfitto, l'inerme avessero una qualche dignità. Il cervello umano, non mi stancherò mai di dirlo, è naturalmente feroce ed inoltre, con l'acquisizione del pensiero razionale, sono stati persi molti istinti che ispirano eccessi di ferocia, presenti in molti animali. Che cos'è il cristianesimo? È una religione completamente estranea all'Europa. Noi europei di origine non ebraica avevamo altre religioni: il sommo Giove, con famiglia legale e concubine, cugini di primo, secondo e terzo grado, figli legittimi e non, e questi erano la parte migliore della comitiva, cui si sono aggiunti e sovrapposti un’altra schiera di gentiluomini, il più famoso Odino.
Il presepe festeggia la prima volta nella storia in cui è stato posta l'idea che la pace sia migliore della guerra vittoriosa, concetto assolutamente balzano. Pace in terra agli uomini di buona volontà. È la prima narrazione incentrata su una donna con un bimbo in braccio. Una narrazione dove i pezzenti ( pastori, raccoglitori di legna, portatori di acqua eccetera eccetera sono messi sullo stesso piano dei re, i re sono talmente multi etnici che di più non si può). Veramente vogliamo rinunciare a tutto questo splendore?
E poi il presepe lo faceva anche la mia mamma. Augurare Buon Natale non è un’affermazione religiosa, ma etnica. Facciamo un esempio: supponiamo di trovarci in un paese buddista dove festeggiano il compleanno di Budda o qualcosa del genere. Pregare, recitare mantra è un gesto religioso, partecipare alla festa, organizzare la festa è un gesto etnico. Un gesto di affetto per la gente che vive in quel paese e ha quella fede, un gesto di allegria, tutto qui. Se nelle scuole pubbliche si imponesse la messa, imposta a tutti, sarebbe un gesto religioso, un gesto di arbitrio per i bambini di fede diversa. Fare il presepe, augurare buon Natale è un gesto etnico, un gesto di affetto per il paese e le sue tradizioni religiose, non un’assunzione di fede religiosa. Chiunque abbia fatto il turista in un paese buddista ha portato al collo almeno una volta una collanina di fiori; questo non vuol dire che si è convertito. Chiunque stia in un paese a maggioranza cristiana dice Buon Natale se ama la gente del posto e la sua storia e non lo dice se la odia. Che sia credente o meno, se sia cristiano o di un'altra religione è irrilevante. Negli anni ’70 mi sono trovata spesso in paesi musulmani e ho partecipato a festività. Mangiavo i dolcini che mi offrivano e ricambiavo i sorrisi. Quando sono in Israele mi fa molto piacere che mi dicano Shabat Shalom o Buon Purrim e ci resterei malissimo, mi sentirei esclusa se non lo facessero. Non vuol dire che mi sono convertita, vuol dire solo che facevo festa con delle creature umane che facevano festa.
Tutti gli insegnanti che non permettono che venga fatto il presepe per non offendere la sensibilità dei bambini islamici, stanno in realtà offendendo quei bambini, stanno impedendo che diventino un pezzo della nazione, stanno loro imponendo di restare un corpo estraneo. Inoltre questi bambini cosa sono destinati a diventare nella mente di queste maestre? Muratori in nero? Questi bambini sono destinati a studiare storia dell’arte, e studiare Dante. Forse è il caso di cominciare a spiegare qual è il fondamento su cui posa la civiltà di cui sono venuti a far parte, non di cui sono venuti a fare il corpo estraneo o l’invasore, la civiltà cui devono integrarsi. Natale è l’occasione speciale perché comincino a conoscere la civiltà che li accoglie e in cui vivranno.
Le maestre politicamente corrette fanno un gesto di razzismo ritenendoli non abbastanza intelligenti da voler conoscere usanze non loro, stanno riconoscendo il diritto all’intolleranza islamica più integralista. Il Gran Mufti di Londra ha specificatamente vietato di festeggiare feste cristiane e in particolare Pasqua e Natale, in Pakistan c’è la pena di morte per chi fa il presepe. Gli insegnanti che non permettono che venga detto Buon Natale, come non è permesso in Arabia Saudita e Pakistan, adeguandosi da bravi, giudiziosi aspiranti schiavi, riconoscono le affermazioni dei mullah e degli imam più integralisti: le feste cristiane offendono l’islam. È giusto quindi punirle. Gli insegnanti politicamente corretti non lo sanno, e se lo sapessero ne sarebbero fieri, che il loro comportamento è citato su internet e sui giornali pachistani.
Persino in Europa, pesino in Italia dove c’è il Papa le maestre sanno che Pasqua e Natale  offendono l’islam. Quando c’è un bimbo islamico smettono di festeggiarli e parlano di festa dell’inverno e festa delle primavera come Hitler. Quindi è giusto condannare a morte chi fa il presepe, è giusto condannare a morte chi, pronunciando il padre nostro, bestemmia. Nell’islam noi siamo servi di Dio, non suoi figli: Il Padre nostro è considerato una bestemmia passibile di condanna a morte. Quegli insegnanti stanno riconoscendo il dovere della civiltà cui loro appartengono di suicidarsi e di essere calpestata. In cambio si sentono superiori alla loro civiltà rinnegandola ed è sempre carino sentirsi superiori ai nonni e ai vicini di casa. In un momento in cui i cristiani sono fisicamente attaccati, attaccare il cristianesimo e i suoi simboli è comunque un sistema di schierarsi con i prevaricatori, che è sempre una posizione comoda. Riporto alcuni passi del “rapporto sulla integrazione” pubblicato sul sito del Primo Ministro Francese, Jean Marc Ayrault. La parola integrazione è usata a a sproposito: si tratta in realtà di multiculturalismo. Multiculturalismo e integrazione sono parole opposte. Integrazione: tutti si integrano ad un’unica civiltà, quella del paese di accoglienza. Multiculturalismo: la nazione resta frammentata in miriadi di sottonazioni, di minoranze, ognuna rinchiusa nel suo astioso vittimismo e nel suo disprezzo per tutti gli altri. Tutto ruota sul folle principio secondo cui chiedere agli stranieri di integrarsi non è giusto, perché non è giusto considerare cultura e identità del paese ospitante più importanti delle culture degli immigrati e quindi occorre “riconoscere tutte le migrazioni come costitutive della nazione”. Si introduce il concetto di “identità multipla”. Questo è un errore. In primo luogo ogni popolo, inclusi quelli europei hanno diritto a una loro terra dove vi siano le loro usanze e si parli la loro lingua: questo principio basilare non può essere negato mai, pena la guerra civile nelle strade. Inoltre la civiltà del paese ospitante è in questa fase storica la più funzionale antropologicamente, quella vincente dal punto di vista economico. Se i popoli arabi lasciano i paesi arabi per venire in paesi occidentali è perché in questa fase della storia la civiltà occidentale è funzionale. Sono a casa mia mentre fuori diluvia  e bussano alla porta: c’è il mio vicino di casa che mi chiede di entrare. Lui e suoi bambini sono fradici, moriranno di polmonite se non li faccio entrare. Accetto di ospitarli. A questo punto il mio vicino tira fuori il trapano e comincia a a fare buchi nel mio tetto spiegando che è la sua civiltà. Fare i buchi nel soffitto sarà anche stato funzionale secoli fa quando c'era la siccità, adesso è disfunzionale. Chi viene nella mia casa deve adattarsi a non farli, o anche io mi ritroverò fradicia e arrabbiata. Se il Nordafrica è nel disastro non è per “colpa“ del colonialismo, finito più di mezzo secolo fa, che in tutti casi ha scolarizzato, ma per colpa di un sistema che schiavizza le donne e non incoraggia l’impresa privata e il successo lavorativo. Questo sistema se importato in Europa ridurrà l'Europa al disastro africano, invece che integrare gli immigrati al successo europeo.  In Francia vogliono  riscrivere la storia “parlando dei movimenti di popolazione per via dello schiavismo, le colonizzazioni, la decolonizzazione, le immigrazioni, i rifugiati, i movimenti dei Rom e gli arrivi dovuti alle primavere arabe”. Riscrivere la storia. Cosa ci ricorda se non Orwell? Bisognerebbe valorizzare l'insegnamento dell'arabo introducendolo nelle scuole migliori e nei licei: perché sprecare risorse per imparare una lingua che non è stata usata per nessuna scoperta scientifica negli ultimi 8 secoli, che non ha scritto nessun capolavoro letterario?  Dalle scuole secondarie comunque si potrà offrire anche un corso di lingue africane come “il bambara, il dioula, il lingala o lo swahili”: sono linque analfabete. La Francia suggerisce inoltre il documento dovrebbe assumere “la dimensione arabo-orientale così come quella afro-antillese della sua identità e uscire finalmente dalla sua attitudine postcoloniale”. Si suggerisce “la soppressione delle disposizioni scolastiche discriminatorie che vietano di portare il velo e quelle che impediscono alle mamme velate di accompagnare i figli all'entrata della scuola”. E la sbandierata laicità? Bisognerà rivedere tutti i registri lessicali usati dalle istituzioni e dai media per impedire che si descrivano le persone e quindi bisognerà vietare a tv e giornali di menzionare la nazionalità, l'origine, l'appartenenza etnica, il colore della pelle, la religione o la cultura dei soggetti protagonisti delle vicende di cronaca e, per essere sicuri che i giornalisti obbediscano, si consiglia di approntare un apposito delitto di “molestia razziale” e la creazione di una speciale corte che garantisca i diritti degli immigrati. Nel saggio France Orange Mecanique è spiegato come l’80 % dei crimini commessi in Francia siano commessi da cittadini francesi di origine islamica. Questi folli dati già sotto censura devono essere ulteriormente nascosti. La frase sarà: un cittadine francese ha commesso ieri una rapina. Se il nome del cittadino, Mohamed, viene scritto, è molestia razziale. La libertà di stampa? Si ritiene necessario riconoscere il carattere discriminante di alcune prestazioni (come i sussidi agli anziani) che vengono riconosciuti solo a chi risiede da almeno 5 anni e favorire invece l'automaticità per tutti all'accesso alle prestazioni,  sopprimere la necessità di possedere la cittadinanza per accedere ad un impiego pubblico e la creazione di maggiori garanzie in materia di ordine pubblico che obblighino le forze di polizia a fornire una motivazione esplicita per giustificare ispezioni e controlli, si consiglia caldamente di spingere i comuni a dare nuovi nomi “inclusivi” a strade, piazze e luoghi pubblici che richiamino la storia delle migrazioni. La storia insegnata a scuola descrive come grandi uomini personaggi che per la maggior parte sono bianchi ed eterosessuali. Il fatto è che la storia l’hanno fatta loro. Contro la dittatura del pensiero, per la libertà, per la Pace in Terra agli Uomini volontà, perché nel Pakistan non lo possono farlo, facciamolo noi il presepe.
di Silvana De Mari 19/12/2013
lorenzo scarola

[ Daniela Santanchè, processata a Milano per aver organizzato senza autorizzazione una protesta anti burqa nel 2009, durante la preghiera di fine Ramandan, burqa Bonino Bildenberg burqa UE burqa satana burqa USA ] Dopo 50 anni di movimento di liberazione della donna l'Europa si sta estinguendo e sarà colonizzata dall'islam. verità e rivoluzione. Ricorro a un aneddoto per spiegare un punto fondamentale. La terribile morte di una dodicenne indiana ripetutamente violentata da un branco di uomini adulti e poi bruciata viva, ci riporta all’eterna, inoppugnabile, eppure negata realtà che in nessuna civiltà come in quella occidentale, cioè in quella ebraico cristiana, le donne abbiano rispetto e diritti. La civiltà indiana ha interi templi che campano sulle prestazioni delle prostitute sacre, consegnate al tempio tra i sette e gli otto anni. La pedofilia è ammessa. Mancano in India circa 20 milioni di bambine, sterminate con aborti selettivi e infanticidi. Quando l’India fu conquistata dall’Impero britannico era ancora in uso la discutibile abitudine di bruciare vive le vedove sulla pira funebre del marito. Terminò perché l’impero britannico la vietò. Da qualche parte nel Pakistan, all’epoca faceva parte dell’India, contravvenendo alle disposizioni una vedova stava per essere bruciata. Alla cerimonia si presentò lord William Bentinck, il generale britannico con annessi dragoni. «La nostra civiltà ci ordina di bruciare le vedove, lei non ha diritto di giudicarla», dissero gli indiani. «Io non esprimo giudizi », li rasserenò il generale. «Semplicemente appartengo a una civiltà che mi ordina di sparare su chi sta bruciando vivo una donna, i fucili ce li ho io ». Quel luogo fu evitato e la bizzarra abitudine di bruciare vive le vedove fuabbandonata. Il movimento di emancipazione femminile, Oriana Fallaci, Hirsi Alì, Suad Sbai,  sta dalla parte del generale. Il movimento di liberazione femminile invece, "senza sé e senza ma", lo avrebbe condannato come colonialista, oppressione dei popoli. Vorrei spiegare questo punto fondamentale e vorrei prendere spunto dal bell’articolo di Giancarlo Matta, e soprattutto dalla strepitosa foto della signora Bonino, mentre con l’asciugamano d’ordinanza sulla testa parla nell’ Iran degli ayatollah, che si sta preparando a distruggere lo Stato d’Israele con un Olocausto nucleare, ma noi siamo educati e facciamo tutti finta di credere che una nazione che galleggia sul petrolio abbia bisogno di centrali atomiche. Il femminismo ha avuto due parti, il movimento di emancipazione femminile e il movimento di liberazione. Spesso confusi l’uno con l’altro questi due movimenti sono assolutamente antitetici. Il movimento di emancipazione femminile era un onesto movimento che voleva diritti civili, pari opportunità, il diritto legale a gestire la propria sessualità. Qualche cosa può essere “un peccato”, ma non deve essere un reato, altrimenti siamo in una teocrazia. Quando io mi sono laureata, 1976, era un reato somministrare anticoncezionali, vigeva ancora il codice Rocco. C’era l’obbligo di denuncia al medico provinciale ogni volta che si causava sterilità permanente o temporanea, vale a dire anche se si prescriveva un anticoncezionale ed era ancora in vigore la legislazione sul delitto d’onore.
Era un movimento che chiedeva che davanti alla legge  prima di tutto si fosse una persona, e poi un uomo o una donna. Era basato sull’amore, l’amore per se stesse, per gli uomini, per la vita, per il mondo. Il movimento di emancipazione femminile, come ogni movimento di emancipazione voleva l’emancipazione, cioè l’abolizione di leggi discriminatorie. Chiunque stia richiedendo il diritto di voto e la parità di diritti lavorativi è per definizione dalla parte della ragione e sta attuando, che ne sia cosciente o no, il messaggio cristiano: dopo Cristo non ci saranno più ( differenze di dignità tra) ricco e povero, cittadino e straniero, uomo e donna come dice San Paolo.Il movimento di liberazione è stato un movimento basato sull’odio, sull’odio isterico per i maschi, per la vita, per la maternità, la civiltà ebraico-cristiana, il mondo occidentale  e soprattutto per se stesse. Con un’analogia che equipara l’Occidente al maschio prevaricatore e tutto quello che non è occidente alla femmina sfruttata, il movimento di liberazione ha festeggiato i più atroci e misogini dittatori. Le sue appartenenti hanno portato i loro deretani inguainati in mutanda di cotone rigidamente senza pizzetto a scodinzolare davanti a Khomeini, in quanto leader che si opponeva alla fallocrazia borghese occidentale. Chiunque sia andato in piazza a  bruciare il reggiseno era una persona con una gravissima dismorfofobia e alterazione dell’io corporeo, quasi sempre anche con disturbi alimentari, individui che, cito testualmente, hanno ritrovato il senso del loro esistere dialogando con la loro vagina. Dopo mezzo secolo  di dialogo ora difendono a spada tratta il diritto della donna islamica a portare il burqa ed essere lapidata.
Nessuna contraddizione: la base di tutto questo è l’odio di sé. L’odio assoluto per il movimento di liberazione femminile è per le donne. La continua profanazione della maternità è ossessivamente presente nei media, nella cinematografia, nei romanzi. Gli alberi si giudicano dei frutti. Dopo cinquant’anni di libertà sessuale e liberazione femminile, i risultati sono che ci  stiamo estinguendo. Il sistema patriarcale basato sulla divisione di ruoli maschile femminile, sulla monogamia, sulla indissolubilità del matrimonio, e sul valore, o sul mito, della verginità prematrimoniale era un sistema antropologicamente vincente. Ha permesso di mantenere la natalità talmente alta che siamo riusciti a sopravvivere a una serie di catastrofi quali la peste del 1300, la perdita di popolazione costiera dovuta alla tratta degli schiavi delle navi saracene, carestie, guerre, che adesso ci annienterebbero. Ha permesso uno sviluppo culturale incredibile. Ora abbiamo una natalità di 1. 3 per madre il che vuol dire che ci stiamo estinguendo.
La nostra crisi demografica è fondamentale per la libanizzazione dell’Europa. Con il termine libanizzazione s’intende una immigrazione islamica sempre più massiccia sino a che la popolazione infiltrata diviene maggioranza. Ci sono anche altri effetti della distruzione sistematica della famiglia: la solitudine, la tristezza, la terrificante fatica dell’essere genitore  monoparentali. Il danno più grave comunque è la perdita di popolazione. Potremmo non avere un futuro. Grazie al calo della popolazione, una catastrofe demografica superiore a quella della peste del 1300, possiamo ora essere occupati dell’islam.  È dal 1973 che la conquista dell’Europa è stata stabilita. Le persone povere arriveranno come immigrati, sempre più numerosi, mentre il potere finanziario dei petrodollari comprerà le strutture portanti. Il movimento di liberazione femminile attaccando la maternità e la famiglia ha causato la crisi demografica che consegnerà l’Europa all’islam. La signora Bonino si sta allenando. È possibile che nel 2050 l’Europa saràislamica. Nessuna controindicazione, nessuna contraddizione nella femminista che porta il velo islamico. La base del movimento di liberazione della donna è l’odio per l’Occidente, della vita, e soprattutto della religione ebraico-cristiana.
di Silvana De Mari 16/01/2014
lorenzo scarola
Sono felice e pronta a combattere per Israele. Ma il Giorno della Memoria serve ai nemici di Israele. verità e rivoluzione. Noi dobbiamo cercare di essere sempre il più felici possibile, tenendo l’attenzione su quello che ci rende felici. Quindi oggi vi parlerò di cosa mi rende felice e dedicherò per la seconda volta la giornata di oggi ai vivi e non ai morti. Da quando mio padre davanti alle mura della risiera di San Saba cercò di spiegarmi cosa era successo, avevo circa 8 anni, non è mai passato un intero giorno, lo giuro, in cui  io non abbia pensato almeno una volta ai campi di sterminio. A questo pensiero con l’aumento delle mie conoscenze storiche se ne sono aggiunti altri: l’orrore per la cosiddetta crociata dei pastorelli, gli ebrei, tutti, anche i neonati, bruciati vivi insieme ai lebbrosi per l’accusa di aver causato la peste del quattordicesimo secolo (i lebbrosi, loro almeno, non sentono il dolore del fuoco, gli ebrei lo sentivano), l’orrore per i roghi di Torquemada, seimila roghi in un unico giorno, per i pogrom, per tutto l’odio, per il disprezzo (che in realtà nascondeva il complesso di inferiorità davanti alla straordinaria potenza intellettuale dovuta allo studio della Torà e del Talmud). Faccio parte di quelli che allo sterminio degli ebrei pensano 364 giorni l’anno, 364 appunto, e non 365, oggi non voglio pensarci, perché la Giornata della Memoria, oggi, mi lascia sempre più perplessa, mi sembra sempre di più un sistema per rilanciare l’antisemitismo, l’odio contro Israele: verbalizzato anche da molti filosofi o sedicenti tali, Asor Rosa, tanto per non far nomi: quelli in coda davanti alle camere a gas, quelli erano ebrei perbene, con la stigmate della sofferenza, non questi insopportabili israeliani che se qualcuno cerca di ammazzargli i figli prima aprono il fuoco e poi intavolano la discussione su cosa sta succedendo. Quindi oggi dirò tutto quello che mi rende felice: mi rende felice che contro ogni aspettativa, contro tutti i poteri il sionismo abbia vinto e abbia fondato il suo Stato. Sono felice per la bandiera israeliana che sventola su Gerusalemme la città di re Davide, sono felice per le persone che pregano davanti al Muro Occidentale, sono felice per i bambini sulle spiagge di Tel Aviv, sono felice per i campi, per le vigne, per gli alberi di melograno. Sono felice per il deserto del Neghev, che è tutto giallo, e poi improvvisamente esplode nel verde del palmeto, perché c’è il miracolo del Kibbuz. Irrigato con l’acqua desalinizzata del Mar Rosso, il deserto germoglia e fiorisce, l’irrigazione avviene sotto terra, così da non sprecare una sola goccia d’acqua, i melograni e le viti vivono sotto grandi tende così che il sole non le bruci. Sono felice per tutte le famiglie che il venerdì sera accendono le candele e cantano dopo aver trasformato il tavolo della cena in un tempio e per quelle che non lo fanno perché sono laiche e non ne hanno voglia, sono felice per i rotoli dei Talmud che sono al sicuro e non possono più essere bruciati dal papa o dal doge di turno, sono felice per i soldati con le loro armi e i loro carri armati, perché grazie a loro e solo grazie a loro oggi gli ebrei sono al sicuro. Ha detto l’Ayatollah Khatami, che se non ricordo male è quello moderato, quando l’islam avrà la bomba atomica il problema palestinese sarà risolto (l’eufemismo vuol dire gli israeliani saranno sterminati in un olocausto nucleare, che Vattimo, Dario Fo e il regista francese Godard, tutti i siti no global e tutti gli ammiratori di una cultura di morte saluterebbero con sofferto ma indubbio sollievo).
Aggiunge Khatami, è questo che vuol dire essere una cultura di morte, gli israeliani risponderanno con le loro testate nucleari e ci faranno qualche milione di morti: siamo un miliardo e duecento milioni di persone, ce lo possiamo permettere. Questa è la differenza, quando ci fu la crisi di Cuba, l’ambasciatore sovietico e lo stesso Krusciov dissero: non siamo pazzi. Non vogliamo morire. Perché non dovremmo voler morire, chiede Khatami: chi muore per l’islam va in paradiso. La notizia è che Israele il problema palestinese è già in grado di risolverlo, per usare l’eufemismo di Khatami, visto che ha la sesta aviazione militare del mondo e che i palestinesi non hanno una contraerea. La prima differenza tra israeliani e palestinesi è questa: tutte le mattine gli israeliani si svegliano perché i palestinesi e tutti i loro dubbi alleati non hanno potuto ucciderli, tutte le mattine i palestinesi e i loro dubbi alleati si svegliano perché gli israeliani non hanno voluto ucciderli. Questa è la differenza tra cultura di vita e cultura di morte, tra chi accetta anche di uccidere perché deve proteggere i propri figli e chi uccide per il piacere di farlo e balla per strada mentre i bus scolastici o le Torri gemelle sono nel fuoco. Shalom amici israeliani. Il vostro straordinario e bellissimo inno nazionale vuol dire pace. Shalom. Avete nemici tremendi, ma anche amici, sono tra questi, che in ogni istante senza un attimo di esitazione sono disposti a dare la vita per voi. Porto sempre su di me la stellina di Davide, è il mio simbolo per questo patto.
Sono disposta a combattere per Israele per l’orrore delle persecuzioni subite, persecuzioni di cui la nazione  in cui sono nata è stata  in prima linea. Sono disposta a combattere  per Israele per ammirazione per la culture ebraica, i libri, la musica, i pittori, gli architetti, gli scienziati. Sono disposta a combattere per Israele per il coraggio con cui questo Stato si è formato, solo, senza nessun protettore, meno che mai gli stati europei, meno che mai gli Usa, dove la lobby del petrolio non voleva perdere l’amicizia dei grandi produttori per Israele. Sono disposta a combattere per Israele per la sua compassione, perché se al posto degli Israeliani ci fosse Putin o anche solo Churchill, la risposta israeliana non sarebbe stata nemmeno lontanamente paragonabile a quello che è. Sono disposta a combattere per Israele perché dietro Israele ci siamo noi, noi civiltà occidentale, certo, ma soprattutto noi italiani, visto che Roma è la quarta città santa dell’islam e come la Sicilia appartiene già all’islam.
L’esercito israeliano combatte anche per noi. Battiamoci per Israele. di Silvana De Mari 27/01/2014
lorenzo scarola

TERRORISMO ISLAMICO - Dobbiamo salvare i cristiani, difendere Israele, dare una via di fuga agli uomini e alle donne da una teocrazia terrificante. verità e rivoluzione. 16 gennaio 2013 un commando jihadista attaccava il complesso di gas di In Amenas, nel sud dell’Algeria, uccidendo e sequestrando decine di lavoratori quasi tutti stranieri (…). Nessuno sospettava che su una tragedia del genere il governo di Algeri potesse stendere una coltre di silenzio rendendo difficile la ricostruzione dei fatti e, persino, l’accertamento del numero esatto delle persone, tra vittime e assalitori, rimaste uccise. Ancora oggi si è fermi al bilancio, reso noto due giorni dopo la conclusione del sequestro, secondo cui 37 cittadini stranieri di otto diverse nazionalità, una guardia di sicurezza algerina e 29 terroristi rimasero uccisi all’interno del sito di gas. Dati che, da subito, suscitarono perplessità giacché risultava che il commando fosse composto da almeno 40 elementi. Una versione vicina alla realtà la fornì il quotidiano arabo El Watan rivelando l’uccisione di oltre 30 jihadisti mentre altri sette sarebbero stati catturati dalle forze algerine. La presenza di jihadisti, da tempo infiltrati tra le maestranze che avevano offerto al commando terrorista sostegno informativo e logistico. Nonostante la repressione delle autorità algerine, i membri del nuovo gruppo terrorista guidato da Belmokhtar, al Mourabitoun, hanno fondato diverse scuole per l’addestramento di giovani kamikaze alcuni dei quali si sono già immolati in Mali, Libia e Siria. L’ accidentale uccisione di ostaggi da parte delle truppe speciali algerine è un incidente che può capitare anche nelle migliori famiglie, ma che dimostra che l’interesse per la sopravvivenza degli infedeli non fosse prioritaria.  Durante quell'attacco come durante gli episodi in Kenya, chi dimostrava di essere islamico con la capacità di recitare il Corano era salvato, gli altri scannati come cani. La teoria teologica di riferimento è il versetto del Corano che recita: "Uccidi gli infedeli ovunque si trovino". Negli ultimi due giorni i cristiani uccisi sono solo una settantina. Il massacro è avvenuto in Nigeria. Tutti i commentatori ci stanno spiegando le motivazioni del massacro. Il massacro è stato organizzato dalle organizzazione islamiche estremiste, che è un gran bel termine, perché è sufficiente che qualcuno sia più estremista, che qualsiasi folle fa le figura del moderato. Rispetto a Hitler, Mussolini era un dittatore moderato, e rispetto a Stalin era moderato Krusciov e così via. Se paragonati ai salafiti, che vietano di tagliare il pomodoro in senso sagittale perché può formarsi il disegno della croce, certo i Fratelli Musulmani sono moderati. E quelli che ai cristiani vogliono togliere qualsiasi proprietà e qualsiasi diritto civile, ma sono disposti a lasciarli vivi, sono moderati rispetto a chi li sta ammazzando come si ammazzano i cani rabbiosi, come si sterminano i topi di fogna, nell’indifferenza generale di un Occidente folle di buonismo islamicamente corretto e di delirante amore per il terrorismo islamico, quello palestinese in primis. La domanda numero uno: chi è stato? Trova una facile risposta: gli integralisti, anzi i salafiti, che in arabo vuol dire integralista, ma così cominciamo a imparare la lingua, il primo passo di chi si avvia alla sottomissione. I salafiti sono un gruppo a parte, l’islam è tanto buono. Non dobbiamo criminalizzare tutti per una minoranza. Gli integralisti esisteranno sicuramente anche nel buddismo, però in questa fase storica non massacrano gli stranieri a decine, quindi una religione che se interpretata in maniera integrale è omicida, già si presenta male. Vorrei ricordare che il numero di tedeschi che era favorevole allo sterminio degli ebrei inclusi i bambini era una minoranza: questo non ha salvato gli ebrei. La maggioranza dei turchi non era favorevole allo sterminio degli armeni e in particolare delle donne e dei bambini: questo non ha salvato nessuno. E' sufficiente che il 20 % di una popolazione sia favorevole alla violenza indiscriminata sui civili perché quella popolazione sia mortalmente pericolosa, estremamente pericolosa, potenzialmente genocidaria. E così la domanda numero uno è a posto. Si passa alla domanda numero due: perché? Le spiegazioni sono numerose. Scelgo a caso tra le varie ipotesi. L’attentato è stato fatto come reazione a un qualche atto non gradito del governo, come reazione alla cattiveria dell’Occidente, cattivo a prescindere, per destabilizzare il governo centrale e/o locale per scatenare una guerra interreligiosa. L’ipotesi che il massacro è stato fatto per massacrare i cristiani, che per l’islam sono infedeli, è un concetto troppo cattivo per il commentatore medio. L’islam è una religione fondata da un generale che l’ha imposta con la spada e che ordina di uccidere gli infedeli ovunque si trovino. I cristiani in Nigeria, come quelli del Senegal, come quelli del Kenya, come l’intera popolazione di Israele, ma anche come l’intera popolazione dell’Europa sono infedeli. Non tutte le persone di convinta e reale fede islamica desiderano ucciderci. La maggioranza desidera solo dominarci in una posizione di sottomessi che si dice dhimmi. Non è possibile, il Corano lo vieta, che un musulmano possa convivere con non musulmani rispettandoli e a diritti pari. Ciò che il Corano comanda a proposito di noi infedeli: Sgozza gli infedeli ovunque li trovi (2:191); Fai la guerra agli infedeli che vivono vicino a te (9:123); Quando si presenta l’occasione, uccidete gli infedeli ovunque li si catturi (9,5); Gli ebrei ed i cristiani sono pervertiti; combattili (9:30); Uccidete gli ebrei ei cristiani, se non si convertono all¹islam o se rifiutano di pagare la jizya [tassa dell'umiliazione] (9,29); Mutilate e crocifiggete gli infedeli se criticano l’islam (05:33); Punite i miscredenti con indumenti (gabbie) di fuoco, aste di ferro con ganci, acqua bollente, si fondano la loro pelle e il ventre (22:19-21); Ogni religione diversa dall’islam non è accettabile (3:85); Non cercare la pace con gli infedeli; decapitateli quando li prendete prigionieri (47:4); Terrorizzare e decapitare quelli che credono in altre scritture diverse dal Corano (8,12); I miscredenti sono stupidi; esortate i musulmani a combatterli (8:65); I musulmani non devono prendere gli infedeli come amici (3:28); I musulmani devono radunare tutte le armi possibili per terrorizzare gli infedeli (8:60); Gli infedeli sono impuri e non vanno lasciati entrare in moschea (9,28). Ogni islamico che sbarca in Europa porta con sé la sua fede e la sua fede afferma: uccidi gli infedeli ovunque si trovino. Noi siamo infedeli. Chi afferma che l’islam è o può essere una religione di pace è una persona che vuole credere in un’illusione, una persona molto poco informata o semplicemente qualcuno che sta mentendo. L’ unica pace possibile per l’islam è la sottomissione del mondo ai suoi precetti. Islam vuol dire sottomissione. Per la sottomissione, grazie, ma non contate su di me. Dobbiamo salvare i cristiani, fare tutto quello che possiamo per Israele, che è sotto minaccia nucleare e creare per gli uomini e le donne nati dell’islam una via di fuga da una teocrazia terrificante. Dobbiamo far uscire il mondo occidentale da questo strano incantesimo che ha annientato la sua critica e la sua potenza cognitiva nell’osceno impasto di buonismo e politicamente corretto. Il primo passo, quello fondamentale, è che non venga più giustificato il terrorismo. Non è esistito un terrorismo armeno, non è esistito un terrorismo ebraico: gli armeni sopravvissuti non hanno fatto saltare le scuole a Istanbul, gli ebrei usciti dai lager non hanno distrutto gli autobus di Berlino. Il terrorismo nasce da una cultura di morte. Ora la moda imperante è che il terrorismo sia una reazione alla sofferenza, quindi il terrorista diventa un individuo che ha ragione a prescindere: il solo fatto che sia diventato terrorista dimostra che gli hanno pestato i piedi. Non esiste un terrorismo tibetano, e per quanto riguarda Osama Bin Laden, deve essere stato un trauma terribile essere ricco sfondato.
Il secondo passo è sospendere il delirio che tutte le religioni siano uguali e meritino rispetto. Nulla, meno che mai una religione deve essere rispettata a prescindere. Nulla, e meno che mai le religioni devono essere al di sopra delle critiche. Una religione che sbarca al terzo millennio con la lapidazione delle adultere e il taglio della mano destra ai ladri è una religione che va combattuta, in nome dell’umanità. E della dignità. E della possibilità di vivere in pace. E in letizia. Vale la pena di combattere per questo.
di Silvana De Mari 30/01/2014
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CONTRO L’USURA LEGALIZZATA - PER LA RESTITUZIONE DEL MALTOLTO DA PARTE DELLE BANCHE DELL’EUROCRAZIA. Creata da Magdi Cristiano Allam il 15/01/2014
Obiettivo Firme: 554/5000
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La Banca Centrale Europea attualmente presta il denaro alle banche commerciali al tasso dello 0,25%. Le banche commerciali erogano credito agli imprenditori e alle famiglie a un tasso oscillante tra il 6% e il 10%, ossia maggiorato di 24 o 40 volte, che corrisponde a un tasso del 2400% o di 4000%.
Anche se la legislazione italiana considera il tasso d’usura quello che eccede la media del tasso di credito erogato dalle banche maggiorato di 4 punti, affidando quindi alle banche stesse la prerogativa di definire il livello del tasso d’usura a prescindere dal costo reale del denaro e del tasso eccedente praticato dalle banche ai propri clienti, noi ci domandiamo come potrebbe un tasso d’interesse effettivo del 4000% non considerarsi usura?
E se consideriamo che il principale acquirente del denaro bancario è lo Stato, acquistando le banche circa l’80% dei titoli di debito che lo Stato emette (Bot, Ctz, Btp), e che a secondo dello spread (il differenziale tra i titoli di stato decennali italiani e tedeschi), lo Stato è arrivato a pagare tassi d’interesse del 4% che, rapportati al costo reale del denaro prestato dalla Bce, corrisponde a un tasso d’interesse del 1600%, ebbene questi interessi sui titoli di debito emessi dallo Stato siamo sempre noi cittadini a pagarli attraverso nuove tasse.
Di fatto i cittadini pagano le tasse allo Stato e lo Stato rigira le tasse alle banche. Le banche agiscono come “usurai legalizzati” con una patente concessa loro dallo Stato a cui è consentito lucrare sull’acquisto e rivendita del denaro tramite l’applicazione di tassi elevati.
Noi chiediamo che il tasso d’usura sia calcolato sulla base del rapporto tra il costo reale del denaro per le banche e il tasso d’interesse praticato dalle banche ai propri clienti.
Noi denunciamo le banche che praticano un’usura legalizzata nei confronti dello Stato, delle imprese e dei cittadini, così come denunciamo lo Stato che legittima quest’usura.
È stato un errore fatale dello Stato aver considerato il sistema bancario come fosse un qualsiasi altro settore produttivo e la moneta come fosse un qualsiasi altro prodotto; aver permesso alle banche commerciali di creare moneta dal nulla sotto forma di depositi bancari, al punto che oggi il 90% della  moneta è creata come debito dalle banche commerciali mediante prestiti e mutui; avere da un lato liberalizzato il sistema bancario e dall’altro averlo garantito dal rischio di fallimento; aver permesso alle banche d’incrementare il credito del 8-10% l’anno, finanziando principalmente il settore immobiliare, finanziario e del credito al consumo, mentre solo il 10% è stato destinato a finanziare l’economia reale, quella che produce ricchezza ed occupazione. Oggi a causa del comportamento delle banche ci ritroviamo con un debito complessivo spaventoso, che erode il reddito dei cittadini a causa degli interessi  sullo stesso che rappresentano un costo improduttivo per il sistema generando maggiori costi e  perdita di potere d’acquisto per i cittadini.
Noi chiediamo alle banche di restituire sia allo Stato sia alle imprese e alle famiglie la differenza tra un tasso d’interesse lecito e il tasso d’interesse usuraio, più in generale tutte le somme illegittimamente addebitate o incamerate dalla banca a seguito di usura, anatocismo, commissioni di massimo scoperto e qualsiasi altro tipo di imputazione contrastante con le disposizioni normative.
lorenzo scarola
Se i cattivi coloni che coltivano pomodori fossero rimasti a Gaza si sarebbero salvate vite e posti di lavoro per i palestinesi
verità e rivoluzione
A pochi giorni dalla morte di Sharon, vorrei ricordare “lo sgombero” dei coloni di Gaza.
Ora tutti, da Kerry alla Norvegia,  chiedono, ma il termine corretto è pretendono,  lo “sgombero” dei “coloni” da Giudea e Samaria, normalmente indicate come Cisgiordania.
Aritmetica spicciola, contro una cultura di morte.
Ho nella memoria i soldati israeliani che strappano dei contadini alla loro terra. I contadini quella terra l’hanno dissodata, coltivata, resa fertile, è la loro terra, era già dei loro padri, moltissimi di loro sono nati lì. I contadini cercano di aggrapparsi alle loro case ed ai loro campi. Molti, tutti, sono in lacrime, ma i soldati israeliani non si fermano. Veramente anche molti dei soldati sono in lacrime, perché sono tutti israeliani, quelli che i soldati israeliani stanno strappando alla loro terra, in molti casi alla terra dove sono nati.
Sono altri israeliani, i coloni di Gaza, che lì, a Gaza, lasceranno le loro sinagoghe, perché siano date alle fiamme e i loro cimiteri perché siano profanati. I coloni israeliani a Gaza fornivano, se non mi ricordo male, 22000 posti di lavoro ai palestinesi e fino a che c’erano fisicamente loro e i loro campi verdi e le loro viti sulle zone confinanti a Israele, non ci potevano stare le rampe dei missili Qassam, così come nella città israeliana di  Sderot , normalmente colpita da migliaia di questi missili, magari stavano un po’ meglio. I coloni sono cattivissimi e per il fatto di avere coltivato i pomodori meritano di morire, loro e i loro bambini. Anche se fosse vero che quella terra non è la loro, insisto col dire che coltivare pomodori non mi sembra un crimine così assoluto da giustificare la morte di bambini. E invece no:  è un’umiliazione intollerabile per i palestinesi che qualcuno coltivi i pomodori,  sulla “loro” terra, un’offesa assoluta. Secondo me se dopo che ti hanno violentato la madre te la bruciano con cherosene, quella è un’offesa, eppure non esiste un terrorismo armeno, ed è giusto così perché il terrorismo contro civili, tutti colpevoli, chi capita capita, è un crimine assoluto,  ingiustificabile, imperdonabile, quello sì paragonabile al genocidio, un minuscolo campo di sterminio portatile. . Se ti hanno bruciato il tempio senza fare uscire i monaci, quella è un'offesa, eppure non esiste un terrorismo tibetano.  Quindi mi pare dimostrato che la causa del terrorismo sia appartenere ad una cultura di morte: se non appartieni ad una cultura di morte il terrorismo contro civili e soprattutto civili bambini non si forma, indipendentemente dall’offesa subita. Se si appartiene ad una cultura di morte anche coltivare viti è una condanna a morte.
Da quando i coloni hanno lasciato Gaza il conflitto arabo israeliano ha causato ai palestinesi circa 5000 morti, incluso il migliaio di morti dell’operazione piombo fuso. Per carità, capisco che ogni vita è preziosa, che ognuno di loro è stato compianto e che se uno di loro fosse stato un mio parente di primo grado ne sarei stata molto addolorata, ma ora il mio discorso era un altro: perché si usa il termine massacro o genocidio per 500 morti l’anno?  Perché la vita è sacra ed ogni morto è una tragedia. Giusto allora è il caso di piantarla con il terrorismo. Se la  vita è sacra, una vita spenta è una vita e 5000 vite sono 5000 vite e non un genocidio.  Basta con il terrorismo verbale. 5000 morti in 10 anni, fa circa 500 morti l’anno, che sono più o meno la cifra di morti che la barriera difensiva, meglio nota come il famigerato muro, risparmia ogni anno. 500 morti sono una cifra più piccola del numero di impiccati ufficiali in un unico anno di quel gioiello di paese che si chiama Iran, eppure non mi pare di aver sentito la parola genocidio.
Un’ultima considerazione: Ariel Sharon fece sgomberare i coloni di Gaza nella speranza di una pace che non venne perché Hamas non accettò nemmeno di sedersi al tavolo. La speranza era ragionevole: c’erano Bush e Sharon, loro forse avrebbero potuto farcela.
Se quei coloni fossero rimasti dove erano, il mondo avrebbe risparmiato 5000 morti palestinesi (oltre che migliaia di missili su Sderot, morti e feriti,  in costante vivere nel terrore, nella paura, nel rumore delle sirene seguite dall’esplosione e anche se quel missile è caduto “solo” su un campo, un giardino, una stanza in quell’istante vuota la vostra vita quel giorno è stata spezzata dalla paura. I morti e i feriti dei missili Qassam sparati non per distruggere chi ti sta sparando addosso, ma a caso, dove capita capita, per la sola gioia di distruggere, uccidere dilaniare,  però sono israeliani, quindi non contano. Oramai prendiamo atto che degli israeliani non gliene importa un fico secco a nessuno, e contiamo solo i palestinesi)
Se i coloni fossero rimasti dove erano avremmo risparmiato 5000 morti palestinesi e 22000 posti di lavoro sempre palestinesi.
Domanda 1: perché Kerry , la Norvegia e tutto il mondo civile (questo blog fa parte dell’incivile) ritiene irrinunciabile ripetere lo stesso errore con la Cisgiordania?
Domanda 2: ma la vita sacra in Iran mai?
Domanda numero 3: ma gli attivisti della pace, la parola Siria l’hanno cancellata?
Gli stramaledetti pacifisti che da  anni creano una cortina fumogena a protezione dei massacri islamici, lo sanno che ogni anno 100.000 cristiani vengono massacrati per la loro fede? E come in ogni guerra a ogni morto corrispondono venti feriti. Questa è la regola più o meno standard. Quindi per ogni morto ci sono innumerevoli pestaggi, donne stuprate, ragazzine rapite, case e imprese dati alle fiamme, animali da fattoria rubati o uccisi.
Qualcuno lo ha detto al ridicolo movimento pacifista, incluso quello particolarmente ridicolo che alligna tra oratori e chiese, che per ogni palestinese ucciso in quanto viene loro negato il diritto elementare di uccidere impunemente israeliani e tirare missili sulla loro terra ci sono 200 cristiani massacrati per la colpa di aver recitato il Padre Nostro?
di Silvana De Mari 01/02/2014
lorenzo scarola

[ la persecuzione, congiunta: massonica e islamica, dei bildenberg, contro i cristiani è iniziata ] aggressione islamica a Sherif Azer a Torino: noi abbiamo l’enorme responsabilità di aver permesso che la violenza sia arrivata fino da noi, verità e rivoluzione. Sherif  Azer è stato aggredito, è il presidente della Comunità Copta di Torino e vicepresidente dell’Associazione Salviamo i cristiani, è un mio carissimo amico. Abbiamo tenuto insieme io, lui e Emanuel Segre Amar, una conferenza, che si può trovare a pezzi, a bocconi su youtube. E’ un uomo estremamente coraggioso, è venuto in Italia dall’Egitto, è laureato in Lettere, è riuscito a creare un’impresa edile, ha delle bellissime figlie, e tutte fanno l’università, meno la più piccola perché è troppo piccola. Lui è un cittadino italiano nel senso vero del termine; la cittadinanza, l’ha meritata, perché ama profondamente l’Italia, perché ama la cultura, il che non vuol dire che ha rinnegato la sua, ma che ama la nostra. Ama profondamente questa Nazione e la sua struttura democratica. E’ stato aggredito da un gruppo di islamici, in quella parte di Torino che è ormai islam. Ho conosciuto Sherif mentre insieme a Magdi Cristiano Allam e a poche altre persone sfilavamo in una Torino gelida ricordando gli assassinati della notte di Capodanno. Sherif si muove in mezzo ai musulmani, li aiuta a trovare lavoro, e parla loro della sua religione, perché possano scegliere. La scelta nell’islam non è permessa. Alcuni fulgidi rappresentanti della religione di pace gli hanno detto di rendere omaggio alla figura di Maometto e rispettare il Ramadan; lui ha risposto che non lo avrebbe fatto ed è stato massacrato a colpi di spranga e catene, per fortuna la polizia è intervenuta. Le stesse cose raccontano i cristiani pachistani rifugiati a Bergamo: gli islamici pakistani rifugiati a Bergamo, li minacciano, li aggrediscono. Le linee di violenza si ripetono. Londra sta sempre più diventando il Londonistan, ma lo stesso vale per Amsterdam e Bruxelles. Noi abbiamo l’enorme responsabilità di aver permesso che la violenza si arrivata fino da noi. Il male si traveste da bene per trascinarlo nel baratro, travestito da antirazzismo, da pauperismo, da assistenza e compassione per i più deboli. Lo schema di tolleranza alla violenza islamica ha moltiplicato la violenza nelle nostre strade, nelle nostre carceri, nelle scuole, sui campi di calcio e l’ha spinta fino al parossismo nei luoghi dove il cristianesimo è minoritario e  l’ebraismo semplicemente non esiste più, violenze ogni giorno più atroci contemplate con assoluta indifferenza dalla totalità dei nostri cosiddetti intellettuali (parola dall’etimologia sempre più oscura) e di quelle che dovrebbero essere le gerarchie religiose. Prima quelli del sabato e poi quella della domenica, è stato scritto addirittura sulle mura della Chiesa della Natività di Betlemme. Sherif Azer è stato aggredito da un gruppo di islamici che ha ripetuto in Italia uno schema che è sempre più frequente in Francia, in Germania, in Belgio, ovviamente in Inghilterra. Chi tollera tutto e il contrario di tutto è un connivente. Il momento è venuto di trovare il coraggio dell’indignazione. In Egitto la prima sconfitta decisa dei Fratelli Musulmani segna il passo. Una volta al potere i Fratelli Musulmani, la miseria e la disoccupazione sono saliti vertiginosamente. L’Egitto, il luogo da cui proviene la cristianità copta, da cui proviene Sherif, è in questo momento l’ago della bilancia del mondo, il luogo da cui comincerà la spallata all’integralismo e alla follia.
E noi tutti abbiamo il grandissimo onore di conoscere due degli artefici di questa spallata, Magdi Cristiano e Azer Sharif. Evviva. di Silvana De Mari 20/07/2013
lorenzo scarola

[ di chi è la proprietà del denaro, allo atto della sua emissione? se, non è del popolo, io voglio subito, un tribunle rivoluzionario! ] giancarlomatta. • 2 mesi fa − La “moneta unica europea” (che poi tanto “unica” non fu, siccome adottata soltanto da una parte dei Paesi della sedicente “unione europea”) in quanto (moneta trans-nazionale) pretesa tale, non ha avuto un padre legittimo ( = un vero Stato ) né una madre certa ( = una Banca Nazionale Centrale garante finale della divisa ) essendo così condannata a vivere la grama esistenza di tutte le creature bastarde, e per ciò stesso in prevalenza destinate a precoce morte.
lorenzo scarola
[ ad una certa età? la saggezza non dovrebbe scarseggiare! ] Presidente Giorgio Napolitano, tu sei fuori di ogni legalità! tu non puoi fare governi consecutivi, senza andare, alle elezioni! questo, è il tuo colpo di Stato Rothschild, di una Europa che nessuno ha potuto votare, voi siete i nuovi nazisti, quelli che, hanno rubato al popolo la sovranità monetaria!
lorenzo scarola

1_2. La libertà religiosa nel mondo islamico. I casi di Marocco e Tunisia. Islam-s Newsletter. L’intellettuale tunisino Mohammed Charfi, nel suo saggio Islam et liberté. Le malentendu historique, commentando il versetto 256 della sura coranica, La vacca che recita “Non c’è costrizione nella fede”[1], ha scritto: “Con parole divine così chiare, ci si sarebbe aspettati che gli ulema costruissero una bella teoria della libertà di coscienza. Ma così non è stato. Al contrario, ci hanno trasmesso una serie di regole, che, attentano alla libertà di coscienza sia dei musulmani che delle genti del Libro e degli altri.”[2] Dopo avere ribadito che il diritto islamico è un’elaborazione umana, una codifica nei secoli delle fonti del diritto, ovvero del Corano e della Tradizione, Charfi conclude che “per numerosi aspetti, la sharia è stata costruita dagli uomini, contro i principi coranici”[3]. Quanto alla libertà di culto sottolinea che “lo statuto islamico delle minoranze è complesso. E’ fatto di tolleranza, notevole per l’epoca, e di discriminazioni, inaccettabili oggi”[4]. Viene ribadita la triste condizione dei copti in Egitto che pur essendo presenti sul territorio da ben quattordici secoli prima della conquista islamica, si vedono attualmente costretti ad abbandonare il paese in quanto vittime di una persecuzione continua[5]. Ultimo, ma non meno importante, Charfi denuncia che “l’idea più disastrosa che hanno avuto gli ulema, la loro invenzione più orribile, e che è oggi la principale tara della sharia, è quella di avere eretto l’apostasia a infrazione punita con la punizione estrema, la pena di morte.”[6] Ne consegue che nel mondo islamico la questione della libertà religiosa costituisca uno degli argomenti dirimenti nel dibattito circa il rapporto tra l’islam e i diritti umani. Sin dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo del 1948, la libertà religiosa ha rappresentato uno degli scogli principali per la ratifica del documento da parte degli Stati a maggioranza islamica. L’articolo 18 della Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo afferma che “ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.” Ebbene, già nel 1948 l’Arabia Saudita non aderì alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo ritenendola per molti aspetti in contrasto con i dettami dell’islam. Le motivazioni ufficiali di tale rifiuto sono state raccolte in un Memorandum del governo saudita dal quale emerge una posizione ultra-conservatrice nel rifiutare l’adesione al documento internazionale: “Il diniego da parte del nostro stato non significa affatto indifferenza nei riguardi degli obiettivi che questi documenti [cioè le carte internazionali] si propongono di perseguire, cioè la dignità dell’uomo [...] il nostro rifiuto significa piuttosto la volontà irremovibile di proteggere, garantire e salvaguardare la dignità dell’uomo [...] in virtù del dogma islamico rivelato da Dio e non in virtù di legislazioni ispirate da considerazioni materialiste e perciò soggette a continui cambiamenti”[7]. A queste obiezioni di fondo seguono poi tre riserve specifiche che giustificano ulteriormente il rifiuto. Nella fattispecie si esprime il diniego del Regno Saudita ad ammettere il matrimonio della donna musulmana con il non musulmano, ad ammettere la possibilità per il musulmano di cambiare religione, ovvero di riconoscere il diritto alla libertà di coscienza, e ad ammettere la liceità dei sindacati per i lavoratori. Due riserve su tre riguardano la libertà di religione. Inoltre la prima conferma quanto sostenuto da Ann Elizabeth Meyer ovvero che nel mondo islamico “le questioni relative alla libertà religiosa e quelle relative alla condizione della donna sono strettamente connesse”[8]. Nella stessa circostanza anche l’Egitto e altri paesi arabi espressero riserve riguardo agli articoli concernenti la libertà di religione e di coscienza e alla libertà di matrimonio, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, sulla base del fatto che erano in contrasto con la sharia. In seguito nel 1990 al Cairo la XIX Conferenza islamica dei ministri degli Esteri ha approvato quella che è nota come la Dichiarazione del Cairo sui Diritti Umani nell’islam[9]. Qui all’articolo 1.a si legge quanto segue: “Tutti gli esseri umani formano una famiglia, i cui membri sono uniti dalla sottomissione a Dio e dal fatto di essere tutti discendenti di Adamo. Tutti gli uomini sono uguali dal punto di vista della dignità umana e dell’adempimento dei doveri e delle responsabilità, senza alcuna discriminazione di razza, colore, lingua, sesso, religione, appartenenza politica, condizione sociale o altro. La vera fede garantisce un accrescimento di tale dignità sulla via dell’umana perfezione.” Apparentemente viene garantita la libertà di culto, tuttavia all’articolo 10 si afferma che “l’islam è la religione naturale dell’uomo. Non è lecito sottoporre quest’ultimo a una qualsivoglia forma di pressione o approfittare della sua eventuale povertà o ignoranza per convertirlo a un’altra religione o all’ateismo”, negando quindi la possibilità di conversione. Ebbene, il 30 giugno 2000 le nazioni dell’Organizzazione della Conferenza Islamica, che di recente ha cambiato la propria denominazione in Organizzazione per la Cooperazione Islamica, hanno ufficialmente deciso di ratificare la Dichiarazione del Cairo. Le critiche mosse al documento soprattutto per quanto concerne la questione della libertà religiosa hanno spinto all’elaborazione nel 1994 della Carta Araba dei Diritti dell’Uomo della Lega degli Stati Arabi[10] dove l’articolo 2, ricalcando l’articolo 1 della Dichiarazione del Cairo, recita: “Tutti gli Stati firmatari della presente Carta s’impegnano a garantire a ogni persona che si trovi sul loro territorio e sottoposta alla loro autorità di godere di tutti i diritti e libertà indicati in questa Carta senza distinzione di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione senza nessuna discriminazione tra uomini e donne.”
Negli articoli seguenti, per la precisione agli articoli 26 e 27, si dettagliano maggiormente le posizioni circa la libertà di religione: “Art. 26. È garantita la libertà di credo, pensiero e opinione a tutti gli individui. Art. 27. Ogni individuo, qualunque sia la religione a cui appartiene, ha il diritto di praticare i propri riti religiosi; inoltre ha il diritto di esprimere il proprio pensiero con la parola, con la pratica o con l’insegnamento senza pregiudizio dei diritti altrui; non potranno essere poste restrizioni alla libertà di credo, di pensiero e di opinione se non sono previste dalla legge.” E’ evidente che, essendo la maggior parte dei paesi membri della Lega araba[11] membri al contempo dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica[12], ci si trova innanzi a una sorta di schizofrenia che vede queste nazioni oscillare tra l’adesione a una organizzazione internazionale che fa prevalere l’islamicità e l’adesione all’organismo internazionale fautore dell’arabicità. La stessa schizofrenia è quella si osserva negli stessi paesi nel momento in cui tendono a una laicizzazione o a un adeguamento alle convenzioni internazionali sui diritti dell’uomo, pur desiderando non venire meno ai precetti islamici[13]. La scelta di analizzare la libertà religiosa in Marocco e Tunisia è dovuta a due ragioni principali. La prima risiede nel fatto che si tratta di due paesi della sponda sud del Mediterraneo che rappresentano modalità diverse di coniugare l’islam, religione di Stato, con la necessità di legiferare nel senso moderno del termine. La seconda ragione è legata al fatto che sono i primi due paesi a maggioranza islamica da cui provengono gli immigrati residenti in Italia. In base ai dati del bilancio demografico nazionale, stilato dall’Istat, al 31 dicembre 2009 risultano residenti nel nostro paese 431.529 marocchini e 103.678 tunisini [14]. E’ universalmente ammesso che l’islam non è una realtà omogenea, non è un monolite. Gli effetti di sostrato, l’appartenenza a diverse scuole del diritto islamico, ma soprattutto la mancanza di un’Autorità che conferisca una lettura univoca delle fonti della religione islamica fanno sì che l’approccio alla religione, sia dal punto di vista del culto personale sia dal punto di vista ufficiale, differisca totalmente da un paese all’altro[15]. Come si è già avuto modo di affermare, Marocco e Tunisia sono realtà sostanzialmente diverse anche se le costituzioni di entrambi paesi dichiarano l’islam religione di Stato. E’ comunque lecito domandarsi fino a che punto un riconoscimento costituzionale dell’islam abbia significato pratico e non rappresenti soltanto un vuoto dogma programmatico. Ciononostante l’ancoraggio alla dogmatica islamica in una costituzione significa quantomeno un preciso obbligo del potere politico a non opporsi, in modo eclatante, ai principi dell’islam. Sulla scia comunque della sempre maggior reislamizzazione dell’area, i principi costituzionali relativi all’islam acquistano tuttavia una nuova dimensione e all’islam spetta un peso maggiore in tutti gli ambiti della vita. In Marocco il legame con l’islam non è solo costituzionale. Dal 1957 è una monarchia il cui sovrano, Mohammed VI, al pari di Abd Allah II di Giordania, vanta una discendenza diretta da Maometto. Il monarca marocchino si fregia inoltre del titolo di amir al-mu’minin, ovvero “principe dei credenti” che in base all’articolo 41 della nuova costituzione “veglia al rispetto dell’islam. E’ garante del libero esercizio dei culti. Presiede il Consiglio superiore degli ulema, incaricato di studiare le questioni che gli vengono sottoposte […] sulla base dei principi, dei precetti e dei disegni tolleranti dell’islam.”[16] L’islam ha quindi in Marocco un garante nella persona del monarca. Per venire alla questione della libertà religiosa all’articolo 3 della nuova costituzione si dichiara che “l’islam è la religione di Stato che garantisce a tutti il libero esercizio dei culti”. Ebbene in Marocco attualmente la popolazione è rappresentata al 98,7% da musulmani, all’1,1% da cristiani e allo 0,2% da ebrei[17]. A riguardo di quest’ultima comunità vale la pena ricordare che viene persino menzionata nel Preambolo laddove si afferma che l’unità dello Stato del Marocco è “nutrita e arricchita dagli affluenti africano, andaluso, ebraico e mediterraneo”, a ribadire l’appartenenza della cultura ebraica al sostrato marocchino. Non a caso anche nel Codice della Famiglia, riformato nel 2004, si dichiara all’articolo 2 che “i marocchini di confessione ebraica sono sottomessi alle regole dello Statuto personale ebraico marocchino”[18]. Nello stesso articolo si sottolinea – ai punti 3 e 4 – che i dettami enunciati si applicano “a qualsiasi relazione tra due persone qualora una delle due sia marocchina” e “a qualsiasi relazione tra due persone di nazionalità marocchina qualora una delle due sia musulmana”. Evidenziando quindi che, pur garantendo il libero esercizio dei culti, il Regno del Marocco in presenza di due cittadini marocchini di fede diversa privilegia quello di fede musulmana. In base a questa logica lo stesso Codice al Capitolo II, relativo agli “Impedimenti temporanei” al matrimonio, al punto 4 dell’articolo 39 vieta “il matrimonio di una musulmana con un non musulmano e il matrimonio di un musulmano con una non musulmana, a meno che non appartenga alle Genti del libro”. Questo punto è all’origine di numerosi casi nel nostro paese di donne marocchine che, volendo contrarre un matrimonio civile con un cittadino italiano, si sono viste negare il nullaosta dal proprio consolato in mancanza di un certificato di conversione all’islam del futuro marito[19]. Un ulteriore contributo nello studio della libertà religiosa in Marocco proviene dal Codice penale di questo paese. Dagli articoli 220 e 222 si evince che l’affermazione costituzionale della libertà dei culti è limitata alla componente musulmana della popolazione. L’articolo 220 esordisce in modo generico quando recita: “Chiunque, tramite violenza o minacce, ha costretto o ha impedito a più persone l’esercizio di un culto, o d’assistere all’esercizio di questo culto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con un’ammenda da 200 a 500 dirham.”
Ma poi prosegue vietando ogni sorta di proselitismo, diretto o indiretto: “E’ punito con la stessa pena, chiunque utilizzi dei mezzi di seduzione con lo scopo di fare vacillare la fede di un musulmano o di convertirlo a un’altra religione, sia sfruttandone la debolezza o i bisogni, sia utilizzando a questo fine gli istituti d’insegnamento, di salute, asili o orfanotrofi. In caso di condanna, la chiusura dell’istituto che è stato utilizzato per commettere il reato può essere ordinata sia definitivamente sia per una durata che non può superare i tre anni.” Il Rapporto 2010 sulla Libertà religiosa nel mondo elenca infatti un numero significativo di espulsioni di religiosi dal Marocco: il 29 marzo 2009 quando cinque missionari evangelici sono stati interrogati ed espulsi; il 4 dicembre 2009 l’arresto di 17 cristiani, marocchini e stranieri, accusati di avere svolto attività di evangelizzazione; il 5 febbraio 2010 è stato espulso un missionario evangelico e nel marzo dello stesso anno decine di cristiani sono stati espulsi.[20] Nell’ottobre 2008 è stato tra l’altro pubblicato un elenco di “nemici dell’islam moderato” da parte dell’istituzione religiosa Dar al-hadith al-hassaniyya su richiesta del sovrano Mohammed VI. Tra i nemici figurano sciiti, salafiti, atei, cristiani evangelici[21].
Concerne invece più da vicino la libertà religiosa dei musulmani stessi l’articolo 222 del Codice penale in cui si legge: “Colui che è notoriamente conosciuto per la sua appartenenza alla religione musulmana rompe ostensibilmente il digiuno in un luogo pubblico nel periodo del ramadan, senza motivo ammesso da questa religione, è punito con la reclusione da sei mesi e un’ammenda da 12 a 120 dirham.” Quindi non viene ammessa per il cittadino marocchino, nato da padre musulmano, la possibilità di essere laico e quindi di non praticare un obbligo rituale. In Tunisia invece il tentativo di elaborare una legislazione laica seppur in conformità con l’islam viene attuato, con un relativo successo, dal fondatore della Tunisia moderna Habib Bourguiba. Nel 1956 fu promulgata la nuova costituzione in cui all’articolo 1 si dichiarava che “la Tunisia è uno Stato libero, indipendente e sovrano: la sua religione è l’islam, la sua lingua è l’arabo e il suo regime è la repubblica” e all’articolo 5 che “la Repubblica tunisina garantisce le libertà fondamentali e i diritti dell’uomo nella loro accezione globale, complementare e interdipendente. La Repubblica tunisina ha per fondamento i principi dello Stato di diritto e del pluralismo e opera per la dignità dell’uomo e lo sviluppo della sua personalità. […] La Repubblica tunisina garantisce l’inviolabilità della persona umana e la libertà di coscienza e protegge il libero esercizio dei culti, a patto che non turbi l’ordine pubblico.”[22] Ciononostante l’articolo 38 prevede che la religione del Presidente della Repubblica tunisina debba essere musulmano[23]. Forse è l’estrema laicità, imposta sia da Bourguiba che da Ben Ali, la ragione per cui la Tunisia presenta una situazione apparentemente migliore rispetto ad altri paesi islamici, in generale, e al Marocco, in particolare, sulla tematica della libertà religiosa. Sebbene in linea di principio, non sia possibile per un tunisino diventare cristiano – così come di fatto non lo è per nessun musulmano – si assiste ultimamente ad alcune conversioni tra i tunisini non di origine straniera[24]. L’International Religious Freedom Report. July-December 2010 del Dipartimento di Stato americano riferisce comunque che “mentre il governo non proibisce la conversione dall’islam a un’altra religione, né richiede la registrazione della conversione, gli ufficiali occasionalmente discriminano i convertiti dall’islam”.[25] Lo stesso Rapporto ricorda che sebbene gli appartenenti alla setta Bahai siano considerati eretici in seno all’islam e vengano perseguitati in Iran e fortemente discriminati in Egitto[26], la Tunisia ne consente la pratica e autorizza l’organizzazione di incontri privati tra i seguaci. Per quanto riguarda la comunità ebraica, il governo tunisino pre-rivoluzionario non solo consentiva la libertà di culto, ma ne stipendiava il Rabbino capo.A partire dal gennaio 2011, ovvero dalla fuga di Ben Ali a seguito della Rivoluzione dei gelsomini, la situazione tunisina risulta critica. Il rientro nel paese dei principali esponenti legati all’estremismo islamico, banditi dal precedente regime, ha già fatto sentire le proprie conseguenze. Il 26 giugno scorso un centinaio di estremisti islamici ha tentato di bloccare la proiezione del film-documentario sul radicalismo islamico Ni Allah ni maitre della regista tunisina, dichiaratamente atea, Nadia El Fani presso il cinema AfricArt di Tunisi. Gli slogan dei manifestanti erano inequivocabili: ‘La Tunisia è uno Stato islamico’ oppure ‘Allahu Akbar’. Inoltre la trentina di salafiti arrestati durante i tumulti è stata ben presto rilasciati. Ironia della sorte, sarà invece Nadia El Fani a dovere comparire davanti alla giustizia.L’avvocato tunisino Monaem Turki, unitamente ad altri due colleghi, ha chiesto di avviare un’inchiesta contro la regista al fine di impedire la proiezione della pellicola in Tunisia in quanto blasfema e contro i valori islamici.
lorenzo scarola

2_2. La libertà religiosa nel mondo islamico. I casi di Marocco e Tunisia. Islam-s Newsletter. L’intellettuale tunisino Mohammed Charfi, nel suo saggio Islam et liberté. Il 13 luglio la procura della Repubblica presso il tribunale di prima istanza di Tunisi ha purtroppo confermato l’apertura di un’inchiesta nei confronti della El Fani.In un comunicato reso pubblico l’8 luglio scorso il Ministero della Cultura tunisino, presieduto dall’accademico Ezzeddine Beschaouch, aveva tenuto a precisare che “il film non ha ricevuto alcuna sovvenzione statale né prima né dopo la rivoluzione” del gelsomino. Il documento ricorda altresì alle persone preposte di “verificare ogni informazione prima di diffonderla per evitare qualsiasi provocazione e turbamento nell’opinione pubblica.” [27]Il simbolo del riformismo laico di Habib Bourguiba è comunque senza dubbio il Codice dello Statuto personale, varato anch’esso nel 1956. Qui la sezione dedicata al matrimonio, non prevede come impedimento il caso di un marito non musulmano quindi lo Stato tunisino non dovrebbe richiedere la conversione all’islam del futuro sposo.[28] Tuttavia alcuni giuristi tunisini sostengono che l’impedimento esista e sia contenuta dall’articolo 5 in cui si afferma che “i due futuri sposi non si devono trovare in uno dei casi di impedimento previsti dalla legge”. Ebbene l’espressione nel testo arabo che si riferisce agli “impedimenti previsti dalla legge” è “mawani’ al-shar’iyya”. L’aggettivo shar’iyya può essere interpretato sia come “previsti dalla legge”, intesa come legge dello Stato, sia come “legge divina”, che in arabo è per l’appunto shari’a.[29] L’ultima interpretazione viene privilegiata poiché tutte le scuole giuridiche islamiche, sia sunnite che sciite, sono unanimi nel proibire questo tipo di unione poiché il divieto proviene da una prescrizione coranica esplicita: “Non sposate donne idolatre finché non abbiano creduto, è meglio una schiava credente di una sposa idolatra, anche se vi piace, e non date donne credenti in spose a degli idolatri finché essi non abbiano creduto, è meglio lo schiavo credente di uno sposo idolatra, anche se vi piace.”[30] Nel 1962 una circolare del Segretario di Stato all’Interno, ma soprattutto la circolare 660 del 19 ottobre1973 del Ministero della Giustizia ricordavano agli ufficiali dello stato civile il divieto di matrimonio tra una musulmana e un non musulmano. Quest’ultima circolare insiste sulla nullità di questo tipo di matrimonio a meno che il futuro marito non si converta all’islam. Le due circolari hanno fatto sì che non solo in Tunisia, ma anche all’estero una tunisina si veda negato il nullaosta al matrimonio civile dal proprio consolato, qualora il futuro coniuge non si converta all’islam[31]. Il dibattito sulla libertà religiosa è ancora aperto e acceso in tutto il mondo islamico e probabilmente non si esaurirà facilmente a causa della già menzionata mancanza di autorità centrale nell’islam e di una interpretazione ufficiale e univoca del testo coranico e della Tradizione. La speranza è quella di vedere prevalere nel lungo periodo interpretazioni illuminate dell’islam come quelle di Mohammed Charfi, citato all’inizio del presente articolo.[1] Tutte le citazioni coraniche in questo articolo sono tratte da Il Corano, a cura di Alberto Ventura, traduzione di Ida Zilio-Grandi, Mondadori, Milano 2010.[2] Mohammed Charfi, Islam et liberté. Le malentendu historique, Casbah Editions, Algeri 2000, 71.[3] Ibid., 73.[4] Ibid., 74.[5] Si vedano a riguardo la denuncia dell’intellettuale egiziano Tarek Heggy nel suo celebre articolo “Se fossi copto” in Tarek Heggy, Le prigioni della mente araba, a cura di Valentina Colombo, Marietti, Milano; Libertà religiosa nel mondo. Rapporto 2010, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Roma 2010, 173-179.[6] Mohammed Charfi, op.cit., 76.[7] Citazione tratta da Andrea Pacini (a cura di), L’islam e il dibattito sui diritti dell’uomo, Edizioni Fondazione Giovanni Agnelli, Torino 1998, 8; per il testo completo del Memorandum saudita si veda idem, 33-52. [8] Ann Elizabeth Meyer, Islam and Human Rights. Tradition and Politics, Westview Press, Oxford 2007, 174.[9] Il testo integrale in italiano della Dichiarazione si trova in Andrea Pacini (a cura di), op.cit., 221-228.[10] Per il testo integrale in italiano della Carta si veda Andrea Pacini (a cura di), op.cit., 229-236.[11] Gli Stati membri della Lega Araba sono i seguenti: Giordania, Emirati Arabi: Bahrein, Tunisia, Algeria, Gibuti, Arabia Saudita, Sudan, Siria, Somalia, Iraq, Oman, Palestina, Qatar, Comore, Kuwait, Libano, Libia, Egitto, Marocco, Mauritania, Yemen.[12] Gli Stati membri dell’Organizzazione per la Cooperazione Islamica sono i seguenti: Afghanistan, Albania, Algeria, Arabia Saudita, Autorità Nazionale Palestinese, Azerbaigian, Bahrain, Bangladesh , Benin , Brunei, Burkina Faso, Camerun, Ciad, Comore, Costa d’Avorio, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Gibuti, Gabon, Gambia, Giordania, Guinea, Guinea-Bissau, Guyana, Indonesia, Iran, Iraq, Kazakistan, Kuwait, Kirghizistan, Libano, Libia, Malesia , Maldive, Mali, Marocco, Mauritania, Mozambico, Niger, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Senegal, Sierra Leone, Siria, Somalia, Sudan , Suriname, Tagikistan, Togo, Tunisia, Turchia, Turkmenistan, Uganda, Uzbekistan, Yemen. [13] Si veda a riguardo il fondamentale saggio Mohamed-Chérif Ferjani, Islamisme, laicité et droits de l’homme, L’Harmattan, Parigi 1991. [14] Si vedano i dati generali al link http://demo.istat.it/str2009/index.html  [15] Sulla poliedricità e sulle divisioni interne dell’islam si veda Henri Laoust, Gli scismi dell’islam, nuova edizione a cura di Valentina Colombo, ECIG, Genova 2002. [16] Per il testo integrale in francese della nuova costituzione, approvata da un referendum popolare nel 2011, si veda http://www.maroc.ma/NR/rdonlyres/2298ADD6-703C-471E-B924-A5E4F396FEA2/0/TexteintégralduprojetdenouvelleConstitution.pdf
[17] I dati sono tratti dal CIA World Factbook aggiornato all’agosto 2011, si veda https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/mo.html
[18] Per il testo integrale in francese del Codice della Famiglia marocchino si veda http://www.justice.gov.ma/MOUDAWANA/Codefamille.pdf
[19] Uno dei casi più recenti è avvenuto a Laives in provincia di Bolzano, dove in seguito la coppia, solo grazie all’aiuto di un avvocato, ha ottenuto dal Tribunale di Bolzano l’autorizzazione a procedere al matrimonio senza nullaosta del consolato. Si veda http://archiviostorico.corriere.it/2010/giugno/21/Non_converte_all_Islam_Comune_co_8_100621019.shtml
[20] Libertà religiosa nel mondo. Rapporto 2010, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Roma 2010, 347-349. [21] Ibid., 348. [22] Per il testo della Costituzione tunisina in francese si veda http://www.jurisitetunisie.com/tunisie/codes/constitution/menup.html.
[23] Parimenti alla costituzione della laica Siria che all’articolo 3 dichiara che “La religione del Presidente deve essere l’islam. La sharia è una fonte principale della legge.” [24] Libertà religiosa, op.cit., 506.
[25] http://www.state.gov/documents/organization/171746.pdf
[26] Sulla condizione dei Bahai in Egitto e Iran si veda Valentina Colombo, “Bahai” in Islam. Istruzioni per l’uso, Mondadori, Milano, 59-61. [27] Per i dettagli del caso si veda Valentina Colombo, “Addio ai Gelsomini. Inizia dai film la censura salafita in Tunisia”, L’Occidentale 24 luglio 2011, http://www.loccidentale.it/node/108162
[28] Si veda per la sezione relativa al matrimonio http://www.jurisitetunisie.com/tunisie/codes/csp/Csp1020.htm. [29] Sul dibattito in Tunisia circa l’interpretazione dell’articolo del Codice dello Statuto personale si vedano Hafidha Chekir, Le statut des femmes entre les textes et les résistances. Le cas de la Tunisie, Chama, Tunisi, 2000; Lynn Welchman, Women and Muslim Family Laws in Arab States, Amsterdam University Press, Amsterdam 2007, 46-48. [30] Corano II, 221. [31] Uno dei casi di cui si è più parlato è quello di Sallouha Khalfallah e Luigi Dal Marro, malato terminale al quale era stato chiesto di convertirsi in Tunisia, si veda l’articolo di Magdi Allam, “Amo una musulmana, ma mi impediscono di sposarla”, Corriere della Sera, 29 giugno 2004, http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2004/06_Giugno/29/allam.shtml. di Valentina Colombo 08/06/2012
lorenzo scarola
Presidente di tutti gli egiziani”… soprattutto, se terroristi, soprattuto, se tutti diventeranno salafiti, e se, i copti saranno tutti morti! perché, Erdogan, è riuscito, ad uccidere tutti gli armeni, e noi non siamo, ancora, riusciti, ad uccidere tutti i Copti? nonostante la egida ONU USA UE? ]  [ Islam-s Newsletter. “Sarò il presidente di tutti gli egiziani”. Così ha dichiarato Mohammed Morsi, neo-eletto presidente egiziano legato al movimento dei Fratelli musulmani, durante il suo primo discorso alla nazione. A queste parole hanno certamente tratto un sospiro di sollievo cristiani, donne e laici. Purtroppo il sogno si è ben presto infranto. Lo scorso venerdì 29 giugno in piazza Tahrir rivolgendosi alla folla festante Morsi ha detto: “Vedo cartelli con l’immagine di Omar Abd el-Rahman e di altri detenuti. E’ mio dovere e farò ogni sforzo possibile per liberarli tutti, compreso Omar Abd el-Rahman.” Ebbene, Omar Abd el-Rahman non è un egiziano qualsiasi. Attualmente si trova in carcere negli Stati Uniti, condannato all’ergastolo, in quanto mente degli attentati al World Trade Center nel 1993. Omar Abd el-Rahman è il leader spirituale della Gamaat al-islamiyya, il movimento militante islamista egiziano che viene considerato, al pari del braccio palestinese dei Fratelli musulmani Hamas, terrorista dagli Stati Uniti d’America (si veda http://www.state.gov/j/ct/rls/other/des/123085.htm) e dall’Unione Europea (si veda http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/en/oj/2005/l_340/l_34020051223en00640066.pdf), e in passato dal governo egiziano stesso. Il gruppo è additato come il responsabile dell’uccisione del Presidente egiziano Anwar al-Sadat nel 1981; e di centinaia di civili, decine di turisti e più di 100 poliziotti egiziani in campagne terroristiche lungo tutti gli anni novanta del XX secolo. Nel 2003 il gruppo ha rinunciato ad azioni di sangue, ma tre anni dopo è stato accusato d’intrattenere strette relazioni d’alleanza con al-Qaeda. Perché mai Mohammed Morsi tra i tanti egiziani detenuti in carceri estere ha scelto di nominare lo “shaykh cieco” Abd el-Rahman? Perché non ha citato ad esempio l’avvocato egiziano Ahmed el-Gizawi, arrestato lo scorso aprile all’aeroporto di Gedda, in Arabia Saudita, perché aveva denunciato le pessime condizioni lavorative dei suoi connazionali nel Regno, e di cui la sorella Shirin teme la condanna a morte? Perché nominare tra tanti un terrorista? La risposta è semplice. Da un lato Morsi deve pagare il prezzo dell’appoggio elettorale da parte dell’ambito salafita, dall’altro il movimento dei Fratelli musulmani non solo condivide l’ideologia anti-occidentale della Gamaat, ma non può neppure permettersi di attaccare l’Arabia Saudita, che da sempre è uno degli alleati più fedeli del movimento fondato da Hasan al-Banna (si veda in basso la foto di Hasan al-Banna che bacia la mano al re saudita ‘Abd al-‘Aziz). I salafiti stanno già mettendo tutti i puntini sulle i. Lo scorso 30 giugno il quotidiano arabo internazionale “Asharq al-awsat” ha pubblicato alcune dichiarazioni di Nader Bikar, portavoce del partito salafita al-Nur. Un primo commento è dedicato alla promessa fatta dal neo-presidente di volere come vice-presidenti, un copto e una donna. “Non abbiamo nulla da ridire su un copto e una donna come consiglieri del presidente” ha detto Bikar. Quanto a vederli come vice-presidenti, il portavoce sostiene che l’argomento non “è stato discusso”. E’ evidente che Mohammed Morsi avrà molta difficoltà a mantenere l’immagine dell’estremista “moderato”. L’illusione del “presidente di tutti gli egiziani” svanirà ben presto. Anche l’intellettuale ‘Ala al-Aswani che prima del ballottaggio ha chiamato a un “fronte nazionale comune a favore dei Fratelli musulmani”, lo scorso 29 giugno in un editoriale sul quotidiano Al-Masry al-Yom ha ritenuto necessario rammentare a Morsi che “ogni tentativo di introdurre le pene corporali previste dalla sharia lacererà la società egiziana” e di non prestare ascolto agli estremisti che “diffidano della cultura e delle arti, perché l’Egitto è sempre stata la culla delle arti e del pensiero in Medio Oriente”. Ebbene Morsi durante il suo discorso in piazza Tahrir gli ha già risposto. Ha affermato di temere “solo Dio”… proprio come i salafiti e lo shaykh cieco! di Valentina Colombo 02/07/2012
lorenzo scarola

Eih Rothschild, io vedo tutti i tuoi alieni, nelle basi spaziali a cilindro, che, loro le tue lucertole, OGM, vanno sbattendo la testa, per terra, contro, il muro, poi, schimano, e vomitano, il sangue umano, che, i tuoi satanisti hanno mandato loro per cibo... stai attento, amico mio, perché, io credo, che, ti stanno per chiedere un aumento dello stipendio, a motivo dell'enorme lavoro, che, io sto costringendo loro, a fare!
lorenzo scarola

[ tutti i diritti umani islamici, sotto, la egida dello ONU, è necessario tagliare, e cucire la vulva, anche, perché, i padri sono pedofili, ha detto, il salafita wahhabita! e questo, deve essere detto, lui King SAUDI ARABIA, lui è un uomo molto intelligente! ] Una campagna, contro, l’imposizione del velo alle bambine, ovvero, una battaglia per un futuro migliore. Islam-s Newsletter. “Affinché le ragazze non vivano nelle tenebre eterne”. Questo è il motto coraggioso della campagna contro il velo imposto alle bambine lanciata dal Markaz musawa al-mar’a (Centro per l’uguaglianza della donna) con base in Marocco (http://www.c-we.org/frame/camp.asp?id=357). L’iniziativa parte dalla sempre maggiore diffusione del velo tra le minorenni marocchine, e non solo, nella consapevolezza che si tratti di una barbara imposizione. Il comunicato è un j’accuse molto chiaro: “A tutte le associazioni umane e legali. Vi invitiamo a unirvi a noi nella campagna contro, il fenomeno del velo tra le bambine. Siffatto fenomeno riguarda bambine dai tre ai dieci anni, la cui vista addolora poiché, si convincono di essere oggetti di desiderio, che, devono celarsi e nascondere i loro capelli. Tutto questo accade in un’età, in cui non conoscono nulla della religione, e dei suoi fondamenti. Ci rivolgiamo a tutti coloro, che, hanno a che fare con questo fenomeno, soprattutto ai religiosi, ai partiti e alle organizzazioni laici, democratici e volti all’emancipazione della donna, e alle organizzazioni per i diritti umani. Si tratta di un fenomeno estremamente pericoloso, che, colpisce l’infanzia e la sua innocenza. Si tratta di una flagrante violazione dell’innocenza delle bambine che non sanno nulla di ciò che è proibito e lecito. Le nostre bambine sono in pericolo e rischiano di essere trascinate nelle tenebre, di essere lese nella loro stabilità psicologica e nella loro autostima. Tutte le persone senza esclusione alcuna, tutte le persone, che, possiedono un briciolo di cultura, di libertà, di volontà di favorire il progresso hanno il dovere di sensibilizzare gli altri circa questo fenomeno, le istituzioni devono intraprendere tutte le misure necessarie per arginare il velo delle bambine e vietarlo con leggi severe, gli ambiti religiosi devono spiegare e chiarire la questione perché ci sono bambine che vivono nelle tenebre, i governi devono impegnarsi a proteggere l’infanzia e a costruire una società sana”. Si tratta di una campagna che assume una maggiore rilevanza nel periodo post-rivoluzionario sulla sponda meridionale del Mediterraneo che ha assistito la presa di potere da parte dell’estremismo islamico dei Fratelli musulmani e il conseguente sdoganamento degli elementi salafiti ultra-conservatori. Entrambi professano l’obbligatorietà del velo per donna musulmana: i primi solo del hijab, ovvero del foulard, i secondi anche nel niqab, il velo integrale. E’ indispensabile fare conoscere il dibattito interno all’islam circa l’obbligatorietà o meno del copricapo, è indispensabile che si diffonda la convinzione che il velo è solo una libera scelta della donna. Nel 1993 la sociologa algerina, attualmente Ministro della Comunicazione e della Cultura, Khalida Messaoudi scriveva che “esistono tre tipi di hijab: quello che permette di nascondere la propria miseria, perché la vita è molto cara e vestirsi lo è ancora di più; quello che si rivela un lasciapassare perché così travestite le donne possono più liberamente muoversi per le strade; quello delle casalinghe già abituate a portare il haiq, ma che ora portano più volentieri il hijab perché ha il vantaggio di lasciare le mani libere. Senza contare che in una società in cui i giovani, e in particolare le ragazze, vivono purtroppo una terribile povertà affettiva e sessuale e dove l’assoggettamento femminile viene organizzato molto precocemente e a tutti i livelli, l’hijab diventa uno strumento di identificazione e di affermazione di sé. Per non parlare infine del hijab politico, di quello cioè che viene coscientemente e liberamente indossato per indicare la propria appartenenza ideologica e che assume un significato di segno di identità e riconoscimento”. Ebbene la studiosa algerina, laica, non parla di hijab religioso, ma non parlano di hijab come obbligo religioso nemmeno alcuni celebri teologi musulmani. Primo fra tutti Gamal al-Banna, fratello minore del fondatore del movimento dei Fratelli musulmani Hasan al-Banna, che nel suo saggio Il velo, pubblicato al Cairo nel 2008, definiva il velo integrale “un crimine che non rispetta né i diritti della società né i diritti della donna” (pag. 26) e per quanto riguarda il hijab a pagina 147 affermava lapidario: “L’atroce verità è che il hijab, anche per coloro che lo considerano un obbligo, è che riguarda le donne che ‘hanno raggiunto la pubertà’ come narra un celebre detto del Profeta. Non riguarda invece le donne che non hanno raggiunto la pubertà, come nel caso di bambine che frequentano la scuola elementare. Purtroppo questa verità è ignota ai più perché in pratica ciò che impone il velo è la tradizione oppure un pensiero errato non certo un obbligo religioso.” Dello stesso parere è Muhammad Rashed, teologo egiziano e docente presso l’università di Al Azhar. Inoltre come ha ricordato la sociologa marocchina Fatima Mernissi nel suo celebre saggio L’harem politico “il hijab, letteralmente ‘cortina’, è ‘disceso’ non per instaurare una barriera tra un uomo e una donna, bensì tra due uomini” facendo riferimento al versetto 53 della sura coranica XXXIII. Se il velo non è un obbligo religioso, ma il frutto della scelta di una donna consapevole che sceglie liberamente di indossarlo, per vari motivi, non può certamente essere imposto a nessuno, ma soprattutto non può essere imposto a bambine del tutto innocenti. La Convenzione per i diritti del bambino delle Nazioni Unite prevede “lo sviluppo armonioso della personalità” e il diritto all’istruzione. Se, metà delle donne nel mondo arabo non sanno né leggere né scrivere, è fondamentale sostenere la campagna contro il velo imposto alla bambine che andrebbe accompagnata da una campagna volta ad aumentare il tasso di alfabetizzazione delle stesse. Solo così facendo si potranno creare nuove generazioni lontane da ogni ideologia, sia questa legata alla religione o alla tradizione. di Valentina Colombo 03/07/2012

lorenzo scarola  

my JHWH, ecco perché, i demoni alieni, muoiono subito, loro sfruttano troppo intensamente, il loro corpo OGM di merda! il mio ministero politico, universale e metafisico? li manda tutti in manicomio!